Gentoo Linux 1.2 Guida all'installazione
1.Introduzione
Questo nuovo CD di boot dovrebbe partire da tutti i moderni lettori
CD-ROM IDE e SCSI. Il Linux incluso nel CD-ROM supporta periferiche IDE
(incluse nel kernel) e SCSI (disponibili come modulo).
Inoltre, sono provveduti i moduli per tutti i tipi di schede di rete
supportati da Linux, così come tutti i tools per la configurazione e l'accesso
via ssh alla rete e il download dei files.
I requisiti minimi del sistema sono: processore 486+ con idealmente
almeno 64MB di RAM (Gentoo Linux è stato installato con successo con
64MB di RAM e 64MB di swap, ma in queste condizioni il processo di
installazione è molto lento). Prima di inziare il processo di installazione,
devi scaricare una delle nostre immagini ISO.
Al momento ci sono due CD disponibili. Il primo CD è gentoo-ix86-1.2.iso
ed è una ISO abbastanza piccola (16MB) che contiene un' immagine bootabile
(stage1-ix86-1.2.tbz2) attraverso la quale potrai
costruire un sistema Gentoo Linux da zero.
(Quanto necessario, tutti i sorgenti verranno scaricati automaticamente da Internet).
Il secondo CD è gentoo-i686-1.2.iso;
questa immagine è più grande (100+MB) ed oltre a inglobare il primo CD,
contiene un sistema di base i686 precompilato (stage3-i686-1.1a.tbz2)
ed uno semi-precompilato (stage2-i686-1.2.tbz2).
Questi ultimi due tar files richiedono almeno un
processore Pentium Pro (un K6 non va bene).
Se hai un sistema i686+, possiamo realmente aiutarti
ad aumentare la velocità di
installazione se non desideri costruire il sistema da zero.
Ora diamo una rapida occhiata al processo di installazione.
(N.d.T. L'installazione di Gentoo prevede 3 steps che nel corso
dell'installazione chiameremo stage.) Creeremo le partizioni,
i nostri filesystems ed estrarremo uno degli stageNN tar file. Se stiamo usando lo stage1 o lo stage2 tar file,
vedremo quali passi compiere per portare il
nostro sistema allo stage3. Una volta che il sistema
isaraè arrivato allo stage3,
potremo configurarlo (ottimizzando i files di configurazione,
installando il bootloader, etc.), e farlo ripartire avendo un sistema Gentoo
Linux completamente funzionale.
A seconda dello stage dal quale stiamo partendo, i seguenti sono i requisiti
per l'installazione (N.d.T. emerge è il comando per la
gestione del software in Gentoo Linux, per cui alcuni dei seguenti termini
non sono traducibili):
| stage tar file |
requisiti per l'installazione |
| 1 |
setup di partizioni e filesystems, emerge rsync, bootstrap, emerge system, emerge linux sources, configurazione finale |
| 2 |
setup di partizioni filesystems, emerge rsync, emerge system, emerge linux sources, configurazione finale |
| 3 |
setup di partizioni e filesystems, emerge rsync (opzionale), configurazione finale |
2.Booting
Una volta che hai scelto il CD che vuoi usare, inseriscilo nel lettore e
riavvia il computer.
Dovrai vedere un testo di benvenuto seguito da un boot:
prompt in alto sullo schermo. Premi ENTER, e Linux comincerà
ad essere caricato da CD.
Vedrai quindi una piccola lista di comandi disponibili nel CD di boot,
che includono nano (un clone dell'editor pico)
e le istruzioni per inizializzare la rete.
Ti sarà quindi chiesto di selezionare una tastiera, seguita dall'individuazione
automatica delle periferiche PCI. Questo processo caricherà automaticamente i
moduli appropriati del kernel per le più popolari periferiche
PCI, SCSI ed ethernet. Dopo un ENTER, potrai entrare nell'ambiente di installazione
di Gentoo Linux.
Dovresti ora avere il prompt di root ("#) nella console corrente
e poter aprire nuove console premendo alt-f2, alt-f3, etc, e ENTER.
3.Caricamento dei moduli del kernel
Siamo quasi pronti ad iniziare l'installazione di Gentoo Linux, ma prima
dobbiamo fare i passi necessari affinché il kernel riconosca la nostra
scheda di rete, e qualsiasi altra periferica SCSI che il processo di
individuazione automatica delle periferiche PCI non ha trovato.
Per vedere una lista di tutte le schede di rete disponibili,
digitiamo ls /lib/modules/*/kernel/drivers/net/*.
Per caricare un modulo particolare, diamo il comando:
Esempio 1 |
# modprobe pcnet32
|
Se vogliamo riuscire ad accedere ad ogni periferica
SCSI che non è stata individuta durante il processo di auto-identificazione,
dovremo caricare i moduli appropriati da /lib/modules,
usando ancora modprobe:
Esempio 2 |
# modprobe aic7xxx
# modprobe sr_mod
# modprobe sd_mod
|
Con questa serie di comandi modprobe abbiamo caricato il driver per
lo SCSI (l' aic7xxx) e siamo sicuri che il supporto per CD-ROM SCSI
(sr_mod) e dischi SCSI (sd_mod) sia stato abilitato.
Nota: hdparm è ora incluso sulle iso -r10 e successive. |
4.Caricamento dei moduli PCMCIA
Se hai una scheda di rete PCMCIA, è necessario fare qualche passo aggiuntivo.
Esempio 3 |
# insmod pcmcia_core
# insmod i82365
# insmod ds
# cardmgr -f
|
Quando cardmgr identifica che hardware è presente, lo speaker
del PC dovrebbe emettere una serie di rassicuranti beeps
e la tua scheda di rete PCMCIA dovrebbe prendere vita. Puoi naturalmente
inserire la scheda PCMCIA anche dopo il caricamento di cardmgr,
se preferisci.
(Tecnicamente, non è necessario eseguire cardmgr se conosci esattamente
il modulo che la scheda PCMCIA richiede.
Se invece non lo conosci, caricare tutti i moduli PCMCIA per guardare qual è quello giusto non serve a niente,
in quanto tutti i moduli PCMCIA verranno caricati e
rimarranno in attesa di riconoscere la corrispondente
scheda.
cardmgr si occuperà anche di rimuovere
i moduli corrispondenti alle schede che
eventualmente in fututo rimuoverete.
5.Configurazione e installazione della rete
I nuovi CD -r11+ permettono di configurare una rete funzionante,
che permette l'uso di ssh, scp o wget
prima di iniziare il processo di installazione. Se non hai bisogno di usare
questi comandi, puoi proseguire con il setup della rete. Una volta che
la rete funziona, Portage userà la rete una volta dentro l'ambiente chroot
(richiesto per l'installazione di Gentoo Linux).
DHCP
Configurare una rete DHCP è semplice; se il tuo provider non usa DHCP,
passa al paragrafo "Configurazione statica".
Esempio 4: Configurazione di una rete DHCP |
# dhcpcd eth0
|
Nota: Alcuni provider richiedono un hostname. Per fare questo aggiungi un flag -h nomehost nella riga di
comando del dhcpcd.
|
Non ti spaventare se ricevi messaggi di avviso dadhcpConfig;
niente panico; gli errori non sono quasi mai
degni di nota.
Puoi continuare col paragrafo "Test della rete".
Configuratione statica
È necessario configurare la rete per scaricare i sorgenti e costruire
la nostra Gentoo Linux.
Digita i seguenti comandi sostituendo a $IFACE la tua interfaccia di rete
(di solito eth0), a $IPNUM il tuo indirizzo IP,
a $BCAST il tuo indirizzo di broadcast, e a $NMASK la tua network mask.
Per il comando route, invece, sostituisci a $GTWAY l'indirizzo
IP del tuo gateway.
Esempio 5 |
# /sbin/ifconfig $IFACE $IPNUM broadcast $BCAST netmask $NMASK
# /sbin/route add -net default gw $GTWAY netmask 0.0.0.0 metric 1
|
È il momento di creare il file /etc/resolv.conf in modo
tale che sia possibile la risoluzione dei nomi.
(In questo modo possiamo raggiungere siti Web/FTP direttamente
col nome piuttosto che attraverso l'indirizzo IP).
Nota:
Al momento il solo editor installato per default
è nano un piccolo editor visuale facile da usare.
Usa nano con l'opzione -w per disabilitare il line-wrapping automatico.
|
Segue un esempio da seguire per la creazione del tuo /etc/resolv.conf:
Esempio 6: esempio di /etc/resolv.conf |
domain mydomain.com
nameserver 10.0.0.1
nameserver 10.0.0.2
|
Sostituisci a 10.0.0.1 e a 10.0.0.2
l'indirizzo IP del tuo server DNS primario e secondario.
Test della rete
Ora che la tua rete è stata configurata, il comando /sbin/ifconfig -a
dovrebbe mostrarti se la tua scheda di rete sta lavorando.
(presta attenzione a UP e RUNNING nell'output).
Esempio 7: /sbin/ifconfig per una scheda di rete che sta lavorando |
eth0 Link encap:Ethernet HWaddr 00:50:BA:8F:61:7A
inet addr:192.168.0.2 Bcast:192.168.0.255 Mask:255.255.255.0
inet6 addr: fe80::50:ba8f:617a/10 Scope:Link
UP BROADCAST RUNNING MULTICAST MTU:1500 Metric:1
RX packets:1498792 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
TX packets:1284980 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
collisions:1984 txqueuelen:100
RX bytes:485691215 (463.1 Mb) TX bytes:123951388 (118.2 Mb)
Interrupt:11
|
La rete funziona!
La rete dovrebbe essere ora configurata e funzionante.
Dovresti essere in grado di usare i comandi
ssh, scp e wget per connetterti ad altre macchine
nella tua LAN o ad Internet.
6.Partizioniamo il disco
Ora che il kernel può vedere la nostra scheda di rete e il
controller dei dischi, è il momento di creare
le partizioni del disco per la nostra Gentoo Linux.
Facciamo ora una breve panoramica sulle partizioni standard Gentoo Linux.
Creeremo almeno tre partizioni: una partizione di swap, una root partition
(per contenere il grosso di Gentoo Linux), e una partizione di boot.
Quest'ultima è disegnata per contenere le informazioni del GRUB boot loader
e il(i) kernel(s) di Linux. La partizione di boot ci permette di avere un posto
sicuro dove mettere tutto ciò che è collegato al booting di Linux.
Durante il normale lavoro quotidiano col nostro Gentoo Linux, la partizione di
boot dovrebbe rimanere unmounted. Questo previene che il kernel divenga
inutilizzabile ( a causa di una corruzione del
filesystem) nell'eventualità di un crash del sistema, prevenendo il problema del
cane che si morde la coda, dove il GRUB non può leggere il kernel
(data l'inconsistenza del filesystem) e dall'altra parte non
si può riportare il filesystem ad uno stato consistente
(dato che non possiamo fare il boot!).
Veniamo ora ai tipi di filesystem. Per ora abbiamo quattro filesystems disponibili:
XFS, ext2, ext3 (journaling) e ReiserFS. ext2 è il vero e proprio
filesystem di Linux ma non supporta la tecnologia journaling.
ext3 è la nuova versione di ext2 con sia la tecnologia meta-data journaling
che l'ordered data wite.
ReiserFS è un filesystem basato su B*-tree che promette una buona performance
su file di piccole dimensioni e velocità superiori
a ext2 e ext3 con file di dimensioni minori di 4k,
spesso di un fattore 10x-15x.
Comunque, non raccomandiamo ReiserFS attualmente, a causa del fatto che si sono manifestati
problemi di corruzione dei filesystems con i kernels
della serie 2.4.x. ReiserFS ha una tecnologia
meta-data journaling, ma non data journaling.
XFS è un filesystem ad alte prestazioni con
tecnologia meta-data journaling che è
completamente supportato in Gentoo Linux.
Se sei interessato al filesystem più standard, usa ext2.
Se ti interessa un filesystem più sicuro, usa ext3. Se
sei invece interessato ad un filesystem ad alte prestazioni con il
supporto journaling, usa XFS; sia ext3 che
XFS sono maturi e raffinati. Tutti i filesystems eccetto ReiserFS sono adatti per ambienti produttivi.
Queste sono le partizioni raccomandate e la loro dimensione:
| Partizione |
Dimensione |
Tipo |
esempio di device |
| partizione di boot, contiene il kernel(s) e informazioni per il boot |
100 Megabytes |
ext2/3 racommandate; se scegli ReiserFS monta il filesystem con l'opzione -o notail
|
/dev/hda1 |
| partizione di swap (non ha il limte di 128 Megabyte) |
>=2*Quantità di RAM è raccomandata
ma non ne è richiesta di più |
Linux swap |
/dev/hda2 |
| partizione root, contiene i principali filesystems (/usr, /home, etc) |
>=1.5 Gigabytes |
XFS, ext3 raccomandate; ext2 ok |
/dev/hda3 |
Nota: A questo punto, creiamo le partizioni usando fdisk. Nota che le partizioni
dovrebbero essere di tipo 0x82
per quella swap e 0x83 per i filesystems regolari (sia XFS, ReiserFS o ext2).
|
Una volta create le partizione usando fdisk, dobbiamo inizializzare
i filesystems che saranno usati
per immagazzinare i nostri dati. Inizializza la partizione di swap come segue:
Esempio 8 |
# mkswap /dev/hda2
|
Possiamo usare il comando mke2fs per creare filesystems di tipo ext2:
Esempio 9 |
# mke2fs /dev/hda1
|
Per create filesystem XFS usiamo il comando mkfs.xfs:
Esempio 10 |
# mkfs.xfs /dev/hda3
|
Nota:
Puoi voler aggiungere un paio di flags in più al comando mkfs.xfs:
-d agcount=3 -l size=32m.
Il flag -d agcount=3 abbassa il numero dei gruppi di allocazione.
XFS insiste usando almeno 1 gruppo di
allocazione per ogni 4 GB di partizione, così, per esempio, se hai una partizione di 20GB
avrai bisogno di 5 gruppi (agcount) come minimo.
Il flag -l size=32m porta a 32 MB la size del journal,
incrementando le performance.
|
Attenzione:
Se stai installando una partizione XFS su una preesistente ReiserFS,
il successivo tentativo di montarla
con mount -t xfs può fallire. La
soluzione è azzerare la
partizione prima di create il filesystem XFS:
dd if=/dev/zero of=/dev/hd bs=1k.
|
Se preferisci usare ext3, puoi creare la partizione usando mke2fs -j:
Esempio 11 |
# mke2fs -j /dev/hda3
|
Per creare filesystem ReiserFS, usa il comando mkreiserfs:
Esempio 12 |
# mkreiserfs /dev/hda3
|
Attenzione:
Di nuovo, al momento non raccomandiamo ReiserFS.
Mentre ReiserFS lavora bene per alcuni, sono stati
fin troppo comuni i problemi di corruzione del filesystems
con i kernel della serie 2.4.x.
|
Nota:
Puoi trovare maggiori informazioni per l'uso di ext3 sotto Linux 2.4
al seguente indirizzo
http://www.zip.com.au/~akpm/linux/ext3/ext3-usage.html.
|
7.Fare il mount delle partizioni
È il momento di attivare la nostra partizione
di swap, che ci servirà
in seguito come memoria virtuale aggiuntiva:
Esempio 13 |
# swapon /dev/hda2
|
Poi, creeremo i mountpoints (letteralmente: punti di montaggio)
/mnt/gentoo e /mnt/gentoo/boot, e quindi
vi monteremo i nostri filesystems.
Esempio 14 |
# mkdir /mnt/gentoo
# mount /dev/hda3 /mnt/gentoo
# mkdir /mnt/gentoo/boot
# mount /dev/hda1 /mnt/gentoo/boot
|
Se hai deciso di creare /usr o /var
come partizioni separate, dovrebbero essere
rispettivamente montate in /mnt/gentoo/usr e /mnt/gentoo/var.
(N.d.T. la partizione /var dovrà essere molto
campiente in quanto conterrà la directory
temporanea del sistema Portage per la compilazione
dei pacchetti.)
Importante:
Se la partizione di boot (dove risiede il
kernel) è ReiserFS,
devi essere sicuro di montarla con
l'opzione -o notail in modo tale che GRUB possa essere installato correttamente.
Devi anche assicurarti che notail termini la riga che si riferisce
alla partizione di boot in /etc/fstab.
Ritorneremo brevemente su questo punto.
|
8.Montare il CD-ROM
Anche se abbiamo fatto il boot da CD, il CD-ROM stesso non viene montato
nell'ambiente minimo di installazione di Gentoo Linux.
Abbiamo bisogno di montarlo in modo da accedere alle immagini compresse contenute
nel CD. Per montare il CD-ROM digita:
Esempio 15 |
# mount /dev/cdroms/cdrom0 /mnt/cdrom -o ro -t iso9660
|
Con il CD-ROM montato dovresti essere capace di vedere
i files stage???.tbz2 col comando ls /mnt/cdrom.
9.Scomprimere l'immagine che desideri usare
È ora il momento di estrarre il tar file dello stage che hai scelto
in /mnt/gentoo.
Quindi faremo il chroot della nuova installazione di
Gentoo Linux.
Importante:
Ricordati di usare l'opzione p col comando tar.
Altrimenti alcuni files potrebbero
ricevere permessi errati
. |
Importante:
Se stai usando il metodo di installazione "from scratch, build everything"
("costruisci tutto da zero"), dovrai usare l'immagine stage1-ix86-1.2.tbz2.
Se stai usando uno dei CD comprendenti tutte e tre
le immagini compresse, puoi scegliere di usare la stage2 o la stage3.
Queste immagini ti permettono di
risparmiare del tempo a spesa della
configurabilità
(queste immagini infatti contengono delle ottimizzazioni
per il compilatore già predefinite e usano i settaggi di default della variabile USE).
L'immagine stage3 include inoltre i sorgenti di Linux e una immagine del Portage,
il che ci evita la necessità di fare un emerge rsync dopo.
|
Esempio 16 |
# cd /mnt/gentoo
# tar -xvjpf /mnt/cdrom/stage?-*.tbz2
# mount -o bind /proc /mnt/gentoo/proc
# cp /etc/resolv.conf /mnt/gentoo/etc/resolv.conf
|
Esempio 17 |
# chroot /mnt/gentoo /bin/bash
# env-update
Regenerating /etc/ld.so.cache...
# source /etc/profile
#
|
Dopo aver eseguito questi comandi, sei 'dentro' l'ambiente Gentoo Linux.
10.Rsync
Dovrai ora eseguire emerge rsync. Se stai usando il tarfile
Gentoo Linux 1.1+ stage3 emerge rsync è opzionale in quanto
il Portage è già stato incluso per comoditò nella distribuzione.
emerge rsync richiamerò una connessione a cvs.gentoo.org per il
download dell'ultima versione del Portage:
Esempio 18 |
# emerge rsync
|
Verrà scaricato il Portage Tree; la cui dimensione è di circa 10Mb.
Importante:
L'indirizzo del server rsync è attualmente
rsync://rsync.gentoo.org/gentoo-portage.
Se avete problemi ad accedervi, assicuratevi di stare
usando questo indirizzo settandolo come variabile
SYNC del vostro file /etc/make.conf.
|
Nota:
Il comando rsync può essere configurato per usare un Proxy HTTP nel caso vi trovaste dietro un firewall.
Per la configurazione usate RSYNC_PROXY="hostname:port" in /etc/make.conf o come variabile utente.
|
11.Dallo stage1 allo stage2
Importante:
Chi sta usando i tar file stage2 o stage3 non ha bisogno di effettuare il
bootstrap nuovamente a meno che non voglia per forza usare l'ultimissima
release del Gentoo Linux: in tal caso, dovendo dare emerge rsync,
è richiesto anche un successivo boostrap. Attenzione al fatto che
la procedura di boostrap può richiedere più di un'ora anche su
macchine particolarmente veloci.
|
Ora che stiamo lavorando su una copia del Portage, coloro che usano
lo stage1 devono effettuare il bootstrap del Gentoo Linux procedendo
secondo le istruzioni che seguono. Primo: editare il file
/etc/make.conf. In questo file dovremo definire ad ok
i vari flags USE che servono a specificare quali funzionalitè
supplementari si vogliono includere nella costruzione dei pacchetti.
In genere i settaggi di default sono accettabili (ovvero un USE vuoto
o non configurato). Si dovrebbero definire in modo appropriato anche i flags
HOST, CFLAGS e CXXFLAGS a seconda dal tipo
di sistema che si vuol creare (potete trovare esempi documentati direttamente
in questo file). Se necessario, potremmo anche settare le informazioni sul proxy nel caso vi trovaste dietro
un firewall.
Esempio 19 |
# nano -w /etc/make.conf
|
Nota:
Coloro che hanno bisogno di una 'regolazione fine'
del processo di costruzione potrebbero dare uno sguardo
al file /etc/make.globals.
Questo file comprende i parametri di defaults di Gentoo e non
dovrebbe mai essere modificato. Se i parametri di defaults non
sono sufficienti, i nuovi valori dovrebbero
essere messi in /etc/make.conf, i valori dei parametri
di /etc/make.conf
gli stessi
in /etc/make.globals. Se sei interessato ad un
aggiustamento fine dei settings di USE,
guarda in /etc/make.profile/make.defaults.
Se vuoi disabilitare alcuni settings di USE,
aggiungi in /etc/make.conf USE="-flag" per disabilitare flag.
(N.d.T.: p.e. USE="gnome" includera' gnome nella compilazione di
programmi che potrebbero avere qualche feature in
più
includendo gnome, ma che sostanzialmente non ne hanno bisogno
per il corretto funzionamento, mentre USE="-gnome"
non includerà gnome.)
|
È giunto il momento di far partire il processo di 'bootstrap'.
Il processo durerà almento 1-2 ore a
seconda della velocità della tua macchina.
(Su un AMD Athlon 900MHz il processo dura circa un'ora).
Durante questo tempo, l'immagine estratta
verrà preparata per l'installazione
del resto del sistema.
Il compilatore GNU GCC verrà compilato così
come le librerie GNU C. La compilazione di questi compinenti
richiede parecchio tempo e costituisce il cuore
del processo di bootstrap.
Esempio 20 |
# cd /usr/portage
# scripts/bootstrap.sh
|
È iniziato il processo di "bootstrap".
Nota:
Portage usa per default /var/tmp durante la
fase di complilazione dei pacchetti, usando spesso
centinaia di megabyte come area di memorizzazione
temporanea. È possibile cambiare la
directory dove Portage stora temporaneamente i suoi
files, aggiustando la variabile PORTAGE_TMPDIR
prima di far partire il processo di bootstrap
come segue:
|
Esempio 21 |
# export PORTAGE_TMPDIR="/otherdir/tmp"
|
Il comando bootstrap.sh compilerà i
pacchetti binutils, gcc,
gettext e glibc, ricompilando
binutils, gcc e gettext dopo la
costruzione delle glibc. Inutile dirlo,
questo processo durerà un pò di tempo.
Puoi farti un buon pisolino....Buonanotte ;-))
Una volta che il processo è completato, il tuo
sistema è in "stage2".
12.Dallo stage2 allo stage3
Non appena il processo di bootstrap è concluso
e sei nello stage2, è il momento di installare
o compilare il resto del sistema di base come
segue: (se stai usando il tar file stage3 i
seguenti steps non sono richiesti)
Esempio 22 |
# export CONFIG_PROTECT=""
# emerge --pretend system
# emerge system
|
Nota:
La riga export CONFIG_PROTECT="" assicura che
ogni nuovo script installato in /etc
sovrascriverà i precedenti scripts (memorizzati
in sys-apps/baselayout), bypassando il
nuovo sistema di amministrazione dei files di
configurazione del Portage. Digita emerge --help
config per maggiori dettagli.
|
È giunto il momento di aspettare che la
compilazione dell'intero sistema di base termini. La
tua ricompensa sarà un sistema completamente
ottimizzato. Lo svantaggio è che dovrai trovare
qualcosa da fare nel frattempo. L'autore suggerisce
"Star Wars - Super Bombad Racing" per PS2.
Completato emerge system il sistema sarà
in stage3.
13.Ultimi passi: timezone
A questo punto dovresti avere un sistema in stage3
pronto per la configurazione finale. Partiremo col
settare la timezone. Aggiustare la timezone prima di
compilare il kernel ci assicura che gli utenti
ottengano un output ragionevole da uname -a.
Cercate la vostra Timezone ( o GMT se state usando
il Greenwich Mean Time) in /usr/share/zoneinfo.
Poi, create un link simbolico come segue:
Esempio 23 |
# ln -sf /usr/share/zoneinfo/path/to/timezonefile /etc/localtime
|
14.Ultimi passi: kernel e system logger
Se stai installando Gentoo Linux 1.1+ usando il
tar-file stage3, abbiamo fatto qualcosa di
conveniente per te includendo i sorgenti di Linux in
/usr/src/linux. Altrimenti dovrai
scaricarli. I seguenti sono quelli correntemente
disponibili:
| ebuild |
descrizione |
| gentoo-sources |
Il nostro avanzato e performante kernel (non include il supporto per XFS) |
| xfs-sources |
Il kernel di SGI con supporto XFS |
| openmosix-sources |
Un classico kernel patchato per il supporto di openMosix
una tecnologia load-balancing/clustering |
| usermode-sources |
Un classico kernel patchato per il supporto dello User-Mode Linux.
(tecnologia "Linux inside Linux") |
| vanilla-sources |
Il classico kernel, come lo scaricheresti da kernel.org |
Scegline uno e uniscilo (merge) al sistema:
Esempio 24 |
# emerge sys-kernel/gentoo-sources
|
una volta che il kernel è disponibile, è
il momento di personalizzarlo e compilarlo:
Esempio 25 |
# cd /usr/src/linux
# make menuconfig
# make dep && make clean bzImage modules modules_install
# mv /boot/bzImage /boot/bzImage.orig
# cp /usr/src/linux/arch/i386/boot/bzImage /boot
|
Attenzione:
Affinché il tuo kernel funzioni a dovere, ci
sono alcune opzioni che dovrai essere sicuro siano
incluse nel kernel e non compilate come modulo.
Sarà necessario abilitare l'opzione "Code
maturity level oprions --> Prompt for development
and/or incomplete code/drives".
Nella sezione "File systems", devi essere sicuro di
abilitare "Device File System" (nota che non
hai bisogno di abilitare l'opzione "/dev/pts
filesystem support"). Dovrai anche abilitare
l'opzione "Virtual Memory Filesystem".
Assicurati di abilitare "ReiserFS" se hai partizioni
di questo tipo; la stessa cosa vale per "Ext3".
Se stai usando partizioni XFS, abilita l'opzione "SGI XFS
filesystem support". È sempre una buona idea
lasciare il supporto per ext2 abilitato sia che lo
usi o no. Se usi hard drive IDE vorrai abilitare
l'opzione "USE DMA by default", altrimenti puoi
avere prestazioni veramente scadenti.
Naturalmente, ricordati di abilitare il supporto per
"IDE disk" altrimenti il tuo kernel non
riuscirà a vedere i tuoi dischi IDE.
|
Nota:
Per coloro che lo preferiscono, è possibile installare
una Gentoo Linux con kernel 2.2. Per questo c'è
da pagare un prezzo: perderai le ottime features che
sono prerogativa della serie 2.4 del kernel (come
il support per filesystems di tipo XFS e tmpfs,
iptables, e altro), anche se Gentoo Linux con kernel
2.2 è stato aggiornato col support ReiserFS e
devfs. Gli scripts di boot di Gentoo Linux richiedono
che tmpfs o ramdisk siano supportati dal kernel,
così coloro che vogliono usare il kernel 2.2
devono essere sicuri di avere il support per ramdisk
incluso nel kernel e non compilato come modulo.
È che un flag
gentoo=notmpfs sia aggiunto in
/boot/grub/menu.lst nella linea del
kernel per la serie 2.2 in modo tale che gli scripts
di boot montino ramdisk invece di tmpfs. Se scegli
di non usare devfs, devi aggiungere una riga del
tipo gentoo=notmpfs,nodevfs.
|
Il tuo nuovo kernel e i suoi moduli sono ora
installati. C'è ora bisogno di scegliere il
sistema di logging che dovrebbe essere installato.
È disponibile il tradizionale sistema di
logging sysklogd. Ma ci sono anche syslog-ng e
metalog. Utenti che preferivano
sysklogd (che non brilla per le prestazioni) si
stanno rivolgendo verso syslog-ng e metalog. Se sei
in dubbio, puoi provare metalog che sembra essere
abbastanza popolare. Per installare il logger
scelto, digita uno dei seguenti tre comandi:
Esempio 26 |
# emerge sys-apps/sysklogd
# rc-update add sysklogd default
# emerge app-admin/syslog-ng
# rc-update add syslog-ng default
# emerge app-admin/metalog
# rc-update add metalog default
|
Attenzione:
Nel caso di syslog-ng avrai bisogno di creare
/etc/syslog-ng/suslog-ng.conf.
Puoi trovarne un esempio in
/etc/syslog-ng.
|
Importante:
Metalog scrive il suo output su disco a blocchi,
così i messaggi non sono immediatamente
registrati nei logs di sistema. Se stai provando a
testare un daemon, questa caratteristica (che ne
migliora le prestazioni) potrebbe non essere la
soluzione migliore. Una volta che il sistema e' a
regime puoi provare a mandare al daemon di metalog
un segnale di tipo USR1 che temporaneamente dovrebbe
disabilitare il suddetto comportamento (il buffering
dei messaggi prima discriverli in blocco). Questo
significa che tail -f
/var/log/logfile dovrebbe
funzionare come ci aspettiamo. Per tornare alla
situazione standard invieremo un nuovo segnale,
questa volta di tipo USR2.
|
Se vuoi, puoi ora scegliere il pacchetto cron che
preferisci. Per ora offriamo, dcron, fcron e vcron.
Se non sai quale scegliere tra questi, puoi usare
vcron che può. I pacchetti possono essere
installati come segue:
Esempio 27 |
# emerge sys-apps/dcron
# crontab /etc/crontab
# emerge sys-apps/fcron
# crontab /etc/crontab
# emerge sys-apps/vcron
|
Per avere maggiori informazioni su come cron
lavorano sotto Gentoo Linux puoi dare una occhiata
al seguente annuncio
.
15.Ultimi passi: installazione di packages aggiuntivi
Puoi aver bisogno di installare pacchetti
addizionali nel Portage tree, se stai usando ad
esempio XFS o LVM. Per XFS, dovresti installare
l'ebuild xfsprogs:
Esempio 28 |
# emerge sys-apps/xfsprogs
|
Se invece stai usando LVM, dovresti installare l'ebuild
lvm-user:
Esempio 29 |
# emerge --usepkg sys-apps/lvm-user
|
16.Ultimi passi: /etc/fstab
Il tuo sistema Gentoo Linux è ormai pronto
all'uso. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno
è di configurare alcuni importanti files di
sistema e installare il GRUB boot loader.
Il primo file che abbiamo bisogno di configurare
è /etc/fstab. Ricordati che se hai
scelto una partizione di boot di tipo ReiserFS devi
aggiungere una opzione notail.
Ricordati inoltre di specificare il tipo di
filesystem appropriato per ogni partizione
(ext2, ext3 o reiserfs).
Usa qualcosa tipo l' /etc/fstab
mostrato sotto, ma naturalmente sostituisci "BOOT",
"ROOT" e "SWAP" con i block devices che hai scelto
di usare (hda1, hda2, ecc.).
Esempio 30 |
/dev/BOOT /boot ext2 noauto,noatime 1 2
/dev/ROOT / ext3 noatime 0 1
/dev/SWAP none swap sw 0 0
/dev/cdroms/cdrom0 /mnt/cdrom iso9660 noauto,ro 0 0
proc /proc proc defaults 0 0
|
Ultimi passi: diamo una password a root
Prima di dimenticarcene, diamo una password a root
digitando:
Ultimi passi: /etc/hostname
Crea questo file in modo da contenere il
fully-qualified domain name della tua macchina su
una singola riga, p.e.
nomemacchina.nomedominio.it.
Ultimi passi: /etc/hosts
Questo file contiene una lista di indirizzi IP
associati al relativo hostname. È usato dal
sistema per risolvere indirizzi IP di macchine che
possono non essere nel tuo DNS server.
Segue un templato di questo file:
Esempio 32 |
127.0.0.1 localhost
192.168.1.1 mymachine.mydomain.com mymachine
|
Configurazione finale della rete
Aggiungi il nome di ogni modulo necessario per il
corretto funzionamento del tuo sistema in
/etc/modules.autoload (puoi anche
aggiungere le opzioni necessarie sulla stessa riga).
Alla partenza di Gentoo Linux, questi moduli
verranno automaticamente caricati. Particolarmente
importanti sono i moduli relativi alla scheda di
rete (naturalmente se li hai compilati come moduli
;-)):
Esempio 33: /etc/modules.autoload |
3c59x
|
Edita lo script /etc/conf.d/net per
avere la rete configurata per il tuo primo boot:
Esempio 34 |
# nano -w /etc/conf.d/net
# rc-update add net.eth0 default
|
Se hai più schede di rete hai bisogno di
aggiungere altri scripts
net.ethx per ognuna
( = 1, 2, ...):
Esempio 35: Multiple network interfaces |
# cd /etc/init.d
# cp net.eth0 net.eth
# rc-update add net.eth default
|
Se hai una scheda PCMCIA installata, dai una rapida
occhiata a /etc/init.d/pcmcia per verificare se
è conforme alle tue esigenze e aggiungi
Esempio 36 |
depend() {
need pcmcia
}
|
all'inizio del tuo
/etc/init.d/net.ethx,
in modo da caricare automaticamente i driver pcmcia
ogni volta che viene avviata la rete.
Utlimi passi: configurazioni di base (includendo il
setting per la mappatura internazionale della tastiera)
Esempio 37: basic configuration |
# nano -w /etc/rc.conf
|
Dando una scorsa al file troverai diverse variabili
che inizializzano alcune configurazioni di base.
Vorrai essere sicuro che CLOCK sia quello
voluto. Per usare tastiere con layout diverso da
quello americano puoi settare la variabile
KEYMAP (puoi trovare le varie
possibilità in
/usr/share/keymaps).
Ultimi passi: configurazione di GRUB
La parte più critica per capire la
configurazione di GRUB è familiarizzare con la
notazione che GRUB usa per definire i dischi e le
partizioni. La partizione Linux
/dev/hda1 è chiamata
(hd0,0) sotto GRUB.
Nota che le parentesi che racchiudono hd0,0 sono
richieste. I dischi vengono contati a partire da
zero invece che da "a" e le partizioni partono da
zero invece che da uno. Così
/dev/hdb3 diventa (hd1,2),
e /dev/hdd7 diventa
(hd3,6). Appena hai preso confidenza
con questa notazione, puoi convertire le partizioni
di boot e root in un formato comprensibile a GRUB e
scriverle nel suo file di configurazione.
Proviamo quindi ad installare GRUB.
La via più breve per installare GRUB è
semplicemente digitare grub al prompt:
Ti verrà presentato il "grub command-line
prompt": grub>. Ora dovrai digitare i
giusti comandi per installare il GRUB boot record
nel tuo disco. Nel mio esempio, io voglio installare
il GRUB boot record nell'MBR (master boot record)
del mio disco rigido, in modo tale da vedere il GRUB
prompt ad ogni riavvio del mio computer. Nel mio
caso i comandi che devo digitare sono:
Esempio 39 |
grub> root (hd0,0)
grub> setup (hd0)
grub> quit
|
Come lavorano i comandi. Il primo comando root (
) dice a GRUB la locazione della partizione di
boot (nel nostro esempio /dev/hda1 o
(hd0,0) nella terminologia GRUB. Il
secondo comando setup ( ) dice a GRUB dove
installare il boot record e sarà configurato
per cercare i suoi files di configurazione nella
locazione root ( ) che hai specificato.
Nel mio caso, voglio che il boot record sia
installato nell'MBR del disco rigido, così
specifico semplicemente /dev/hda (anche
conosciuto come (hd0)). Se sto usando
un altro boot loader e voglio installare GRUB come
boot loader secondario, avrei dovuto installare il
GRUB nel boot record di una particolare partizione.
In questo caso avrei dovuto specificare una
particolare partizione invece dell'intero disco. Una
volta che il GRUB è stato installato con
successo, puoi uscire dal GRUB digitando
quit. Gentoo Linux è ora installato, ma
dobbiamo creare il file
/boot/grub/menu.lst in modo tale che al
riavvio del computer appaia il menu del GRUB.
Vediamo come farlo.
Creiamo il file menu.lst (nano -w /boot/grub/menu.lst),
e aggiungiamo le seguenti righe:
Esempio 40 |
default 0
timeout 30
splashimage=(hd0,0)/boot/grub/splash.xpm.gz
title=Gentoo Linux
root (hd0,0)
kernel /boot/bzImage root=/dev/hda3
title=Windows NT Workstation
root (hd0,5)
chainloader +1
|
Nota:
L'estensione del file menu.lst deve
essere "lst" come in "list", la prima lettera è
una "elle" e non un "uno" (1).
Inoltre, (hd0,0) deve essere scritto senza spazi tra
le parentesi.
|
Dopo aver salvato il file, l'installazione di Gentoo
Linux è completa. Selezionando la prima opzione
diciamo al GRUB di fare il boot con Gentoo Linux. La
seconda parte del file menu.lst è opzionale,
mostra solo come usare GRUB per fare il boot anche
con partizioni Windows.
Nota:
(hd0,0) dovrebbe puntare alla tua
partizione "boot" (/dev/hda1 nel nostro
esempio) e /dev/hda3 dovrebbe puntare
al filesystem root. La partizione
(hda0,5) contiene il boot loader di NT.
|
Ancora, se hai bisogno di passare delle opzioni al
kernel, aggiungile semplicemente alla fine del
comando kernel. Stiamo già passandogli
un'opzione (root=/dev/hda3), ma possiamo
passargliene delle altre. In particolare puoi
disabilitare il support per il devfs (non è
raccomandato a meno che tu non sappia cosa stai
facendo) aggiungendo l'opzione gentoo=nodevfs
al comando kernel.
Nota:
A differenza delle prime versioni di Gentoo
Linux, non è più necessario
aggiungere devfs=mount alla fine
della riga kernel per abilitare il
devfs. Nelle nuove versioni è abilitato
per default.
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17.L'installazione è completata!
Gentoo Linux è installato. Rimane solo da
uscire dalla shell, smontare le partizioni e
riavviare il sistema:
Esempio 41 |
# exit
# cd /
# umount /mnt/gentoo/boot
# umount /mnt/gentoo/proc
# umount /mnt/gentoo
# reboot
|
Nota:
Dopo il riavvio, è una buona idea eseguire il
comando update-modules per creare il file
/etc/modules.conf. Invece di modificare
questo file direttamente, dovresti generalmente
applicare le modifiche al file
/etc/modules.d.
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Se hai qualche domanda o ti piacerebbe essere
coinvolto con gli sviluppatori di Gentoo Linux,
considera di unirti alle nostre mailing lists
gentoo-user e gentoo-dev (c'è un link "click to
subscribe" nel sito ufficiale).
Abbiamo anche una comoda guida
Desktop configuration
guide che ti aiuterà a continuare a
configurare il tuo nuovo sistema Gentoo Linux per la
parte grafica, sonora, di posta elettronica, ecc. e
una utile guida Portage user guide
che ti aiuterà a familiarizzare con il sistema
Portage.
Benvenuto in Gentoo Linux!
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