Gentoo Linux Italia

Gentoo Linux 1.4 Guida all'installazione

Contenuti:

1.Introduzione

Questo nuovo CD di boot dovrebbe partire da tutti i moderni lettori CD-ROM IDE e SCSI. Il Linux incluso nel CD-ROM supporta periferiche IDE (incluse nel kernel) e SCSI (disponibili come modulo). Inoltre, sono provveduti i moduli per tutti i tipi di schede di rete supportati da Linux, così come tutti i tools per la configurazione e l'accesso via ssh alla rete e il download dei files.

I requisiti minimi del sistema sono: processore 486+ con idealmente almeno 64MB di RAM (Gentoo Linux è stato installato con successo con 64MB di RAM e 64MB di swap, ma in queste condizioni il processo di installazione è molto lento). Prima di inziare il processo di installazione, devi scaricare il livecd ISO image (c.a. 128MB): livecd-basic-1.4_rc1-r2.iso.

Nota: Il livecd contiene solo lo stage1 e permette di scaricare eventualmente lo stage3 dalla rete (c.a. 80MB). Se vuoi puoi scaricare un'altra immagine iso a seconda del processore della tua macchina che abbiamo costruito per facilitare l'installazione. Queste immagini (di c.a. 230MB) contengono in /cdroot/nocompress un tar file con lo stage3, un portage, il kernel e i pacchetti (sysklogd, dcron, etc.) che permettono di portare a termine l'installazione presa in esame da questo tutorial.

Nota: Le immagini disponibili al momento sono: livecd per i686 Athlon, livecd per i686 Pentium 3, livecd per i686 Pentium 4, livecd per x86 generico

I tre stages renderanno facile la tua vita con Gentoo. Lo stage1 è per costruire l'intero sistema da zero. Lo stage2 è per costruire alcune parti del sistema da zero mentre lo stage3 ti permette di risparmiare molto tempo dato che è già ottimizzato per il tuo specifico sistema. Al momento solo il tarfile stage1 è nel livecd, ma potrai scaricare il tarfile stage2 o stage3 ottimizzati per il tuo sistema dopo il boot col livecd.

Ora diamo una rapida occhiata al processo di installazione. (N.d.T. L'installazione di Gentoo prevede 3 steps che nel corso dell'installazione chiameremo stage.) Creeremo le partizioni, i nostri filesystems ed estrarremo uno degli stageNN tar file. Se stiamo usando lo stage1 o lo stage2 tar file, vedremo quali passi compiere per portare il nostro sistema allo stage3. Una volta che il sistema isaraè arrivato allo stage3, potremo configurarlo (ottimizzando i files di configurazione, installando il bootloader, etc.), e farlo ripartire avendo un sistema Gentoo Linux completamente funzionale. A seconda dello stage dal quale stiamo partendo, i seguenti sono i requisiti per l'installazione (N.d.T. emerge è il comando per la gestione del software in Gentoo Linux, per cui alcuni dei seguenti termini non sono traducibili):

stage tar file requisiti per l'installazione
1 setup di partizioni e filesystems, emerge rsync, bootstrap, emerge system, emerge linux sources, configurazione finale
2 setup di partizioni filesystems, emerge rsync, emerge system, emerge linux sources, configurazione finale
3 setup di partizioni e filesystems, emerge rsync (opzionale), configurazione finale

2.Booting

Riavvia il PC facendo il boot dal livecd. Dovrai vedere un testo di benvenuto seguito da un boot: prompt in alto sullo schermo. Premi ENTER, e Linux comincerà ad essere caricato da CD. Al termine del boot arriverai alla richiesta del login. Entra come "root" , premi <enter> alla richiesta della password, e usa il comando passwd per cambiare la password di root. (Questa password sarà solo per la sessione di installazione. La ragione per il cambio della password risiede nel fatto che per completare l'installazione dovrai collegarti alla rete. Connettersi alla rete come root con la password di default è veramente una cattiva idea!) Dovresti ora avere il prompt di root ("#) nella console corrente e poter aprire nuove console premendo alt-f2, alt-f3, etc, e ENTER.

3.Caricamento dei moduli del kernel

Dovresti avere solo bisogno di eseguire pci-setup al prompt di root per individuare automaticamente l'hardware del tuo sistema e caricare gli appropriati moduli del kernel.

Se non vengono individuate tutte le periferiche automaticamente, puoi comunque caricare i moduli appropriati manualmente. Per vedere la lista di tutte le schede di rete supportate, digita ls /lib/modules/*/kernel/drivers/net/*. Per caricare un particolare modulo, digita:

Esempio 1

# modprobe pcnet32
	(sostituendo a pcnet32 il modulo della nostra scheda di rete)

Se vogliamo riuscire ad accedere ad ogni periferica SCSI che non è stata individuta durante il processo di auto-identificazione, dovremo caricare i moduli appropriati da /lib/modules, usando ancora modprobe:

Esempio 2

# modprobe aic7xxx
# modprobe sr_mod
# modprobe sd_mod

Con questa serie di comandi modprobe abbiamo caricato il driver per lo SCSI (l' aic7xxx) e siamo sicuri che il supporto per CD-ROM SCSI (sr_mod) e dischi SCSI (sd_mod) sia stato abilitato.

Se stai usando RAID hardware, dovrai caricare i moduli per l'ATA-RAID e per il tuo controller RAID

Esempio 3

# insmod ataraid    
# insmod pdcraid            
      (Promise Raid Controller)    
# insmod hptraid            
      (Highpoint Raid Controller)    

Il LiveCD di Gentoo dovrebbe aver abilitato il DMA per i tuoi dischi. Se così non fosse, puoi usare hdparm per settare il DMA sui tuoi dischi.

Esempio 4: Settare il DMA

Sostituisci a hdX il device del tuo disco. 
# hdparm -d 1 /dev/hdX 
Abilita il DMA 
# hdparm -X66 /dev/hdX 
Abilita l' Ultra-DMA 

4.Caricamento dei moduli PCMCIA

Se hai una scheda di rete PCMCIA, è necessario fare qualche passo aggiuntivo.

Esempio 5

# insmod pcmcia_core
# insmod i82365
# insmod ds
# cardmgr -f

Quando cardmgr identifica che hardware è presente, lo speaker del PC dovrebbe emettere una serie di rassicuranti beeps e la tua scheda di rete PCMCIA dovrebbe prendere vita. Puoi naturalmente inserire la scheda PCMCIA anche dopo il caricamento di cardmgr, se preferisci. (Tecnicamente, non è necessario eseguire cardmgr se conosci esattamente il modulo che la scheda PCMCIA richiede. Se invece non lo conosci, caricare tutti i moduli PCMCIA per guardare qual è quello giusto non serve a niente, in quanto tutti i moduli PCMCIA verranno caricati e rimarranno in attesa di riconoscere la corrispondente scheda. cardmgr si occuperà anche di rimuovere i moduli corrispondenti alle schede che eventualmente in fututo rimuoverete.

5.Configurazione e installazione della rete

Configurazione del PPPoE  

Assumendo che tu abbia bisogno di PPPoE per connetterti a internet, su qualsiasi versione del livecd abbiamo cercato di renderti le cose più facili includendo rp-pppoe. Usa lo script adsl-setup per configurare la tua connessione. Ti verrà richiesto il device a cui è connesso il tuo modem adsl, il tuo username e la tua password, l'indirizzo del DNS, e se hai bisogno di un firewall minimo oppure no.

Esempio 6: Configuring PPPoE

#  adsl-setup 
#  adsl-start 

Se qualcosa andasse storto, assicurati che lo username e la password che hai immesso siano esatti dando un'occhiata al file /etc/ppp/pap-secrets o /etc/ppp/chap-secrets, e che stai usando il corretto device ethernet.

Configurazione automatica della rete 

Gentoo permette di configurare una rete funzionante, che permette l'uso di ssh, scp o wget prima di iniziare il processo di installazione. Se non hai bisogno di usare questi comandi, puoi proseguire con il setup della rete. Una volta che la rete funziona, Portage userà la rete una volta dentro l'ambiente chroot (richiesto per l'installazione di Gentoo Linux). La via più semplice di configurare la rete è eseguire il nuovo script net-setup:

Esempio 7: Net-Setup Script

# net-setup eth0

Naturalmente se preferisci, puoi ancora configurare il network manualmente.

Configurazione manuale del DHCP 

Configurare una rete DHCP è semplice; se il tuo provider non usa DHCP, passa al paragrafo "Configurazione statica".

Esempio 8: Configurazione di una rete DHCP

# dhcpcd eth0 

Nota: Alcuni provider richiedono un hostname. Per fare questo aggiungi un flag -h nomehost nella riga di comando del dhcpcd.

Non ti spaventare se ricevi messaggi di avviso dadhcpConfig; niente panico; gli errori non sono quasi mai degni di nota. Puoi continuare col paragrafo "Test della rete".

Configurazione manuale della rete 

È necessario configurare la rete per scaricare i sorgenti e costruire la nostra Gentoo Linux. Digita i seguenti comandi sostituendo a $IFACE la tua interfaccia di rete (di solito eth0), a $IPNUM il tuo indirizzo IP, a $BCAST il tuo indirizzo di broadcast, e a $NMASK la tua network mask. Per il comando route, invece, sostituisci a $GTWAY l'indirizzo IP del tuo gateway.

Esempio 9

# /sbin/ifconfig $IFACE $IPNUM broadcast $BCAST netmask $NMASK
# /sbin/route add -net default gw $GTWAY netmask 0.0.0.0 metric 1

È il momento di creare il file /etc/resolv.conf in modo tale che sia possibile la risoluzione dei nomi. (In questo modo possiamo raggiungere siti Web/FTP direttamente col nome piuttosto che attraverso l'indirizzo IP).

Segue un esempio da seguire per la creazione del tuo /etc/resolv.conf:

Esempio 10: esempio di /etc/resolv.conf

domain mydomain.com
nameserver 10.0.0.1
nameserver 10.0.0.2

Sostituisci a 10.0.0.1 e a 10.0.0.2 l'indirizzo IP del tuo server DNS primario e secondario.

Configurazione della rete con un Proxy 

Se sei all'interno di un proxy, è necessario configurare il tuo proxy prima di continuare. Dovremo esportare alcune variabili per configurare il proxy.

Esempio 11

# export http_proxy="machine.company.com:1234" 
# export ftp_proxy="$http_proxy" 
# export RSYNC_PROXY="$http_proxy" 

Test della rete 

Ora che la tua rete è stata configurata, il comando /sbin/ifconfig -a dovrebbe mostrarti se la tua scheda di rete sta lavorando. (presta attenzione a UP e RUNNING nell'output).

Esempio 12: /sbin/ifconfig per una scheda di rete che sta lavorando

eth0      Link encap:Ethernet  HWaddr 00:50:BA:8F:61:7A
          inet addr:192.168.0.2  Bcast:192.168.0.255  Mask:255.255.255.0
          inet6 addr: fe80::50:ba8f:617a/10 Scope:Link
          UP BROADCAST RUNNING MULTICAST  MTU:1500  Metric:1
          RX packets:1498792 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
          TX packets:1284980 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
          collisions:1984 txqueuelen:100
          RX bytes:485691215 (463.1 Mb)  TX bytes:123951388 (118.2 Mb)
          Interrupt:11

La rete funziona! 

La rete dovrebbe essere ora configurata e funzionante. Dovresti essere in grado di usare i comandi ssh, scp e wget per connetterti ad altre macchine nella tua LAN o ad Internet.

6.Partizioniamo il disco

Ora che il kernel può vedere la nostra scheda di rete e il controller dei dischi, è il momento di creare le partizioni del disco per la nostra Gentoo Linux.

Facciamo ora una breve panoramica sulle partizioni standard Gentoo Linux. Creeremo almeno tre partizioni: una partizione di swap, una root partition (per contenere il grosso di Gentoo Linux), e una partizione di boot. Quest'ultima è disegnata per contenere le informazioni del GRUB boot loader e il(i) kernel(s) di Linux. La partizione di boot ci permette di avere un posto sicuro dove mettere tutto ciò che è collegato al booting di Linux. Durante il normale lavoro quotidiano col nostro Gentoo Linux, la partizione di boot dovrebbe rimanere unmounted. Questo previene che il kernel divenga inutilizzabile ( a causa di una corruzione del filesystem) nell'eventualità di un crash del sistema, prevenendo il problema del cane che si morde la coda, dove il GRUB non può leggere il kernel (data l'inconsistenza del filesystem) e dall'altra parte non si può riportare il filesystem ad uno stato consistente (dato che non possiamo fare il boot!).

Veniamo ora ai tipi di filesystem. Per ora abbiamo quattro filesystems disponibili: XFS, ext2, ext3 (journaling) e ReiserFS. ext2 è il vero e proprio filesystem di Linux ma non supporta la tecnologia journaling. ext3 è la nuova versione di ext2 con sia la tecnologia meta-data journaling che l'ordered data wite. ReiserFS è un filesystem basato su B*-tree che promette una buona performance su file di piccole dimensioni e velocità superiori a ext2 e ext3 con file di dimensioni minori di 4k, spesso di un fattore 10x-15x. ReiserFS scala inoltre molto bene e supporta il metadata journaling. Dal kernel 2.4.18+, ReiserFS ha raggiunto la solidità che lo porta ad essere raccomandato caldamente. XFS è un filesystem ad alte prestazioni con tecnologia meta-data journaling che è completamente supportato in Gentoo Linux col kernel xfs-sources, ma in questo momento è molto instabile.

Se sei interessato al filesystem più standard, usa ext2. Se ti interessa un filesystem più sicuro, usa ext3. Se sei invece interessato ad un filesystem ad alte prestazioni con il supporto journaling, usa ReiserFS; sia ext3 che ReiserFS sono maturi e raffinati. Tutti i filesystems eccetto ReiserFS sono adatti per ambienti produttivi. Presta attenzione con XFS; questo filesystem ha la tendenza a 'friggersi' un pò di dati se il systema crasha o se c'è una caduta di tensione. Originariamente sembrava un filesystem promettente, ma questa tendenza a perdere dati sia il suo maggior tallone d'Achille. Queste sono le partizioni raccomandate e la loro dimensione:

Partizione Dimensione Tipo esempio di device
partizione di boot, contiene il kernel(s) e informazioni per il boot 100 Megabytes ext2/3 racommandate; se scegli ReiserFS monta il filesystem con l'opzione -o notail /dev/hda1
partizione di swap (non ha il limite di 128 Megabyte) >=2*Quantità di RAM è raccomandata ma non ne è richiesta di più Linux swap /dev/hda2
partizione root, contiene i principali filesystems (/usr, /home, etc) >=1.5 Gigabytes ReiserFS, ext3 raccomandate; ext2 ok /dev/hda3

Prima di creare le tue partizioni, è veramente una buona idea inizializzare il tuo HD usando dd. Facendo questo siamo sicuri di non incontrare problemi con residui di partizioni fat32 precendetemente create da noi, o dal vendor del disco, come /boot per esempio. Per questo dovrai eseguire:

Esempio 13: Initializing first 1024 Sectors of HD

# dd if=/dev/zero of=/dev/hdaBOOT bs=1024 count=1024 
BOOT è la partizione che contiene il tuo /boot.

A questo punto, creiamo le partizioni usando fdisk. Nota che le partizioni dovrebbero essere di tipo 82 per quella swap e 83 per i filesystems regolari (sia ReiserFS o ext2/3).

Nota: cfdisk è incluso nel CD di installazione ed è *considerabilmente* facile da usare rispetto a fdisk. Digita cfdisk per eseguirlo.

Nota: Se stai usando il RAID le tue partizioni saranno leggermente diverse. Avrai partizioni come queste: /dev/ataraid/discX/partY X è l'array che hai creato, così se hai creato solo 1 array sarà disc0. Y è il numero di partizione come in /dev/hdaY

Una volta create le partizione, dobbiamo inizializzare i filesystems che saranno usati per immagazzinare i nostri dati. Inizializza la partizione di swap come segue:

Esempio 14

# mkswap /dev/hda2

Possiamo usare il comando mke2fs per creare filesystems di tipo ext2:

Esempio 15

# mke2fs /dev/hda1

Per create filesystem XFS usiamo il comando mkfs.xfs:

Esempio 16

# mkfs.xfs /dev/hda3

Nota: Puoi voler aggiungere un paio di flags in più al comando mkfs.xfs: -d agcount=3 -l size=32m. Il flag -d agcount=3 abbassa il numero dei gruppi di allocazione. XFS insiste usando almeno 1 gruppo di allocazione per ogni 4 GB di partizione, così, per esempio, se hai una partizione di 20GB avrai bisogno di 5 gruppi (agcount) come minimo. Il flag -l size=32m porta a 32 MB la size del journal, incrementando le performance.

Attenzione: Se stai installando una partizione XFS su una preesistente ReiserFS, il successivo tentativo di montarla con mount -t xfs può fallire. La soluzione è azzerare la partizione prima di create il filesystem XFS: dd if=/dev/zero of=/dev/hdx bs=1k.

Se preferisci usare ext3, puoi creare la partizione usando mke2fs -j:

Esempio 17

# mke2fs -j /dev/hda3

Per creare filesystem ReiserFS, usa il comando mkreiserfs:

Esempio 18

# mkreiserfs /dev/hda3

Nota: Con la verions 2.4.18 del kernel, il supporto per ReiserFS può essere considerato stabile.

Nota: Puoi trovare maggiori informazioni per l'uso di ext3 sotto Linux 2.4 al seguente indirizzo http://www.zip.com.au/~akpm/linux/ext3/ext3-usage.html.

7.Fare il mount delle partizioni

È il momento di attivare la nostra partizione di swap, che ci servirà in seguito come memoria virtuale aggiuntiva:

Esempio 19

# swapon /dev/hda2

Poi, creeremo i mountpoints (letteralmente: punti di montaggio) /mnt/gentoo e /mnt/gentoo/boot, e quindi vi monteremo i nostri filesystems.

Esempio 20

# mkdir /mnt/gentoo
# mount /dev/hda3 /mnt/gentoo
# mkdir /mnt/gentoo/boot
# mount /dev/hda1 /mnt/gentoo/boot

Se hai deciso di creare /usr o /var come partizioni separate, dovrebbero essere rispettivamente montate in /mnt/gentoo/usr e /mnt/gentoo/var. (N.d.T. la partizione /var dovrà essere molto campiente in quanto conterrà la directory temporanea del sistema Portage per la compilazione dei pacchetti.)

Importante: Se la partizione di boot (dove risiede il kernel) è ReiserFS, devi essere sicuro di montarla con l'opzione -o notail in modo tale che GRUB possa essere installato correttamente. Devi anche assicurarti che notail termini la riga che si riferisce alla partizione di boot in /etc/fstab. Ritorneremo brevemente su questo punto.

8.Ottenere il stage-x tarfile desiderato

Se vuoi partire dal tarfile stage1 sei già pronto per farlo; puoi trovare il tarfile in /cdroot/nocompress. Se invece preferisci partire da un tarfile stage2 o stage3 che sono stati ottimizzati per la tua architettura, puoi scaricarli (in /mnt/gentoo è la cosa più semplice) da uno dei mirror di Gentoo nel seguente modo:

Esempio 21

# cd /mnt/gentoo
# env TMPDIR="/mnt/gentoo" lynx http://www.ibiblio.org/pub/Linux/distributions/gentoo/releases/1.4_rc1/x86/

Nota: Se hai il liveCD con incluso già lo stage3 puoi evitare questo passo.

9.Scomprimere l'immagine che desideri usare

È ora il momento di estrarre il tar file dello stage che hai scelto in /mnt/gentoo. Quindi faremo il chroot della nuova installazione di Gentoo Linux.

Importante: Ricordati di usare l'opzione p col comando tar. Altrimenti alcuni files potrebbero ricevere permessi errati .

Importante: Se stai usando il metodo di installazione "from scratch, build everything" ("costruisci tutto da zero"), dovrai usare l'immagine stage1-ix86-1.4_beta.tbz2 che trovi sotto /cdroot/nocompress. Se invece stai usando il CD con lo stage3, puoi eseguire i prossimi passi e saltare direttamente al settaggio del localtime.

Esempio 22

# cd /mnt/gentoo
# tar -xvjpf /cdroot/nocompress/stage?-*.tbz2
# mount -o bind /proc /mnt/gentoo/proc
# cp /etc/resolv.conf /mnt/gentoo/etc/resolv.conf

Importante: Se hai scaricato le immagini con i pacchetti aggiuntivi devi installare il portage, e copiare i pacchetti in /mnt/gentoo/usr/portage/distfiles.

Esempio 23

# cd /mnt/gentoo/usr
# tar zxvf /cdroot/nocompress/portage.tgz
# cp /cdroot/nocompress/dcron27.tgz	/mnt/gentoo/usr/portage/distfiles
# cp /cdroot/nocompress/sysklogd-1.4.1.tar.gz /mnt/gentoo/usr/portage/distfiles
# cp /cdroot/nocompress/linux-2.4.19.tar.bz2 /mnt/gentoo/usr/portage/distfiles
E così per gli altri pacchetti contenuti nel CD.

Esempio 24

# chroot /mnt/gentoo /bin/bash
# env-update
Regenerating /etc/ld.so.cache...
# source /etc/profile
# 

Dopo aver eseguito questi comandi, sei 'dentro' l'ambiente Gentoo Linux.

10.Rsync

Nota: Se hai installato Gentoo con uno dei CD con il portage e i pacchetti aggiuntivi, dovresti aver gia' installato il portage, per cui il seguente passo puo' essere saltato.

Dovrai ora eseguire emerge sync. Questo è opzionale, ma è raccomandato. È una buona idea farlo per essere sicuri di avere tutto aggiornato.

Esempio 25

# emerge rsync

Verrà scaricato il Portage Tree e memorizzato in /usr/portage; la sua dimensione è di circa 90Mb senza tarfile.

11.Dallo stage1 allo stage2

Importante: Chi sta usando il tarfile stage3 non hai bisogno di effettuare il bootstrap nuovamente a meno che non voglia per forza usare l'ultimissima release del Gentoo Linux: in tal caso, dovendo dare emerge rsync, è richiesto anche un successivo boostrap. Attenzione al fatto che la procedura di boostrap può richiedere più di un'ora anche su macchine particolarmente veloci.

Ora che stiamo lavorando su una copia del Portage, coloro che usano lo stage1 devono effettuare il bootstrap del Gentoo Linux procedendo secondo le istruzioni che seguono. Primo: editare il file /etc/make.conf. In questo file dovremo definire ad ok i vari flags USE che servono a specificare quali funzionalitè supplementari si vogliono includere nella costruzione dei pacchetti. In genere i settaggi di default sono accettabili (ovvero un USE vuoto o non configurato). Si dovrebbero definire in modo appropriato anche i flags HOST, CFLAGS e CXXFLAGS a seconda dal tipo di sistema che si vuol creare (potete trovare esempi documentati direttamente in questo file). Se necessario, potremmo anche settare le informazioni sul proxy nel caso vi trovaste dietro un firewall.

Esempio 26

# nano -w /etc/make.conf 

Nota: Coloro che hanno bisogno di una 'regolazione fine' del processo di costruzione potrebbero dare uno sguardo al file /etc/make.globals. Questo file comprende i parametri di defaults di Gentoo e non dovrebbe mai essere modificato. Se i parametri di defaults non sono sufficienti, i nuovi valori dovrebbero essere messi in /etc/make.conf, i valori dei parametri di /etc/make.conf sovrascrivono gli stessi in /etc/make.globals. Se sei interessato ad un aggiustamento fine dei settings di USE, guarda in /etc/make.profile/make.defaults. Se vuoi disabilitare alcuni settings di USE, aggiungi in /etc/make.conf USE="-flag" per disabilitare flag. (N.d.T.: p.e. USE="gnome" includera' gnome nella compilazione di programmi che potrebbero avere qualche feature in più includendo gnome, ma che sostanzialmente non ne hanno bisogno per il corretto funzionamento, mentre USE="-gnome" non includerà gnome.)

È giunto il momento di far partire il processo di 'bootstrap'. Il processo durerà almento 1-2 ore a seconda della velocità della tua macchina. (Su un AMD Athlon 900MHz il processo dura circa un'ora). Durante questo tempo, l'immagine estratta verrà preparata per l'installazione del resto del sistema. Il compilatore GNU GCC verrà compilato così come le librerie GNU C. La compilazione di questi compinenti richiede parecchio tempo e costituisce il cuore del processo di bootstrap.

Esempio 27

# cd /usr/portage
# scripts/bootstrap.sh

È iniziato il processo di "bootstrap".

Nota: Portage usa per default /var/tmp durante la fase di complilazione dei pacchetti, usando spesso centinaia di megabyte come area di memorizzazione temporanea. È possibile cambiare la directory dove Portage stora temporaneamente i suoi files, aggiustando la variabile PORTAGE_TMPDIR prima di far partire il processo di bootstrap come segue:

Esempio 28

# export PORTAGE_TMPDIR="/otherdir/tmp"

Il comando bootstrap.sh compilerà i pacchetti binutils, gcc, gettext e glibc, ricompilando binutils, gcc e gettext dopo la costruzione delle glibc. Inutile dirlo, questo processo durerà un pò di tempo. Puoi farti un buon pisolino....Buonanotte ;-)) Una volta che il processo è completato, il tuo sistema è in "stage2".

12.Timezone

Importante: È estremamente importante che questo step sia completato indipendentemente dallo stage che stai usando. Succedono cose strane e subdole se il localtime non è configurato correttamente.

A questo punto dovresti avere un sistema che è pronto per la configurazione finale. Partiremo col configurare la timezone. COnfigurare la timezone prima di costruire il kernel ci assicura un output ragionevole di uname -a.

Cercate la vostra Timezone ( o GMT se state usando il Greenwich Mean Time) in /usr/share/zoneinfo. Poi, create un link simbolico come segue:

Esempio 29

# ln -sf /usr/share/zoneinfo/path/to/timezonefile /etc/localtime

Puoi anche dare un'occhiata a /etc/rc.conf per essere sicuro che il tuo timezone sia corretto.

13.Dallo stage2 allo stage3

Una volta che hai terminato il processo di bootstrap sei nello stage2 (ancora, se stai usando un tafile stage3 i prossimi steps non sono richiesti) ed è il momento di installare o costruire il resto del sistema di base.

Nota: Se non l'hai ancora fatto, edita /etc/make.conf a tuo piacimento.

Esempio 30: Installing the Rest of the System

# export CONFIG_PROTECT=""
# emerge -p system
	[lista dei pacchetti che devono essere installati]
# emerge system

Nota: La linea export CONFIG_PROTECT="" assicura che ogni nuovo script installato in /etc sovrascriva ogni vecchio script (memorizzati in sys-apps/baselayout), bypassando il nuovo supporto per il management dei file di configurazione del Portage. Se vuoi maggiori dettagli esegui emerge --help config.

Questo step prenderà un pò di tempo per costruire l'intero sistema. Il lato positivo è che avrai un sistema veramente ottimizzato. D'altra parte dovrai trovare qualcosa da fare. Ti suggerisco una buona lettura o un buon videogioco. Quando emerge system è terminato, sarai giunto nello stage3.

14.Ultimi passi: kernel e system logger

Nota: Se non l'hai ancora fatto, edita /etc/make.conf a tuo piacimento.

ebuild descrizione
gentoo-sources Il nostro avanzato e performante kernel (non include il supporto per XFS)
xfs-sources Il kernel di SGI con supporto XFS
openmosix-sources Un classico kernel patchato per il supporto di openMosix una tecnologia load-balancing/clustering
usermode-sources Un classico kernel patchato per il supporto dello User-Mode Linux. (tecnologia "Linux inside Linux")
vanilla-sources Il classico kernel, come lo scaricheresti da kernel.org

Scegline uno e uniscilo (merge) al sistema:

Esempio 31

# emerge sys-kernel/gentoo-sources

una volta che il kernel è disponibile, è il momento di personalizzarlo e compilarlo:

Esempio 32

# cd /usr/src/linux
# make menuconfig
# make dep && make clean bzImage modules modules_install
# mv /boot/bzImage /boot/bzImage.orig [se esiste già bzImage]
# cp /usr/src/linux/arch/i386/boot/bzImage /boot

Attenzione: Affinché il tuo kernel funzioni a dovere, ci sono alcune opzioni che dovrai essere sicuro siano incluse nel kernel e non compilate come modulo. Sarà necessario abilitare l'opzione "Code maturity level oprions --> Prompt for development and/or incomplete code/drives". Nella sezione "File systems", devi essere sicuro di abilitare "Device File System" (nota che non hai bisogno di abilitare l'opzione "/dev/pts filesystem support"). Dovrai anche abilitare l'opzione "Virtual Memory Filesystem". Assicurati di abilitare "ReiserFS" se hai partizioni di questo tipo; la stessa cosa vale per "Ext3". Se stai usando partizioni XFS, abilita l'opzione "SGI XFS filesystem support". È sempre una buona idea lasciare il supporto per ext2 abilitato sia che lo usi o no. Se usi hard drive IDE vorrai abilitare l'opzione "USE DMA by default", altrimenti puoi avere prestazioni veramente scadenti. Naturalmente, ricordati di abilitare il supporto per "IDE disk" altrimenti il tuo kernel non riuscirà a vedere i tuoi dischi IDE.

Se hai un masterizzatore IDE, avrai bisogno di abilitare l'emulazione SCSI nel kernel. Abilita "ATA/IDE/MFM/RLL support" ---> "IDE, ATA and ATAPI Block devices" ---> "SCSI emulation support" (abilitato di solito come modulo), qundi sotto "SCSI support", abilita "SCSI support", "SCSI CD-ROM support" e "SCSI generic support" (abilitati come moduli anche questi). Se hai scelto di usarli come moduli, allora digita echo -e "ide-scsi/nsg/nsr_mod" >> /etc/modules.autoload per averli automaticamente al boot.

Se stai usando RAID hardware avrai bisogno di abilitare un paio di opzioni in più nel kernel: Per controllers Highpoint RAID abilita il supporto per il chipset hpt366, per i controllers IDE RAID e Highpoint 370 software RAID. Per i controllers Promise abilita il supporto PROMISE PDC202{46|62|65|67|68|69|70}, per i controllers IDE RAIDS e Support Promise software RAID (Fasttrak(tm))

Se usi PPPoE per connetterti ad internet, avrai bisogno delle seguenti opaioni nel kernel (preferibilmente come moduli): "PPP (point-to-point protocol) support", "PPP support for async serial ports", "PPP support for sync tty ports". Le due opzioni relative alla compressione non sono strettamente necessarie così come "PPP over Ethernet" che potrebbe essere usata solo da rp-ppoe quando il kernel è in modalità PPPoE.

Nota: Per coloro che lo preferiscono, è possibile installare una Gentoo Linux con kernel 2.2. Per questo c'è da pagare un prezzo: perderai le ottime features che sono prerogativa della serie 2.4 del kernel (come il support per filesystems di tipo XFS e tmpfs, iptables, e altro), anche se Gentoo Linux con kernel 2.2 è stato aggiornato col support ReiserFS e devfs. Gli scripts di boot di Gentoo Linux richiedono che tmpfs o ramdisk siano supportati dal kernel, così coloro che vogliono usare il kernel 2.2 devono essere sicuri di avere il support per ramdisk incluso nel kernel e non compilato come modulo. È vitale che un flag gentoo=notmpfs sia aggiunto in /boot/grub/menu.lst nella linea del kernel per la serie 2.2 in modo tale che gli scripts di boot montino ramdisk invece di tmpfs. Se scegli di non usare devfs, devi aggiungere una riga del tipo gentoo=notmpfs,nodevfs.

Il tuo nuovo kernel e i suoi moduli sono ora installati. C'è ora bisogno di scegliere il sistema di logging che dovrebbe essere installato. È disponibile il tradizionale sistema di logging sysklogd. Ma ci sono anche syslog-ng e metalog. Utenti che preferivano sysklogd (che non brilla per le prestazioni) si stanno rivolgendo verso syslog-ng e metalog. Se sei in dubbio, puoi provare metalog che sembra essere abbastanza popolare. Per installare il logger scelto, digita uno dei seguenti tre comandi:

Esempio 33

# emerge sys-apps/sysklogd
# rc-update add sysklogd default
o
# emerge app-admin/syslog-ng
# rc-update add syslog-ng default
o
# emerge app-admin/metalog
# rc-update add metalog default

Attenzione: Nel caso di syslog-ng avrai bisogno di creare /etc/syslog-ng/suslog-ng.conf. Puoi trovarne un esempio in /etc/syslog-ng.

Importante: Metalog scrive il suo output su disco a blocchi, così i messaggi non sono immediatamente registrati nei logs di sistema. Se stai provando a testare un daemon, questa caratteristica (che ne migliora le prestazioni) potrebbe non essere la soluzione migliore. Una volta che il sistema e' a regime puoi provare a mandare al daemon di metalog un segnale di tipo USR1 che temporaneamente dovrebbe disabilitare il suddetto comportamento (il buffering dei messaggi prima discriverli in blocco). Questo significa che tail -f /var/log/logfile dovrebbe funzionare come ci aspettiamo. Per tornare alla situazione standard invieremo un nuovo segnale, questa volta di tipo USR2.

Se vuoi, puoi ora scegliere il pacchetto cron che preferisci. Per ora offriamo, dcron, fcron e vcron. Se non sai quale scegliere tra questi, puoi usare vcron che può. I pacchetti possono essere installati come segue:

Esempio 34

# emerge sys-apps/dcron
# crontab /etc/crontab
o
# emerge sys-apps/fcron
# crontab /etc/crontab
o
# emerge sys-apps/vcron
# crontab /etc/crontab
Don't forget to add your *cron to the proper init level.
# rc-update add *cron default

Per avere maggiori informazioni su come cron lavorano sotto Gentoo Linux puoi dare una occhiata al seguente annuncio .

Per maggiori informazioni sui programmi e daemoni che partono al boot, dai un'occhiata alla guida rc-scripts.

15.Ultimi passi: installazione di packages aggiuntivi

Se hai bisogno di rp-pppoe per connetterti alla rete, sii conscio che a questo punto non è stato ancora installato. Potrebbe essere una buona cosa farlo ora.

Esempio 35: Installing rp-pppoe

# emerge rp-pppoe

Nota: Nota che adesso rp-pppoe è installato ma non configurato. Dovrai configurarlo usando adsl-setup dopo aver riavviato Gentoo per la prima volta.

Puoi aver bisogno di installare pacchetti addizionali nel Portage tree, se stai usando ad esempio XFS o LVM. Per XFS, dovresti installare l'ebuild xfsprogs:

Esempio 36

# emerge sys-apps/xfsprogs

Se invece stai usando LVM, dovresti installare l'ebuild lvm-user:

Esempio 37

# emerge --usepkg sys-apps/lvm-user

Se stai usando un laptop e vuoi usare gli slots PCMCIA al tuo primo reboot, dovrai installare il pacchetto pcmcia-cs.

Esempio 38: Emerge pcmcia-cs

# emerge sys-apps/pcmcia-cs

16.Ultimi passi: /etc/fstab

Il tuo sistema Gentoo Linux è ormai pronto all'uso. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è di configurare alcuni importanti files di sistema e installare il GRUB boot loader. Il primo file che abbiamo bisogno di configurare è /etc/fstab. Ricordati che se hai scelto una partizione di boot di tipo ReiserFS devi aggiungere una opzione notail. Ricordati inoltre di specificare il tipo di filesystem appropriato per ogni partizione (ext2, ext3 o reiserfs).

Usa qualcosa tipo l' /etc/fstab mostrato sotto, ma naturalmente sostituisci "BOOT", "ROOT" e "SWAP" con i block devices che hai scelto di usare (hda1, hda2, ecc.).

Esempio 39


# /etc/fstab: static file system information.
#
# noatime turns of atimes for increased performance (atimes normally aren't
# needed; notail increases performance of ReiserFS (at the expense of storage
# efficiency).  It's safe to drop the noatime options if you want and to 
# switch between notail and tail freely.

# <fs>          	<mountpoint>    <type>  	<opts>      		<dump/pass>

# NOTE: If your BOOT partition is ReiserFS, add the notail option to opts.

/dev/BOOT		/boot		ext2		noauto,noatime		1 2
/dev/ROOT		/		ext3		noatime			0 1
/dev/SWAP		none            swap		sw			0 0
/dev/cdroms/cdrom0	/mnt/cdrom	iso9660		noauto,ro		0 0
proc			/proc           proc		defaults		0 0

Ultimi passi: diamo una password a root 

Prima di dimenticarcene, diamo una password a root digitando:

Esempio 40

# passwd

Ultimi passi: /etc/hostname 

Crea questo file in modo da contenere il fully-qualified domain name della tua macchina su una singola riga, p.e. nomemacchina.nomedominio.it.

Ultimi passi: /etc/hosts 

Questo file contiene una lista di indirizzi IP associati al relativo hostname. È usato dal sistema per risolvere indirizzi IP di macchine che possono non essere nel tuo DNS server. Segue un templato di questo file:

Esempio 41

127.0.0.1      localhost
# the next line contains your IP for your local LAN, and your associated machine name
192.168.1.1    mymachine.mydomain.com	mymachine

Configurazione finale della rete 

Aggiungi il nome di ogni modulo necessario per il corretto funzionamento del tuo sistema in /etc/modules.autoload (puoi anche aggiungere le opzioni necessarie sulla stessa riga). Alla partenza di Gentoo Linux, questi moduli verranno automaticamente caricati. Particolarmente importanti sono i moduli relativi alla scheda di rete (naturalmente se li hai compilati come moduli ;-)):

Esempio 42: /etc/modules.autoload

3c59x

Edita lo script /etc/conf.d/net per avere la rete configurata per il tuo primo boot:

Esempio 43

# nano -w /etc/conf.d/net
# rc-update add net.eth0 default

Se hai più schede di rete hai bisogno di aggiungere altri scripts net.ethx per ognuna (x = 1, 2, ...):

Esempio 44: Multiple network interfaces

# cd /etc/init.d
# cp net.eth0 net.ethx
# rc-update add net.ethx default

Se hai una scheda PCMCIA installata, dai una rapida occhiata a /etc/init.d/pcmcia per verificare se è conforme alle tue esigenze e aggiungi

Esempio 45

	depend() {
		need pcmcia
	}
	
all'inizio del tuo /etc/init.d/net.ethx, in modo da caricare automaticamente i driver pcmcia ogni volta che viene avviata la rete.

Utlimi passi: configurazioni di base (includendo il setting per la mappatura internazionale della tastiera) 

Esempio 46: basic configuration

# nano -w /etc/rc.conf

Dando una scorsa al file troverai diverse variabili che inizializzano alcune configurazioni di base. Vorrai essere sicuro che CLOCK sia quello voluto. Per usare tastiere con layout diverso da quello americano puoi settare la variabile KEYMAP (puoi trovare le varie possibilità in /usr/share/keymaps).

Ultimi passi: configurazione di GRUB 

La parte più critica per capire la configurazione di GRUB è familiarizzare con la notazione che GRUB usa per definire i dischi e le partizioni. La partizione Linux /dev/hda1 è chiamata (hd0,0) sotto GRUB. Nota che le parentesi che racchiudono hd0,0 sono richieste. I dischi vengono contati a partire da zero invece che da "a" e le partizioni partono da zero invece che da uno. Così /dev/hdb3 diventa (hd1,2), e /dev/hdd7 diventa (hd3,6). Appena hai preso confidenza con questa notazione, puoi convertire le partizioni di boot e root in un formato comprensibile a GRUB e scriverle nel suo file di configurazione. Proviamo quindi ad installare GRUB.

La via più breve per installare GRUB è semplicemente digitare grub al prompt:

Esempio 47

# grub

Ti verrà presentato il "grub command-line prompt": grub>. Ora dovrai digitare i giusti comandi per installare il GRUB boot record nel tuo disco. Nel mio esempio, io voglio installare il GRUB boot record nell'MBR (master boot record) del mio disco rigido, in modo tale da vedere il GRUB prompt ad ogni riavvio del mio computer. Nel mio caso i comandi che devo digitare sono:

Esempio 48

grub> root (hd0,0)
grub> setup (hd0)
grub> quit

Come lavorano i comandi. Il primo comando root ( ) dice a GRUB la locazione della partizione di boot (nel nostro esempio /dev/hda1 o (hd0,0) nella terminologia GRUB. Il secondo comando setup ( ) dice a GRUB dove installare il boot record e sarà configurato per cercare i suoi files di configurazione nella locazione root ( ) che hai specificato. Nel mio caso, voglio che il boot record sia installato nell'MBR del disco rigido, così specifico semplicemente /dev/hda (anche conosciuto come (hd0)). Se sto usando un altro boot loader e voglio installare GRUB come boot loader secondario, avrei dovuto installare il GRUB nel boot record di una particolare partizione. In questo caso avrei dovuto specificare una particolare partizione invece dell'intero disco. Una volta che il GRUB è stato installato con successo, puoi uscire dal GRUB digitando quit. Gentoo Linux è ora installato, ma dobbiamo creare il file /boot/grub/menu.lst in modo tale che al riavvio del computer appaia il menu del GRUB. Vediamo come farlo.

Creiamo il file menu.lst (nano -w /boot/grub/menu.lst), e aggiungiamo le seguenti righe:

Esempio 49

default 0
timeout 30
splashimage=(hd0,0)/boot/grub/splash.xpm.gz

title=Gentoo Linux
root (hd0,0) 
kernel /boot/bzImage root=/dev/hda3 

 # Seguono le instruzioni per usare RAID hardware

title=Gentoo Linux su RAID
root (hd0,0)
kernel /boot/bzImage root=/dev/ataraid/discX/partY


	# Seguono le istruzioni per coloro che necessitano
	di un dual-boot

title=Windows NT Workstation
root (hd0,5) 
chainloader +1

Nota: L'estensione del file menu.lst deve essere "lst" come in "list", la prima lettera è una "elle" e non un "uno" (1). Inoltre, (hd0,0) deve essere scritto senza spazi tra le parentesi.

Importante: Se hai configurato l'emulazione SCSI per un masterizzatore IDE, per renderlo attivo hai bisogno di aggiungere un "hdx=ide-scsi" alla linea del kernel in menu.lst (dove "hdx" dovrebbe essere il device del tuo masterizzatore).

Dopo aver salvato il file, l'installazione di Gentoo Linux è completa. Selezionando la prima opzione diciamo al GRUB di fare il boot con Gentoo Linux. La seconda parte del file menu.lst è opzionale, mostra solo come usare GRUB per fare il boot anche con partizioni Windows.

Nota: (hd0,0) dovrebbe puntare alla tua partizione "boot" (/dev/hda1 nel nostro esempio) e /dev/hda3 dovrebbe puntare al filesystem root. La partizione (hda0,5) contiene il boot loader di NT.

Ancora, se hai bisogno di passare delle opzioni al kernel, aggiungile semplicemente alla fine del comando kernel. Stiamo già passandogli un'opzione (root=/dev/hda3), ma possiamo passargliene delle altre. In particolare puoi disabilitare il support per il devfs (non è raccomandato a meno che tu non sappia cosa stai facendo) aggiungendo l'opzione gentoo=nodevfs al comando kernel.

Nota: A differenza delle prime versioni di Gentoo Linux, non è più necessario aggiungere devfs=mount alla fine della riga kernel per abilitare il devfs. Nelle nuove versioni è abilitato per default.

Se stai usando RAID hardware, devi creare un grub disk boot. Con RAID hardware non possiamo installare il grub per cui abbiamo bisogno di un grub boot disk per fare il reboot e installare il grub nell'MBR. Per creare il bootdisk:

Esempio 50

# mke2fs /dev/fd0
# mount /dev/fd0 /mnt/floppy
# mkdir /mnt/floppy/boot
# cp /usr/share/grub/i386-pc/stage1 /mnt/floppy/boot/grub
# cp /usr/share/grub/i386-pc/stage2 /mnt/floppy/boot/grub

# grub

grub> root (fd0)
grub> setup (fd0)
grub> quit

17.L'installazione è completata!

Gentoo Linux è installato. Rimane solo da uscire dalla shell, smontare le partizioni e riavviare il sistema:

Esempio 51

# etc-update
# exit 
// questo per uscire dalla shell;puoi anche digitare ^D
# cd / 
# umount /mnt/gentoo/boot
# umount /mnt/gentoo/proc
# umount /mnt/gentoo
# reboot

Nota: Dopo il riavvio, è una buona idea eseguire il comando update-modules per creare il file /etc/modules.conf. Invece di modificare questo file direttamente, dovresti generalmente applicare le modifiche al file /etc/modules.d.

Importante: Ricordati che se stai usando RAID hardware, devi usare il bootdisk per il primo reboot e fare i passaggi per installare il grub nell'MBR. Se l'hai fatto, congratulazioni.

Se hai qualche domanda o ti piacerebbe essere coinvolto con gli sviluppatori di Gentoo Linux, considera di unirti alle nostre mailing lists gentoo-user e gentoo-dev (c'è un link "click to subscribe" nel sito ufficiale). Abbiamo anche una comoda guida Desktop configuration guide che ti aiuterà a continuare a configurare il tuo nuovo sistema Gentoo Linux per la parte grafica, sonora, di posta elettronica, ecc. e una utile guida Portage user guide che ti aiuterà a familiarizzare con il sistema Portage. Benvenuto in Gentoo Linux!



Ultimo aggiorn.:
20 Novembre 2002
Daniel Robbins
Chief Architect

Jerry Alexandratos
Author

Grant Goodyear
Ghost

Sommario: Queste instruzioni ti guideranno attraverso il processo di installazione di Gentoo Linux 1.4_rc1. L'installazione di Gentoo Linux supporta vari tipi di approcci a seconda di quanto vuoi che il tuo sistema sia costruito da zero.
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