Guida alla configurazione di Fluxbox
1.Introduzione
Introduzione a Fluxbox
Per chi non ha confidenza con gli ambienti desktop per Linux, i windows manager
(gestori di finestre, in breve WM) sono programmi che girano sotto X11 e che
gestiscono altre applicazioni con interfaccia grafica. Anche se non sono
strettamente necessari, una sessione di X11 senza un WM è abbastanza brutta a
vedersi e non dispone delle funzioni che vengono comunemente associate a un
moderno ambiente desktop.
La filosofia di Fluxbox è molto più minimalista di quella di altri WM come
KDE o GNOME. Se, da una parte, offre le stesse funzioni fondamentali,
dall'altra non offre un file manager, delle icone, un'impostazione con "menu
d'avvio" e applicazioni extra. È comunque possibile implementare una o più di
queste funzioni. Ciò è consentito dalla possibilità di personalizzare
l'ambiente che, d'altra parte, è proprio la filosofia di Gentoo.
Questa guida si rivolge a chi non ha mai usato Fluxbox, ai semplici curiosi o
a chi vuole ottenere di più dall'accoppiata Gentoo/Fluxbox. Illustrerà anche
come aggiungere funzionalità (se lo si desidera) mediante applicazioni di
terze parti perfettamente compatibili con Fluxbox.
Occorre ricordare che dall'inizio del 2005, XFree86 non è più supportato da
Gentoo Portage. In questa guida, quindi, si assume che il lettore stia usando
Xorg. In caso contrario, con il rischio di non essere sufficientemente
esaustiva, questa guida non si preoccupa di garantire la compatibilità con
XFree. Gentoo raccomanda di passare a Xorg con un emerge xorg-x11.
2.Installare Fluxbox
Installazione di base
Gentoo fornisce un ebuild per installare con facilità Fluxbox. Gentoo supporta
le flag USE gnome e kde che servono a mantenere la
"compatibilità" con tali WM ma l'esperienza dell'autore non ne rileva la
necessità. Se desideri le librerie qt, gtk+, o il supporto KDE/GNOME puoi
tranquillamente aggiungerli. L'autore, per esempio, usa Fluxbox con k3b, il
programma di masterizzazione di KDE.
È inoltre necessario un programma che impedisca accessi non autorizzati al
server X; per questo sarebbe meglio emergere xlock. La maggior parte
degli utenti vorrà anche personalizzare lo sfondo; si consiglia quindi di
emergere eterm, che è anche un gradevole terminale per X11.
Esempio 1: Emergere Fluxbox |
# emerge fluxbox xlockmore x11-terms/eterm
|
Questo è tutto; Fluxbox è installato! Comunque è molto probabile che non
riuscirai a sfruttarlo a dovere con una installazione minimale. Le sezioni
seguenti ti aiuteranno a installare altri pacchetti utili, a configurare
Fluxbox e a usare programmi di terze parti. Tieni presente che si tratta di
passaggi facoltativi, quindi scegli pure solo quelli che ti interessano.
3.Configurare Fluxbox
Preparare X11
Fluxbox è semplicemente un programma che si appoggia a X11. Se lo desideri,
puoi semplicemente eseguire startx e quindi digitare fluxbox
in un terminale. Si tratta comunque di un procedimento piuttosto noioso.
Se non si desidera avviare direttamente l'interfaccia grafica, è possibile
far caricare automaticamente Fluxbox a X eseguendo, come utente normale, il
codice seguente:
Esempio 2: Personalizzare xinit |
$ echo "exec startfluxbox" > ~/.xinitrc
|
Per molti utenti, questa non è ancora la situazione ideale visto che vorranno
sempre usare l'ambiente desktop; è fastidioso eseguire startx per
attivare l'interfaccia grafica ogni volta che si accede al sistema. Per i
meno esperti può anche costituire un rischio per la sicurezza. Se blocchi X11
con xlock ma avvii X11 da console, chiunque possa accedere fisicamente
al computer può passare a quella console, uccidere il processo di X11 e usare
il tuo account. Per evitarlo è necessario eseguire X11 in background oppure
eseguirlo tramite screen, disconnettersi da screen e quindi dalla console,
una procedura comunque noiosa. Usando un gestore di accessi (login manager)
grafico il problema non sussiste più. X11 funzionerà comunque da root, il che
potrebbe essere male. Nel momento in cui scrive, l'autore non è a conoscenza
di eventuali exploit, ma se qualcuno è preoccupato, si consiglia di non usare
X11 oppure di eseguirlo tramite screen. Si tenga presente che questo non è
un problema di Fluxbox, ma di X11.
Esistono diversi gestori di accesso grafici tra cui scegliere; noi useremo gdm.
Puoi usare un altro gestore di accessi, ma gdm funziona bene con Fluxbox, come
con altri WM tra cui GNOME, KDE o xfce.
Esempio 3: Gestore di accessi |
# emerge gdm
# rc-update add xdm default
|
Importante:
Assicurati di emergere gdm e di aggiungere xdm allo script di avvio e non il
contrario! Scambiarli può creare problemi. Dobbiamo modificare anche un file
di configurazione di sistema:
|
Esempio 4: Modificare /etc/rc.conf |
DISPLAYMANAGER="gdm"
|
Temi ed Effetti Grafici
Chi desidera un'impostazione veramente minimale può saltare questa sezione.
È comunque buona cosa permettere all'utente di personalizzare l'aspetto del
proprio WM. Verranno installati temi specifici per Fluxbox, i loghi e le
immagini di Gentoo (per qualsiasi WM) e temi che possono essere usati su
qualsiasi WM della famiglia *box.
Esempio 5: Installare stili ed effetti grafici |
# emerge commonbox-styles commonbox-styles-extra \
fluxbox-styles-fluxmod gentoo-artwork
|
Evidenziare la Sintassi di Fluxbox in Vim
Procediamo ora con l'installazione degli schemi colore per la sintassi di
Fluxbox in vim. Questo rende più leggibili i file di configurazione
e inizializzazione di Fluxbox. Si tratta di una piccola estensione per vim e
quindi si consiglia di installarla (a meno che tu non sia utente emacs, nel
qual caso ti raccomando di eseguire emerge -C emacs && emerge vim
gvim ;-).
Esempio 6: Emergere Fluxbox Syntax |
# emerge fluxbox-syntax
|
Application Launcher
Ogni window manager ha (o dovrebbe avere) un programma apposito che serve
a lanciare le applicazioni senza dover aprire una console. Quello di Fluxbox
si chiama fbrun e si trova già installato. Per lanciarlo è necessario
digitare fbrun dalla linea di comando ma è evidente che eseguire
fbrun dalla console per poi lanciare un'applicazione è anche peggio
che eseguire da console l'applicazione stessa. Molto meglio impostare una
scorciatoia da tastiera o aggiungere una voce al menu di fluxbox o entrambi.
È possibile aggiungere la voce "Esegui..." configurando opportunamente
~/.fluxbox/menu:
Esempio 7: Aggiungere una voce al menu per eseguire fbrun |
[exec] (Esegui...) {fbrun}
|
Di seguito verranno riportate maggiori informazioni riguardo i menu di
fluxbox.
Per maggiori informazioni, ad esempio sugli argomenti da passare alla riga
di comando, si leggano le pagine man accessibili con man fbrun. Si tenga
presente per aggiungere tali argomenti, sarà necessario ridefinire la
scorciatoia da tastiera o modificare il file di configurazione del menu.
Scorciatoie da Tastiera per Fluxbox
Fluxbox dispone di una serie piuttosto limitata di scorciatoie da tastiera.
Permette all'utente di passare da un desktop all'altro e niente più. Prima
di apportare le modifiche ci sono un paio di cose da sapere. Nel file di
configurazione dei tasti rapidi di Fluxbox ci sono dei modificatori
particolari. Mod1 è comunemente conosciuto come il tasto "Alt" e Mod4 è
l'impronunciabile tasto (windows). Control e Shift sono identificati da...
Control e Shift. Per le scorciatoie è meglio usare i tasti Alt/Windows dato
che altri programmi che girano su X11 tendono a usare Control e Shift.
Ciò che segue non è obbligatorio, quindi ignora ciò che non ti serve o
modifica soltanto ciò che desideri. Questa guida assume che i programmi
citati siano quelli più comunemente usati; se è il caso, sostituisci il nome
del pacchetto che stai usando a quello qui citato. Per maggiori informazioni
puoi consultare le pagine man di fluxbox.
Ora che abbiamo chiarito tutto quanto, lanciamo un editor di testi (come utente
normale), apriamo ~/.fluxbox/keys e aggiorniamo queste benedette
scorciatoie!
Esempio 8: Modificare le scorciatoie da tastiera |
Mod4 l :ExecCommand xlock
Mod1 f :ExecCommand firefox
Mod1 t :ExecCommand thunderbird
Mod1 o :ExecCommand oowriter
Mod1 v :ExecCommand gvim
Mod1 e :ExecCommand Eterm -name alsa -e alsamixer
Mod1 r :ExecCommand fbrun
Mod1 4 :Close
Mod1 m :Minimize
Mod1 a :ExecCommand aterm -name aterm -sl 3000 -tr +sb -sr -sk -bg black -fg \
white -fade 90 -bl -tn xterm -fn \
-misc-fixed-medium-r-normal-*-*-120-*-*-c-*-iso8859-15 -g 116x57
Mod1 s :ExecCommand aterm -name aterm -sl 3000 -tr +sb -sr -sk -bg black -fg \
white -fade 90 -bl -tn xterm -fn \
-misc-fixed-medium-r-normal-*-*-120-*-*-c-*-iso8859-15 -g 116x57 -e su -
|
Monitor di Sistema
Qualcuno avrà il desiderio di installare un monitor di sistema che giri sotto
X11. Gkrellm è piuttosto diffuso, ma per mantenere il minimalismo di Fluxbox,
ne installeremo uno più semplice: Torsmo. Se lo desideri puoi usare altri
monitor; esistono tonnellate di guide per installarli.
Esempio 9: Installare Torsmo |
# emerge torsmo
|
Il file di configurazione predefinito di Torsmo è abbastanza povero, ma puoi
trovare ulteriori informazioni nelle pagine man o nel
readme.
Le Icone
Fluxbox non possiede applicazioni per visualizzare icone sul desktop; tutto è
gestito tramite le scorciatoie da tastiera o dal menu del tasto destro. iDesk
è un programma che ci aiuta a colmare questa lacuna. Aiuta gli utenti di
window manager minimali (come noi) a visualizzare icone sul desktop e offre
anche alcuni effetti grafici come le trasparenze! A dispetto del nome idesk
non ha nulla a che fare con Apple o Mac (per quello che ne sa l'autore).
Installare iDesk è molto semplice:
Esempio 10: Installare idesk |
# emerge idesk
|
Una volta installato sarà necessario aggiungere le icone. Le icone di idesk
sono gestite dai file di configurazione che si trovano in
~/.ideskrc. Si tratta di un'operazione piuttosto lunga e non può
essere descritta con chiarezza in questa guida. Per maggiori informazioni,
man idesk e un'occhiata alla
guida e a questo
thread nel
Forum di Gentoo.
File Manager Grafici
È importante notare che Gentoo non necessita di un file manager. È possibile,
e anche semplice (secondo la modesta opinione di chi scrive), effetturare
tutte le operazioni sui file da linea di comando. Comunque, non tutti sono
daccordo...
Molti utenti che si avvicinano per la prima volta a Gentoo/Fluxbox sono
disorientati dalla mancanza di un file manager grafico come nautilus
in Gnome. Fluxbox non offre un'applicazione simile ma, come sempre, non è
difficile aggiungerne una. Ci sono varie opportunità, ma questa guida ne
descriverà solo due, una orientata ai minimalisti
che si trovano a proprio agio con il 'solo testo' e una per quelli a cui piace
poter cliccare sulle icone. Naturalmente è possibile
adottarle entrambe per poi scegliere quella che si preferisce.
Gentoo File Manager - Il minimalismo
Il file manager Gentoo cerca di offrire i benefici dell'interfaccia grafica
senza la pesantezza comunemente associata a interfacce di questo tipo.
Esempio 11: Installare Gentoo File Manager |
# emerge gentoo
|
Nota:
Il file manager Gentoo è un progetto separato dalla distribuzione
Gentoo Linux. Per maggiori informazioni consultare le
Condizioni per l'uso del nome e del logo Gentoo.
|
Il file manager è interamente configurabile tramite interfaccia grafica:
sperimenta pure con la configurazione.
Rox File Manager - Spazio alle Icone
Rox è un file manager che fa uso di testo e icone e si avvicina molto
a Esplora Risorse di Windows.
Esempio 12: Installare Rox File Manager |
# emerge rox
|
Rox si comporta come i file manager "tradizionali"; per questo la sua
interfaccia dovrebbe essere abbastanza intuitiva. In caso contrario,
consultare le pagine man.
Visualizzare le immagini
Molti window manager integrano applicazioni per visualizzare le immagini
contenute nelle directory. Queste applicazioni sono piuttosto leggere e non
permettono di modificare le immagini (compito svolto da altre applicazioni,
come gimp). Questa caratteristica è fondamentale quando vengono tali
applicazioni vengono usate unitamente alla linea di comando o a file manager
come gentoo o rox.
Esempio 13: Installare xzgv |
# emerge xzgv
|
xzgv può essere lanciato in qualsiasi directory per visualizzare
quasiasi immagine tra i tipi supportati.
Impostare un tema, uno sfondo e uno script di avvio
Fluxbox dispone di un certo numero di temi che possono essere impostati tramite
il menu del tasto destro, quindi "Fluxbox menu" e "System Styles". Questi temi
di solito impostano il proprio sfondo che normalmente è a un solo colore oppure
una sfumatura. Molti utenti preferiscono personalizzare lo sfondo e tenerlo
attivo a prescindere dal tema scelto. Per questo dobbiamo modificare altri file
di configurazione di Fluxbox che ne governano la fase di avvio. Lanciamo un
editor di testi e apriamo ~/.fluxbox/startup.
Se il file esiste già, cancellalo. Aggiungi il codice riportato qui sotto a
un nuovo file, togliendo i commenti, se necessario, e inserendo i valori
opportuni al posto dei TESTI_MAIUSCOLI.
Esempio 14: Modificare gli script di avvio di Fluxbox |
exec /usr/bin/fluxbox -log ~/.fluxbox/log
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Configurare i menu
L'autore utilizza un editor di testi per creare i menu. Se condividi questa
scelta puoi saltare questa sezione e passare direttamente a
Modificare i menu a mano.
È possibile modificare a mano ~/.fluxbox/menu dopo averlo
generato in automatico (vedi la prossima sezione), per aggiungere o eliminare
le voci che non vengono usate. Se qualcosa viene eliminato da questo file, non
apparirà più nel menu dell'utente ma il pacchetto rimarrà sul sistema. Il
programma potrà comunque essere lanciato dalla linea di comando.
Sul sistema è disponibile fluxbox-generate_menu, un programma che
permette di generare automaticamente i menu. Per poterlo usare devi avere
Fluxbox 0.9.13 o superiore. Per essere sicuro di avere la versione corretta,
esegui emerge --sync && emerge -u fluxbox. In questo modo
verrà installata una versione speciale di questo script, appositamente
modificata per Gentoo in modo tale da rintracciare un numero ancora
maggiore di pacchetti da includere nei menu. Questo script è incredibilmente
migliore dei suoi predecessori tanto che ha trovato sul mio sistema
delle applicazioni che nemmeno sapevo di avere. Per eseguirlo (come utente
senza privilegi di root):
Esempio 15: Generare i menu per >=fluxbox-0.9.13 |
$ fluxbox-generate_menu -is -ds
|
È vivamente consigliato il passaggio e l'uso di
fluxbox-generate_menu -is -ds invece di programmi come mmaker
che non sono configurati per scandagliare la struttura delle directory
propria di Gentoo.
Nota:
Con questo metodo è possibile generare automaticamente i menu pur mantenendo
un certo controllo manuale. Creare e configurare
~/.fluxbox/usermenu a mano (si veda la prossima sezione per la
sintassi) consente all'utente di avere un menu personalizzato che non verrà
cancellato dalle successive esecuzioni dello script.
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Modificare i menu a mano
Il menu di Fluxbox non è altro che un file di testo che segue una sintassi
abbastanza semplice. La configurazione di default si trova in
~/.fluxbox/menu
Le voci di menu che devono eseguire un'applicazione sono definite
dall'elemento [exec]. È possibile definire una nuova voce sotto
l'elemento [begin] (la radice dell'albero dei menu) o tra
l'elemento [submenu] e il corrispondente elemento [end]
che definiscono rispettivamente l'inizio e la fine di un sottomenu;
per esempio:
Esempio 16: Definire nuove voci di menu |
# menu di fluxbox personalizzato
[begin] (Fluxbox)
[exec] (XTerm White on Black) {xterm -ls -fg white -bg black}
[submenu] (More terminals)
[exec] (Aterm default) {aterm}
[exec] (Rxvt default) {rxvt}
[end]
[end]
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La definizione del menu radice inizia con l'elemento [begin] seguito
dal nome tra parentesi e finisce con il corrispondente elemento [end].
Tutti i comandi che definiscono il menu (qui chiamati 'elementi') sono
racchiusi in parentesi quadre, il nome dei menu e sottomenu sono racchiusi
in parentesi tonde mentre i comandi veri e propri che eseguono le varie
applicazioni sono racchiusi in parentesi graffe. Sono consentite le righe di
commento e iniziano con il carattere #.
Nell'esempio appena preso in esame, la prima istanza di [exec]
definisce una nuova voce "XTerm White on Black" che eseguirà il comando
xterm -ls -fg white -bg black come se fosse da linea di comando.
Successivamente troviamo un sottomenu definito da [submenu] e subito
dopo una sezione chiamata "More terminals" con altre due istanze di
[exec]. Ogni sottomenu deve essere terminato con l'elemento di chiusura
[end].
Sul sistema è già disponibile fluxbox-generate_menu, un programma
molto simile a mmaker. Questo programma gestisce meglio gli stili ma
non rileva molte applicazioni. Per usarlo, esegui semplicemente il comando
citato. Per installare e usare mmaker, vedi qui sotto.
Conclusioni
Congratulazioni! Fluxbox è ora installato, configurato e pronto all'uso. Per
qualsiasi dubbio o suggerimento puoi inviare una email all'autore oppure puoi
segnalare un bug al Bugzilla di
Gentoo.
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