Guida all'installazione di Gentoo Linux 1.4
1.A proposito dell'installazione
Introduzione
Benvenuti in Gentoo Linux! Gentoo Linux può essere installata in molti modi diversi.
Coloro che desiderano un'installazione rapida possono servirsi dei pacchetti precompilati,
mentre coloro che cercano l'ottimizzazione estrema possono compilare Gentoo interamente dai
sorgenti originali. La scelta di quale metodo adottare dipende solo da voi.
Un cambiamento significativo legato al rilascio ufficiale della versione 1.4
è il nostro nuovo set d'installazione composto da 2 cd, che può essere ordinato
al Gentoo Linux Store, oltre ad essere
liberamente disponibile sui nostri
mirror.
Attualmente abbiamo i due cd d'installazione per x86 (486 e superiori), i686 (Pentium Pro,
Pentium II, Athlon/Duron e superiori), Pentium III, Pentium 4 e Athlon XP.
Per vedere quale set di cd fa al caso vostro, leggete le descrizioni dettagliate
di ogni prodotto che trovate nello Store.
Le descrizioni disponibili nello Store contengono informazioni piuttosto complete sulla
compatibilità tra CPU.
Potete trovare e scaricare le immagini ISO dei Live CD sulla maggior parte dei nostri
mirrors. I Live CD per
l'architettura x86 sono situati all'interno della sotto-directory
releases/x86/1.4/livecd/.
I CD d'installazione
Parliamo ora del set di CD -- vediamo cosa c'è su ogni CD. Il primo CD
("CD 1") è chiamato "Live CD d'Installazione" ed è un cd avviabile, ciò significa
che potete mettere il "CD 1" nel vostro lettore e avviare Gentoo Linux direttamente
dal CD. Potete quindi usare questa versione di Gentoo basata su CD per installare
Gentoo Linux sul vostro hard disk. Oltre a contenere un ambiente Gentoo Linux
avviabile, il "CD 1" contiene tutto ciò che potrebbe servirvi per installare
rapidamente Gentoo Linux, anche senza una connessione a internet. In più, parecchi
pacchetti precompilati sono contenuti nel CD 1, quali il sempre importante server X
XFree86. Se avete un file immagine .iso del CD 1, il suo nome finirà con -cd1.iso.
Al contrario, il secondo CD ("CD 2") non è avviabile e contiene buona parte dei
pacchetti precompilati per il vostro sistema. Inclusi in questo CD ci sono versioni
ottimizzate dei pacchetti come KDE, GNOME, OpenOffice, Mozilla, Evolution e altri.
Il CD 2 è opzionale ed è pensato per quelle persone che sono interessate
ad installare Gentoo Linux davvero velocemente. Su un tipico sistema moderno a singolo
processore i pacchetti inclusi nel CD 2 impiegano solitamente circa 36 ore per essere
interamente compilati dai sorgenti. Se avete un file immagine .iso del CD 2, il suo
nome terminerà con -cd2.iso.
Nota:
Un set di cd d'installazione completo contiene la Gentoo Reference Platform,
che è un intero sistema Gentoo Linux precompilato che include GNOME,
KDE, Mozilla e OpenOffice. La Gentoo Reference Platform ("GRP") è stata creata
per permettere un'installazione veloce dei pacchetti Gentoo Linux per coloro
che necessitano di tale possibilità. La capacità di "compilazione dai sorgenti",
il vero cuore di Gentoo Linux, sarà sempre pienamente supportata in ogni installazione.
Lo scopo della GRP è di rendere Gentoo Linux più comoda per alcuni utenti, senza per
questo influire in alcun modo sul potente processo di installazione di Gentoo basato sulla
"compilazione dai sorgenti".
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Oltre al nostro set di CD, abbiamo anche un Live CD "basic" veramente molto piccolo
che potete usare per avviare il vostro sistema. Una volta che il vostro sistema è
avviato, potete configurare una connessione a internet e quindi installare Gentoo
attraverso la rete. Il vantaggio principale di questo CD "basic" è che è piccolo e
dunque il relativo file immagine può essere scaricato velocemente. Se siete utenti
esperti che desiderano installare la versione più aggiornata disponibile di Gentoo Linux
e possedete una connessione di rete veloce, allora probabilmente preferirete questa
opzione. Se avete un file immagine .iso del Live CD "basic", il suo nome finirà
con -basic.iso.
Requisiti
Per utilizzare un qualsiasi metodo d'installazione di Gentoo Linux basato su CD,
dovrete avere un processore 486+ e possibilmente almeno 64 Megabytes di RAM.
(Gentoo Linux è stata installata con successo utilizzando 64MB di RAM +
64MB di spazio swap, ma il processo d'installazione è veramente molto lento in
queste condizioni).
Scegliere un metodo d'installazione
Una volta che avete avviato uno dei nostri Live CD, avrete ancor più opzioni.
Gentoo Linux può essere installata usando uno dei tre file tarball chiamati
"stage". Quale scegliere fra i tre dipende da quali parti del vostro sistema
desiderate compilare da soli. Il tarball stage1 è utilizzato quando si vuole compilare
l'intero sistema da zero. Il tarball stage2 è utilizzato per costruire l'intero sistema
partendo però da uno stato di bootstrap "semi-compilato". Il tarball stage3 contiene già
un sistema Gentoo Linux di base costruito per voi. Se avete intenzione di affrontare
un'installazione "GRP", allora il tarball stage3 è quello che fa al caso vostro.
Se non state facendo un'installazione GRP, dovete partire dal tarball stage1, stage2 o
stage3?
Trovate di seguito qualche informazione che dovrebbe aiutarvi in questa scelta.
Partire dallo stage1 vi permette di avere il controllo totale su quali ottimizzazioni e
funzionalità build-time opzionali devono essere inizialmente abilitate nel vostro sistema.
Un'installazione dallo stage1 è una buona scelta per utenti esperti che sanno cosa stanno
facendo. E' inoltre un'ottima scelta per coloro che vogliono saperne di più circa il
funzionamento interno di Gentoo Linux.
L'installazione da stage2 vi permette di evitare il processo di bootstrap ed è
molto comoda se vi bastano le ottimizzazioni che abbiamo scelto per il vostro particolare
tarball stage2.
Infine scegliere di comiciare con lo stage3 vi permetterà di fare un'installazione
veloce di Gentoo Linux, ma anche in questo caso dovrete accontentarvi di un sistema base
con ottimizzazioni scelte da noi (che a voler essere sinceri sono ottime impostazioni, scelte con
cura per migliorare le prestazioni mantenendo la stabilità).
Poichè le release maggiori di Gentoo Linux possiedono stage3 specificatamente ottimizzati per
i processori più popolari, partire dallo stage3 può offrire il meglio di ogni soluzione possibile
-- un'installazione veloce e un sistema ben ottimizzato.
Se state installando Gentoo Linux per la prima volta, vi consigliamo di utilizzare il tarball
stage3, o lo stage3 con GRP
Nota: Utenti avanzati: se utilizzate uno stage3 per l'installazione, non dovete
modificare le impostazioni CHOST di default nel make.conf. Se necessitate di dover fare
qualche cambiamento, dovete partire con un tarball stage1 e costruire il vostro sistema
con le impostazioni CHOST che desiderate. Le impostazioni CHOST sono tipicamente simili a
questa: i686-pc-linux-gnu.
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Importante:
Se incontrate un problema con qualsiasi parte dell'installazione e volete segnalarlo
come bug, riportatelo su http://bugs.gentoo.org.
Se il bug coinvolge gli sviluppatori originali del software (es. il team KDE), gli
sviluppatori Gentoo Linux si prenderanno cura di comunicarlo ad essi al posto vostro.
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Nota:
Le istruzioni per l'installazione presenti nei Live CD potrebbero non essere
aggiornate come quelle riportate nella documentazione web che travte su
http://www.gentoo.org/doc/en/gentoo-x86-install.xml.
Per avere informazioni sull'installazione il più aggiornate possibile fate riferimento alla
documentazione web.
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Il processo d'installazione
Ora, rivediamo velocemente il processo di installazione. Prima di tutto, dobbiamo scaricare
e masterizzare i(l) CD quindi riavviare il sistema con il Live CD. Dopo aver ottenuto il prompt
di root, dobbiamo creare le partizioni, creare i nostri filesystem ed estrarre uno tra i
tarball stage1, stage2 o stage3. Se stiamo utilizzando un tarball stage1 o stage2 dovremo
fare i passi necessari per portare il nostra sistema allo stage3. Una volta che il nostro
sistema sarà allo stage3, procederemo configurandolo (personalizzando i file di configurazione,
installando un boot loader,
ecc.), riavvieremo ed avremo quindi un sistema Gentoo Linux perfettamente funzionante.
Una volta che il vostro sistema Gentoo Linux di base starà girando, potrete facoltativamente utilizzare
il "CD 2" del set di CD e installare ogni pacchetto precompilato che vorrete avere sul vostro sistema,
come KDE, GNOME, OpenOffice, Mozilla o altri ancora.
In base allo stage dal quale stiamo partendo, i requisiti richiesti per l'installazione sono i
seguenti:
| tarball stage |
Richiesto l'accesso a internet |
Media richiesto |
Passi |
| 1 |
Si |
basic o CD 1
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setup di partizioni/filesystem, emerge sync, bootstrap, emerge system, configurazione finale |
| 2 |
Si |
basic o CD 1
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setup di partizioni/filesystem, emerge sync, emerge system, configurazione finale |
| 3 |
No usando il CD 1, Si altrimenti |
basic o CD 1
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setup di partizioni/filesystem, emerge sync (non richiesto usando il CD 1),
configurazione finale |
| 3+GRP |
No |
CD 1, facoltativamente il CD 2
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setup di partizioni/filesystem, configurazione finale, installazione dei pacchetti precompilati del
CD 1 (opzionale), riavvio, installazione dei pacchetti extra precompilati come KDE e GNOME (usando il
"CD 2"). |
Nota: Gli utenti che possiedono hardware RAID ATA dovrebbero leggere la sezione
riguardante il RAID ATA nella parte finale di questo documento prima di procedere.
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2.Caricamento del sistema (booting)
Attenzione:
Leggete interamente questa sezione prima di continuare, specialmente le
opzioni di boot disponibili. Ignorare questa parte potrebbe portare a
configurazioni errate della tastiera, servizi pcmcia che non partono, ecc.
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Cominciate avviando il Live CD che avete scelto. Dovreste vedere una bella schermata
d'avvio con il logo di Gentoo Linux. In questa schermata potete premere Invio
per iniziare il processo di boot (ndt, avvio del sistema), o avviare il Live CD
con opzioni di boot personalizzate specificando un kernel seguito dalle opzioni
di boot, quindi dando Invio. Per esempio: gentoo nousb nohotplug.
Se state installando Gentoo Linux su un sistema con più di un processore ("SMP"),
allora potete digitare al prompt smp al posto di gentoo.
Ciò permetterà al Live CD di vedere tutti i processori presenti nel sistema, anzichè soltanto
uno.
Consultate la seguente tabella per avere una lista parziale dei kernel e delle opzioni
disponibili, oppure premete F2 e F3 per consultare le schermate d'aiuto.
| Kernel disponbili |
Descrizione |
| gentoo |
il kernel gentoo standard (default) |
| nofb |
modalità framebuffer disabilitata |
| smp |
carica un kernel smp in modalità senza framebuffer |
| acpi |
abilita acpi=on + carica i moduli acpi durante l'init |
| memtest |
avvia il programma di controllo della memoria |
| Opzioni di boot disponibili |
Descrizione |
| doataraid |
carica i moduli ide raid da initrd |
| dofirewire |
carica i moduli firewire in initrd (per firewire, cdroms, ecc.) |
| dokeymap |
abilita la selezione della keymap per tastiere non americane |
| dopcmcia |
avvia il servizio pcmcia |
| doscsi |
ricerca le periferiche scsi (si blocca con certe schede ethernet) |
| noapm |
disabilita il caricamento dei moduli apm |
| nodetect |
non avvia hwsetup/kudzu e hotplug |
| nodhcp |
dhcp non verrà avviato automaticamente nel caso venga rilevata una scheda di rete |
| nohotplug |
disabilita il caricamento del servizio hotplug |
| noraid |
disabilita il caricamento dei moduli evms |
| nousb |
disabilita il caricamento dei moduli usb da initrd, disabilita hotplug |
| ide=nodma |
Forza la disabilitazione del dma per periferiche ide malfunzionanti |
| cdcache |
Memorizza nella ram l'intera porzione runtime del cd. Ciò vi permette
di smontare /mnt/cdrom e montare un altro cdrom. Assicuratevi di avere una
quantità sufficente di RAM sul vostro sistema poichè buona parte del CD vi sarà memorizzata!
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Una volta che avrete premuto Invio, verrete accolti da una schermata d'avvio
e una progress bar.
Attenzione:
Se il vostro schermo rimane nero o lampeggia anzichè mostrarvi una gradevole schermata d'avvio,
provate ad avviare con il kernel nofb. E' molto probabile che il nostro kernel non
supporti il framebuffer (una modalità grafica senza server X) per il vostro adattatore grafico.
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Quando il processo di boot sarà completato, verrete automaticamente loggati nel sistema
Gentoo Linux "Live" come "root", il "super utente."
Dovreste avere il prompt di root ("#") nella console corrente e dovreste poter
passare alle altre console premendo Alt-F2, Alt-F3 e Alt-F4.
Tornate in quella da cui siete partiti premendo Alt-F1.
Nota:
Utenti avanzati: Quando si avvia il Live CD, la password di root del Live CD
è impostata con una stringa casuale per motivi di sicurezza. Se avete intenzione di avviare
sshd per abilitare il login remoto al vostro Live CD, dovrete impostare ora la passowrd
di root del Live CD digitando passwd e seguendo le istruzioni.
Altrimenti, non conoscerete la password corretta per loggarvi nel Live CD attraverso la rete.
|
Avrete probabilmente notato che sopra il vostro prompt # c'è un breve testo d'aiuto che
vi spiega alcune cose quali configurare correttamente la vostra rete Linux e dove trovare i tarball
degli stage Gentoo Linux e i pacchetti nei vostri CD.
3.Configurazione opzionale dell'hardware
Quando il Live CD viene avviato, prova a individuare tutti i vostri dispositivi hardware
e caricare gli appropriati moduli del kernel per supportare il vostro hardware.
Nella maggior parte dei casi, esso fa davvero un buon lavoro.
Tuttavia, in alcuni casi, può non caricare i moduli del kernel di cui avete bisogno.
Se l'auto-rilevazione dei dispositivi PCI dovesse dimenticare alcune delle vostre periferiche
hardware, potete sempre caricare manualmente i moduli del kernel necessari.
Per vedere una lista di tutti i moduli disponibili per le schede di rete, digitate
ls /lib/modules/`uname -r`/kernel/drivers/net/*. Per caricare un particolare
modulo date:
Esempio 1: Configurare i moduli PCI |
# modprobe pcnet32
|
Inoltre, se volete aver accesso a qualsiasi dispositivo hardware SCSI che non è stato
rilevato durante la fase iniziale di auto-rilevazione, dovete caricare il modulo
appropriato da /lib/modules, sempre servendovi di modprobe:
Esempio 2: Caricare i moduli SCSI |
# modprobe aic7xxx
# modprobe sd_mod
|
Nota:
Il supporto per i CD-ROM e i dischi è compilato staticamente nel kernel.
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Nota: Utenti avanzati: Il Live CD Gentoo dovrebbe aver abilitato il DMA
per i vostri dischi in modo che il trasferimento dei dati sia il più veloce possibile,
ma se così non fosse, hdparm può essere usato per impostare il DMA per le vostre
periferiche come segue:
Esempio 3: Impostare il DMA |
# hdparm -d 1 /dev/hdX
# hdparm -d1 -A1 -m16 -u1 -a64 /dev/hdX
# hdparm -X66 /dev/hdX
|
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4.Configurazione opzionale della rete
Forse funziona già?
Se il vostro sistema è inserito in una rete Ethernet, è molto probabile che la vostra
configurazione di rete sia già stata impostata automaticamente per voi. In questo caso,
dovreste già potervi servire dei molti comandi di rete inclusi nel Live CD, come ssh,
scp, ping, irssi, wget e links per esempio.
Se la rete è stata già configurata per voi, il comando /sbin/ifconfig dovrebbe
elencarvi altre interfacce di rete oltre a lo, come eth0:
Esempio 4: /sbin/ifconfig per una scheda di rete funzionante |
eth0 Link encap:Ethernet HWaddr 00:50:BA:8F:61:7A
inet addr:192.168.0.2 Bcast:192.168.0.255 Mask:255.255.255.0
inet6 addr: fe80::50:ba8f:617a/10 Scope:Link
UP BROADCAST RUNNING MULTICAST MTU:1500 Metric:1
RX packets:1498792 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
TX packets:1284980 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
collisions:1984 txqueuelen:100
RX bytes:485691215 (463.1 Mb) TX bytes:123951388 (118.2 Mb)
Interrupt:11 Base address:0xe800
|
Potreste anche provare a pingare il server DNS del vostro ISP (che trovate in
/etc/resolv.conf) e un sito web a scelta, giusto per essere sicuri che i
vostri pacchetti raggiungano la rete, la risoluzione dei nomi di dominio fatta dai DNS
sia corretta, ecc.
Esempio 5: Altri test della rete |
# ping -c 3 www.yahoo.com
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Riuscite ad utilizzare la vostra rete? In caso affermativo potete saltare il resto
di questa sezione.
Configurazione di PPPoE
Assumendo che abbiate bisogno di PPPoE per connettervi ad Internet, il Live CD (in qualsiasi
versione) è stato realizzato per rendervi le cose più facili includendo rp-pppoe.
Usate lo script adsl-setup per configurare la vostra connessione. Vi verrà richiesto
a quale interfaccia di rete è connesso il vostro modem adsl, i vostri username e password,
l'indirizzo dei server DNS del vostro ISP e se avete bisogno di un firewall basilare o meno.
Esempio 6: Configurare PPPoE |
# adsl-setup
# adsl-start
|
Se qualcosa andasse storto, assicuratevi di aver digitato correttamente username e password
dando un'occhiata al file /etc/ppp/pap-secrets o /etc/ppp/chap-secrets
e assicuratevi di stare utilizzando la corretta interfaccia di rete.
Configurazione automatica della rete
Se la configurazione automatica della vostra rete non è andata a buon fine, la via più semplice
per configurarla è eseguire lo script net-setup:
Esempio 7: Script Net-Setup |
# net-setup eth0
|
Naturalmente, se preferite, potete configurare la rete manualmente. Ciò verrà spiegato
in seguito.
Configurazione manuale del DHCP
Configurare una rete usando DHCP è davvero semplice; se il vostro ISP non usa DHCP, passate al paragrafo
seguente, relativo alla configurazione statica.
Esempio 8: Configurazione di rete con DHCP |
# dhcpcd eth0
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Nota:
Alcuni ISP richiedono di fornire un hostname. Per fare questo, aggiungete la flag
-h nomemiohost alla precedente riga di comando di dhcpcd.
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Se ricevete massaggi d'avviso da dhcpConfig, non preoccupatevi; gli errori sono
per lo più estetici. Potete passare al successivo paragrafo sul testing della rete.
Configurazione statica manuale
E' indispensabile configurare correttamente la rete per poter scaricare i sorgenti
necessari alla costruzione del sistema, così come è richiesta l'interfaccia localhost.
Le informazioni necessarie sono illustrate nella prossima tabella.
| Informazione |
Descrizione |
Valore d'esempio |
| Indirizzo IP |
L'indirizzo IP che volete assegnare alla vostra scheda di rete |
192.168.1.2 |
| Indirizzo Broadcast |
L'indirizzo IP che trasmetterà in broadcast i pacchetti a tutti gli host della rete |
192.168.1.255 |
| Maschera di rete (Netmask) |
La maschera che è utilizzata insieme agli indirizzi IP per individuare quale parte di tali
indirizzi identifica la rete e quale l'host |
255.255.255.0 |
| Gateway |
L'indirizzo IP del computer che inoltrerà all'esterno i pacchetti non indirizzati alla rete
locale (il più delle volte il computer che condivide la connessione internet) |
192.168.1.1 |
Digitate i seguenti comandi, rimpiazzando
$IFACE con la vostra interfaccia di rete (solitamente eth0),
$IPNUM con il vostro indirizzo IP,
$BCAST con il vostro indirizzo di broadcast e
$NMASK con la vostra maschera di rete.
Per il comando route, sostituite $GTWAY con il vostro gateway di default.
Esempio 9: Configurazione statica della rete IP |
# ifconfig $IFACE $IPNUM broadcast $BCAST netmask $NMASK
# /sbin/route add -net default gw $GTWAY netmask 0.0.0.0 metric 1 $IFACE
|
Adesso è il momento di creare il file /etc/resolv.conf
in modo tale che funzioni la risoluzione dei nomi di dominio (cercare siti Web/FTP per nome,
anzichè attraverso un indirizzo IP).
Potete usare nano -w /etc/resolv.conf per creare /etc/resolv.conf.
nano è un editor compatto e facile da usare.
Segue un esempio cui ispirarsi per la creazione del vostro file /etc/resolv.conf:
Esempio 10: /etc/resolv.conf d'esempio |
domain mydomain.com
nameserver 10.0.0.1
nameserver 10.0.0.2
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Sostituite 10.0.0.1 e 10.0.0.2 rispettivamente con l'indirizzo IP primario
e secondario dei vostri server DNS (ndt, solitamente quelli forniti dal proprio ISP).
Configurazione del Proxy
Se siete all'interno di un proxy, potrebbe essere necessario configurare il vostro proxy
prima di continuare. Per questo dovremo esportare alcune variabili per impostarlo correttamente.
Esempio 11: Impostare un Proxy |
# export http_proxy="http://machine.company.com:1234"
# export ftp_proxy="ftp://machine.company.com"
# export RSYNC_PROXY="rsync://machine.company.com"
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Nota:
Se il vostro proxy richiede l'autenticazione, usate un costrutto del tipo
http://username:password@machine.company.com (notate l'aggiunta di
"username:password@").
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La rete funziona!
La rete dovrebbe ora essere configurata ed utilizzabile. Dovreste essere in grado di usare
i comandi ssh, scp, links, irssi e wget per connettervi
ad altre macchine nella vostra LAN o ad Internet.
5.Impostare la data e l'ora del vostro sistema
E' necessario ora impostare la data e l'ora del vostro sistema.
Potete farlo servendovi del comando date.
Esempio 12: Impostare la data del vostro sistema |
# date
Thu Feb 27 09:04:42 CST 2003
# date 022709042003
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6.Filesystems, partizioni e dispositivi a blocchi
Introduzione ai dispositivi a blocchi
In questa sezione daremo un'occhiata approfondita agli aspetti relativi ai dischi in
Gentoo Linux e Linux in generale, includendo i filesystems Linux, le partizioni e i dispositivi
a blocchi. Quindi, una volta che avrete acquisito familiarità con i dischi e i filesystems,
verrete guidati attraverso il processo di configurazione delle partizioni e dei filesystem per
la vostra installazione di Gentoo Linux.
Per cominciare, introduciamo i "dispositivi a blocchi". Il dispositivo a blocchi più famoso
è molto probabilmente quello che rappresenta la prima unità IDE in un sistema Linux:
Esempio 13: /dev/hda, il dispositivo a blocchi che rappresenta il disco master sul primo canale IDE del vostro sistema |
/dev/hda
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Se il vostro sistema utilizza dischi SCSI, allora il vostro primo disco fisso dovrebbe essere:
Esempio 14: /dev/sda, il dispositivo a blocchi che rappresenta il primo disco logico SCSI del vostro sistema |
/dev/sda
|
I dispositivi a blocchi citati in precedenza rappresentano un'interfaccia astratta ai dischi.
I programmi utente possono utilizzare questi dispositivi a blocchi per interagire con i
vostri dischi senza doversi chiedere se si tratta di unita IDE, SCSI o di qualsiasi altro tipo.
Il programma può semplicemente indirizzare la memorizzazione su disco attraverso dei blocchi contigui,
accessibili casualmente e di dimensione pari a 512 byte ciascuno.
Partizioni e fdisk
In Linux, possiamo creare filesystems utilizzando un comando speciale chiamato
mkfs (o mke2fs, mkreiserfs, ecc.) specificando un particolare
dispositivo a blocchi come argomento a linea di comando.
Nonostante sia teoricamente possibile utilizzare il dispositivo a blocchi
"dell'intero disco" (cioè quello che rappresenta l'intero hard disk) come
/dev/hda o /dev/sda per allocare un singolo filesystem, nella pratica
non ci si serve mai di tale metodo. Al contrario, l'intero dispositivo a blocchi rappresentante il
disco viene suddiviso in parti più piccole, dispositivi a blocchi più maneggevoli chiamati
"partizioni". Le partizioni vengono create utilizzando un tool chimato fdisk, che serve
per creare e modificare la tabella delle partizioni scritta su ciascun disco. La tabella delle
partizioni definisce con precisione come è stato suddiviso l'intero disco.
Possiamo dare un'occhiata alla tabella delle partizioni di un disco eseguendo fdisk,
specificando come argomento un dispositivo a blocchi che rappresenti un disco intero:
Nota:
Esistono interfacce alternative per visualizzare la tabella delle partizioni, quali cfdisk,
parted e partimage. Noi raccomandiamo fdisk poichè nel mondo
Unix/Linux è certamente il più potente e conosciuto.
|
Esempio 15: Avviare fdisk |
# fdisk /dev/hda
|
o
Esempio 16: Avviare fdisk per vedere la tabella delle partizioni di /dev/sda |
# fdisk /dev/sda
|
Importante:
Si noti che non si dovrebbe salvare o modificare in alcun modo la tabella delle
partizioni di un disco se ognuna delle sue partizioni contiene un filesystem in uso o
contiene dati importanti. In caso contrario si causerà generalmente la perdita dei dati sul
disco.
|
Una volta avviato fdisk, dovreste vedere un prompt che assomiglia a questo:
Esempio 17: Il prompt di fdisk |
Command (m for help):
|
Digitate p per visualizzare la configurazione corrente delle partizioni del vostro disco:
Esempio 18: Un esempio di configurazione delle partizioni |
Command (m for help): p
Disk /dev/hda: 240 heads, 63 sectors, 2184 cylinders
Units = cylinders of 15120 * 512 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/hda1 1 14 105808+ 83 Linux
/dev/hda2 15 49 264600 82 Linux swap
/dev/hda3 50 70 158760 83 Linux
/dev/hda4 71 2184 15981840 5 Extended
/dev/hda5 71 209 1050808+ 83 Linux
/dev/hda6 210 348 1050808+ 83 Linux
/dev/hda7 349 626 2101648+ 83 Linux
/dev/hda8 627 904 2101648+ 83 Linux
/dev/hda9 905 2184 9676768+ 83 Linux
Command (m for help):
|
Questo disco in particolare è configurato per contenere sette filesystems Linux (ciascuno
corrispondente ad un partizione elencata come "Linux") oltre ad una partizione di swap
(elencata come "Linux swap").
Notate il nome della corrispondente partizione del dispositivo a blocchi nella colonna di sinistra,
che inizia con /dev/hda1 e termina con /dev/hda9. Agli albori dell'era dei PC, il
software di partizionamento poteva abilitare soltanto un massimo di quattro partizioni (chiamate
"partizioni primarie"). Questo divenne presto un limite, quindi venne creata una soluzione chiamata
partizionamento esteso. Una partizione estesa è davvero molto simile ad una partizione
primaria e viene contata nel numero limite di quattro partizioni primarie. Tuttavia, una partizione
estesa può contenere al suo interno un qualsiasi numero di partizioni definite logiche,
fornendo così un metodo pratico per aggirare il limite di quattro partizioni primarie.
Tutte le partizioni da /dev/hda5 in poi sono partizioni logiche. I numeri tra 1 e 4 sono
riservati per le partizioni primarie o quelle estese
Così, nel nostro esempio, da /dev/hda1 a /dev/hda3 abbiamo partizioni primarie.
/dev/hda4 è una partizione estesa che contiene le partizioni logiche da
/dev/hda5 fino a /dev/hda9. Non dovrete quindi mai utilizzare
/dev/hda4 per memorizzare direttamente un qualsiasi filesystem -- serve semplicemente
per contenere le partizioni tra /dev/hda5 e /dev/hda9.
Notate inoltre che ogni partizione possiede un "Id", chiamato anche "tipo di partizione".
Quando creerete una nuova partizione, dovrete assicurarvi che il tipo di partizione sia
impostato correttamente. '83' è il tipo di partizione corretto per contenere un filesystem Linux,
'82' è il tipo di partizione corretto per la partizione Linux di swap e 'fd' è il tipo di
partizione raccomandata per le partizioni Software RAID. Potete impostare il tipo di partizione
usando l'opzione t in fdisk. Il kernel Linux utilizza il tipo di partizione
impostato per rilevare automaticamente all'avvio i filesystems e il dispositivo di swap dei vari
dischi.
Usare fdisk per impostare le partizioni
Ora che avete avuto la vostra introduzione ai metodi di partizionamento in ambiente Linux,
è il momento di passare in rassegna il processo di creazione delle partizioni per
l'installazione del vostro sistema Gentoo Linux. Una volta che avremo concluso tale processo
di partizionamento del disco, la vostra configurazione dovrebbe apparire simile alla seguente:
Esempio 19: La configurazione delle partizioni che dovreste avere dopo aver seguito questi passi |
Disk /dev/hda: 30.0 GB, 30005821440 bytes
240 heads, 63 sectors/track, 3876 cylinders
Units = cylinders of 15120 * 512 = 7741440 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/hda1 * 1 14 105808+ 83 Linux
/dev/hda2 15 81 506520 82 Linux swap
/dev/hda3 82 3876 28690200 83 Linux
Command (m for help):
|
Nella nostra configurazione delle partizioni per "newbie" (ndt, nuovi utenti, principianti),
ci sono tre partizioni. La prima (/dev/hda1) si trova all'inizio del disco ed è una piccola
partizione chiamata partizione di boot. Lo scopo della partizione di boot è contenere tutti
i dati critici relativi all'avvio del sistema -- informazioni del boot loader GRUB (se state
utilizzando GRUB) come pure i vostri kernel Linux. La partizione di boot vi fornisce un luogo
sicuro per immagazzinare tutto ciò che è legato al processo di avvio di un sistema Linux.
Durante il normale uso quotidiano di Gentoo Linux, la vostra partizione di boot dovrà rimanere
unmounted (ndt, smontata) per motivi di sicurezza. Se state configurando un sistema SCSI,
la vostra partizione di boot dovrebbe possibilmente essere /dev/sda1.
Si raccomanda di avere la partizione di boot (contenente tutto il necessario per il funzionamento
del boot loader) all'inizio del disco. Benchè questo non sia più un requisito necessario,
si tratta comunque di un'utile tradizione relativa ai tempi in cui il boot loader Lilo non era
in grado di caricare il kernel da filesystems situati oltre il cilindro 1024 di un disco.
La seconda partizione (/dev/hda2) è utilizzata come spazio di swap (ndt, scambio).
Il kernel usa lo spazio di swap come memoria virtuale quando la RAM scarseggia. Questa partizione,
parlando approssimativamente, non dovrebbe essere molto grande, tipicamente dell'ordine dei 512MB circa.
Se state configurando un sistema SCSI, questa partizione dovrebbe chiamarsi /dev/sda2.
La terza partizione (/dev/hda3) è generalmente ampia e occupa il resto dello spazio
su disco. Questa partizione è chiamata partizione "root" (ndt, radice) e verrà utilizzata per
memorizzare al suo interno il filesystem principale che ospiterà il vostro sistema Gentoo Linux.
In un sistema SCSI, questa partizione verrà probabilmente rappresentata da /dev/sda3.
Prima di partizionare il disco, facciamo una rapida recensione tecnica delle partizioni suggerite
e della configurazione del filesystem da utilizzare per installare Gentoo Linux:
| Partizione |
Dimensione |
Tipo |
Dispositivo d'esempio |
| partizione di boot, contiene i(l) kernel e le informazioni di boot |
32 Megabytes |
ext2/3 sono caldamente raccomandati (più semplici); se usate ReiserFS montate la partizione
con l'opzione -o notail. Se volete usare ext3 o ReiserFS, dovete aggiungere la dimensione
del journal (ndt, giornale) alla dimensione originale della partizione; in questo caso si raccomandano
64 Megabytes |
/dev/hda1 |
| partizione di swap (non c'è più il limite di 128 Megabyte, ora di 2GB) |
Generalmente, si configura l'area di swap con una dimensione compresa tra una e due volte
la dimensione della RAM fisica del proprio sistema
|
Linux swap |
/dev/hda2 |
| partizione root, contiene il filesystem principale (/usr, /home, etc.) |
>=1.5 Gigabytes |
ReiserFS, ext3 raccomandati; ext2 ok |
/dev/hda3 |
Ok, ora per creare le partizioni seguiamo l'esempio e la tabella precedenti.
Prima di tutto, entriamo in fdisk digitando fdisk /dev/hda o fdisk /dev/sda,
a seconda che stiate usando un disco IDE o SCSI. Quindi, digitiamo p per vedere
la configurazione attuale delle partizioni. Sono presenti su questo disco informazioni che
vorreste mantenere? Se si, fermatevi ora. Se continuate in questa direzione, tutti
i dati esistenti sul vostro disco saranno cancellati.
Importante:
Seguire le istruzioni qui sotto porterà alla cancellazione di tutti i dati preesistenti
sul vostro disco! Se sono presenti dati sul vostro disco, per favore assicuratevi che non siano
informazioni critiche che non volete assolutamente perdere. Assicuratevi inoltre di aver scelto
il dispositivo corretto in modo da non eliminare erroneamente i dati dal disco sbagliato.
|
Adesso è il momento di eliminare tutte le partizioni esistenti. Per fare ciò, digitate
d e premete Invio. Dovrete a questo punto iserire al prompt il numero della partizione
che volete eliminare. Per cancellare una preesistente /dev/hda1, dovete digitare:
Esempio 20: Cancellare una partizione |
Command (m for help): d
Partition number (1-4): 1
|
La partizione è quindi programmata per la cancellazione. Non sarà più visibile se premete
p, ma non verrà cancellata finchè le vostre modifiche non verranno salvate.
Se avete commesso qualche errore e volete abortire i vostri cambiamenti senza salvare,
digitate q immediatamente e premete Invio, così la vostra partizione non verrà eliminata.
Ora, supponendo che siate effettivamente intenzionati a cancellare ogni partizione dal vostro
sistema, digitate ripetutamente p per vedere la lista delle partizioni e quindi d
seguito dal numero della partizione da cancellare.
Finalmente, vi ritroverete con una tabella delle partizioni vuota:
Esempio 21: Una tabella delle partizioni vuota |
Disk /dev/hda: 30.0 GB, 30005821440 bytes
240 heads, 63 sectors/track, 3876 cylinders
Units = cylinders of 15120 * 512 = 7741440 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
Command (m for help):
|
Ora che la tabella delle partizioni in memoria è vuota, siamo pronti per creare
una partizione di boot. Per fare questo, digitate n per creare una nuova partizione,
quindi p per avvertire fdisk che volete una partizione primaria. Digitate adesso
1 per creare la prima partizione primaria. Quando vi apparirà il prompt per
il primo cilindro, premete Invio. Quando vi verrà mostrato il prompt per l'ultimo cilindro,
digitate +32M per creare una partizione della dimensione di 32MB.
Dovreste poter vedere l'output di questi comandi come segue:
Nota:
I filesystems journaled richiedono uno spazio extra per il loro journal. Le impostazioni
di default richiedono circa 32 Megabytes di spazio. Per questo, se state utilizzando un
filesystem journaled per /boot, dovrete digitare +64M quando vi apparirà
il prompt per l'ultimo cilindro.
|
Esempio 22: Passi per creare la partizione di boot |
Command (m for help): n
Command action
e extended
p primary partition (1-4)
p
Partition number (1-4): 1
First cylinder (1-3876, default 1):
Using default value 1
Last cylinder or +size or +sizeM or +sizeK (1-3876, default 3876): +32M
|
Ora, quando digiterete p, dovreste vedere apparire il seguente output per le partizioni:
Esempio 23: La prima partizione è stata creata |
Command (m for help): p
Disk /dev/hda: 30.0 GB, 30005821440 bytes
240 heads, 63 sectors/track, 3876 cylinders
Units = cylinders of 15120 * 512 = 7741440 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/hda1 1 14 105808+ 83 Linux
|
Adesso andiamo a creare la prtizione di swap. Per fare ciò, digitate n
per creare una nuova partizione, quindi p per avvertire fdisk che volete una partizione
primaria. A questo punto digitate 2 per creare la seconda partizione primaria, /dev/hda2
nel nostro caso.
Quando vedrete il prompt per il primo cilindro, premete Invio. Quando apparirà quello per
l'ultimo cilindro, digitate +512M per creare una partizione di dimensione pari a 512MB.
Dopo aver fatto tutto questo, digitate t per impostare il tipo di partizione, 2
per selezionare la partizione appena creata e quindi digitate 82 per impostare il tipo di
partizione a "Linux Swap". Ultimati questi passaggi, premete p per visualizzare la
tabella delle partizioni che apparirà simile alla seguente:
Esempio 24: La partizione di swap è stata creata |
Command (m for help): p
Disk /dev/hda: 30.0 GB, 30005821440 bytes
240 heads, 63 sectors/track, 3876 cylinders
Units = cylinders of 15120 * 512 = 7741440 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/hda1 1 14 105808+ 83 Linux
/dev/hda2 15 81 506520 82 Linux swap
|
Infine, creiamo la partizione root. Per fare questo, digitate n per creare
una nuova partizione, quindi p per avvertire fdisk che vogliamo una partizione
primaria. Adesso digitate 3 per creare la terza partizione primaria,
/dev/hda3 nel nostro caso. Quando vi apparirà il prompt per il primo cilindro,
premete Invio. Quando avrete quello per l'ultimo cilindro, premete Invio per creare una
partizione che occupi tutto lo spazio rimanente sul vostro hard disk.
Dopo avere eseguito questi passi, digitate p per visualizzare la tabella delle
partizioni, che ora apparirà simile alla seguente:
Esempio 25: La partizione root è stata creata |
Command (m for help): p
Disk /dev/hda: 30.0 GB, 30005821440 bytes
240 heads, 63 sectors/track, 3876 cylinders
Units = cylinders of 15120 * 512 = 7741440 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/hda1 1 14 105808+ 83 Linux
/dev/hda2 15 81 506520 82 Linux swap
/dev/hda3 82 3876 28690200 83 Linux
|
Per concludere, dobbiamo impostare la flag "bootable" (ndt, avviabile) per la nostra partizione di
boot e quindi scrivere tutti i cambiamenti sul disco. Per rendere /dev/hda1
una partizione "bootable", digitate a nel menu e quindi
premete 1 per il numero della partizione. Se ora digitate p, dovreste
vedere che /dev/hda1 possiede un * nella colonna "Boot".
Adesso andiamo a scrivere i nostri cambiamenti sul disco. Per fare questo, digitate
w e premete Invio. Le vostre partizioni del disco sono ora adeguatamente configurate
per un'installazione di Gentoo Linux.
Nota: Se fdisk o cfdisk vi dicono di farlo, per favore riavviate il sistema
per permettergli di identificare correttamente la nuova configurazione delle partizioni.
|
Creare i filesystems
Ora che le partizioni sono state create, è il momento di impostare i filesystem sulle
partizioni di boot e root in modo tale che possano essere montate e usate per la
memorizzazione dei dati. Configureremo anche la partizione di swap affinchè funga da
memoria di scambio.
Gentoo Linux supporta una grande varietà di tipi differenti di filesystem; ciascuno di loro
possiede i propri punti di forza e le proprie debolezze, oltre ad un proprio insieme di
caratteristiche relative alle performance. Attualmente, supportiamo la creazione di filesystem
ext2, ext3, XFS, JFS e ReiserFS.
ext2 è il vero e proprio filesystem di Linux ma non possiede il supporto per il
"metadata journaling", il che significa che le routine che effettuano all'avvio i controlli
sul filesystem ext2 possono occupare diverso tempo. C'è adesso una scelta abbastanza ampia
di filesystem journaled di nuova generazione che sono in grado di effettuare controlli
sulla consistenza molto velocemente e sono generalmente preferiti alle controparti non-journaled.
I filesystem journaled prevengono i lunghi tempi di attesa che solitamente si riscontrano
quando viene riavviato il sistema e il filesystem si trova in uno stato inconsistente.
ext3 è la versione journaled del filesystem ext2, fornisce il "metadata journaling"
per un veloce recupero dei dati in aggiunta ad altre caratteristiche di journaling avanzate
come "full data" e "ordered data journaling".
ext3 è un filesystem davvero molto valido e affidabile. Offre generalmente performance
accettabili in molte situazioni. Poichè non fa un uso estensivo di "trees" nel proprio design interno,
non è in grado di scalare molto bene, il che significa che non rappresenta una scelta
ideale per filesystem molto grandi o situazioni in cui è necessario manipolare grandi quantità
di dati o file molto grandi in una singola directory. Ma se usato in condizioni che sfruttino
le caratteristiche di design per cui è stato creato, ext3 è un eccellente filesystem.
ReiserFS è un filesystem basato su B*-tree che offre ottime performance generali e
si dimostra notevolmente superiore a ext2 e ext3 con file di piccole dimensioni (file minori
di 4k), spesso di un fattore 10x-15x. ReiserFS scala inoltre molto bene e supporta il metadata
journaling. Dal kernel 2.4.18+, ReiserFS ha raggiunto la solidità che lo porta a essere
caldamente raccomandato sia per un uso generico che per casi estremi come la creazione di grandi
filesystem, l'uso su molti file piccoli, file molto grandi e directory contenenti decine di migliaia
di file. ReiserFS è il filesystem che raccomandiamo di default per tutte le partizioni che
non siano quella di boot.
XFS è un filesystem con tecnologia metadata journaling che è completamente supportato
in Gentoo Linux dal kernel xfs-sources. Si presenta con un robusto insieme di
caratteristiche ed è ottimizzato per la scalabilità. Ne raccomandiamo l'uso su sistemi Linux
con high-end SCSI e/o unità di memorizzazione con canali in fibra e connessi a UPS. Data
l'aggressività con la quale XFS si serve della cache in RAM per i dati in transito,
programmi progettati in modo non adeguato (quelli che non prendono precauzioni quando scrivono
file su disco, e ce ne sono abbastanza) possono perdere una discreta quantità di dati se il
sistema si arresta in modo inaspettato.
JFS è il filesystem journaling ad alte prestazioni di IBM. E' stato recentemente giudicato pronto per
il mercato, ma ad oggi non è stato sufficientemente testato per fare commenti positivi o negativi
sulla sua stabilità generale.
Se state cercando il filesystem journaled più robusto, usate ext3. Se state invece cercando
un filesystem ad alte prestazioni con il supporto al journaling, usate ReiserFS; sia ext3 che
ReiserFS sono maturi, raffinati e raccomandati per un uso generale.
In base al nostro esempio precedente, useremo i seguenti comandi per inizializzare tutte le nostre
partizioni:
Esempio 26: Inizializzare le partizioni (esempio) |
# mke2fs /dev/hda1
# mkswap /dev/hda2
# mkreiserfs /dev/hda3
|
Abbiamo scelto ext2 per la partizione di boot /dev/hda1 perché si tratta
di un robusto filesystem supportato dalla maggior parte dei boot loaders.
Abbiamo usato mkswap per la partizione di swap /dev/hda2 -- qui la
scelta è ovvia. Per il nostro filesystem principale root /dev/hda3 abbiamo scelto
ReiserFS, dato che è un solido filesystem journaled che offre eccellenti performance.
Ora andate avanti e inizializzate le vostre partizioni.
Come vostro riferimento, ecco i vari comandi mkfs-like disponibili durante il processo
di installazione:
mkswap è il comando che va usato per inizializzare le partizioni di swap:
Esempio 27: Inizializzare la Swap |
# mkswap /dev/hda2
|
Potete usare il comando mke2fs per creare un filesystem ext2:
Esempio 28: Creare un filesystem ext2 |
# mke2fs /dev/hda1
|
Se preferite utilizzare ext3, potete creare un filesystem ext3 usando
mke2fs -j:
Esempio 29: Creare un filesystem ext3 |
# mke2fs -j /dev/hda3
|
Nota:
Potete trovare maggiori informazioni circa l'uso di ext3 in Linux 2.4 su
http://www.zip.com.au/~akpm/linux/ext3/ext3-usage.html.
|
Per creare un filesystem ReiserFS, usate il comando mkreiserfs:
Esempio 30: Creare un filesystem ReiserFS |
# mkreiserfs /dev/hda3
|
Per creare un filesystem XFS, usate il comando mkfs.xfs:
Esempio 31: Creare un filesystem XFS |
# mkfs.xfs /dev/hda3
|
Nota:
Potreste voler aggiungere un paio di flag facoltative al comando mkfs.xfs:
-d agcount=3 -l size=32m.
Il comando -d agcount=3 abbassa il numero dei gruppi di allocazione. XFS insiste
ad usare almeno 1 gruppo di allocazione per ogni 4 GB di partizione, così, per esempio, se
avete una partizione di 20 GB avrete bisogno di almeno 5 gruppi (agcount).
Il comando -l size=32m porta a 32 MB la grandezza del journal, incrementando le performance.
|
Per creare un filesystem JFS, usate il comando mkfs.jfs:
Esempio 32: Creare un filesystem JFS |
# mkfs.jfs /dev/hda3
|
7.Montare le partizioni
Ora è il momento di attivare la nostra nuova partizione di swap, poichè in seguito avremo
certamente bisogno della memoria virtuale aggiuntiva che essa ci fornirà:
Esempio 33: Attivare la Swap |
# swapon /dev/hda2
|
Successivamente, andremo a creare i "mount points" (ndt, punti di montaggio, di innesto)
/mnt/gentoo e /mnt/gentoo/boot, quindi vi monteremo i nostri filesystem.
Una volta che i nostri filesystem di boot e root saranno montati, qualsiasi file copieremo o
creeremo all'interno di /mnt/gentoo verrà sistemato nei nostri nuovi filesystems.
Notate che nel caso abbiate deciso di creare per il vostro sistema Gentoo Linux /usr
o /var come filesystem separati, dovrebbero essere rispettivamente montati in
/mnt/gentoo/usr e /mnt/gentoo/var.
Importante:
Se la vostra partizione /boot (quella in cui risiede il kernel) è ReiserFS, dovrete
essere sicuri di montarla con l'opzione -o notail in modo tale che GRUB possa essere
installato correttamente. Assicuratevi che notail termini la riga riferita alla
partizione di boot in /etc/fstab. Ritorneremo brevemente su questo punto.
Se state utilizzando LILO con ReiserFS, allora l'opzione -o notail non è necessaria.
E' comunque consentito specificare l'opzione -o notail con ReiserFS se siete incerti
sul da farsi.
|
Esempio 34: Creare i Mount Points (punti di montaggio, innesto) |
# mount /dev/hda3 /mnt/gentoo
# mkdir /mnt/gentoo/boot
# mount /dev/hda1 /mnt/gentoo/boot
|
Importante:
Se riscontrate problemi nel montare la vostra partizione di boot con ext2, provate utilizzando
mount /dev/hXX /mnt/gentoo/boot -t ext2
|
8.I tarballs degli Stage e il chroot
Scegliere il tarball dello stage desiderato
Adesso, se non lo avete già fatto, dovete decidere quale tarball volete utilizzare come
base per la vostra installazione. Gli stages presenti nel Live CD si trovano in
/mnt/cdrom/stages/ e potete digitare ls /mnt/cdrom/stages/
per vedere quali sono disponibili sul vostro CD.
Gli utenti della GRP dovrebbero utilizzare il tarball stage3-xx-yy.tar.bz2.
Se avete scelto di eseguire l'installazione servendovi del tarball di uno stage che non è
presente sul vostro CD (potrebbe essere il caso in cui stiate utilizzando il nostro Live CD "basic"),
è comunque possibile procedere, ma avrete bisogno di scaricare lo stage che volete utilizzare
seguendo le seguenti istruzioni. Se invece già possedete il tarball dello stage che volete usare
(la maggior parte degli utenti lo possiede), allora procedete con la sezione
"Decomprimere il tarball dello stage"
Nota:
Se volete utilizzare un proxy (del tipo proxy.server.tld:8080), aggiungete
-http-proxy proxy.server.tld:8080 al comando links menzionato di seguito.
|
Esempio 35: Scaricare lo Stages desiderato |
# cd /mnt/gentoo
# links http://gentoo.oregonstate.edu/releases/x86/1.4/
# wget
|
Decomprimere il tarball dello stage
E' ora il momento di estrarre in /mnt/gentoo il tarball compresso dello stage
che avete scelto. Ricordatevi che dovete estrarre soltanto un tarball, uno
tra stage1, stage2 e stage3. Quindi, se avete intenzione di installare Gentoo partendo
dallo stage3, dovrete estrarre solamente il tarball dello stage3.
Decomprimete il tarball dello stage come segue:
Importante: Assicuratevi di usare l'opzione p con tar. Dimenticarsene può portare
ad avere permessi errati per alcuni file.
|
Esempio 36: Decomprimere uno Stage |
# cd /mnt/gentoo
# tar -xvjpf /mnt/cdrom/stages/stage3-*.tar.bz2
|
Se avete scaricato il vostra tarball dello stage in /mnt/gentoo, potete ora
cancellarlo digitando il comando rm /mnt/gentoo/stage*.tar.bz2.
Passi relativi ai pacchetti/snapshot GRP
Importante: Le istruzioni seguenti sono rivolte soltanto agli utenti della GRP. Se non
state utilizzando la GRP, continuate con "Scegliere i mirrors (Facoltativo)" |
Utenti della GRP: sul Live CD è presente uno snapshot di Portage. Potete
utilizzare questo snapshot per evitare il passo successivo di questo documento,
emerge sync, visto che emerge sync richiede una connessione di rete.
Decomprimete questo snapshot come segue:
Esempio 37: Usare lo snapshot di Portage |
# tar -xvjf /mnt/cdrom/snapshots/portage-yyyymmdd.tar.bz2 -C /mnt/gentoo/usr
|
Questo estrarrà uno snapshot del Portage Tree (ndt, in pratica il database degli script .ebuild
necessari per installare i pacchetti in Gentoo) nella vostra nuova installazione Gentoo.
Adesso non sarà più necessario connettersi ad Internet e utilizzare emerge
sync per scaricare il Portage tree. Dovete ora copiare i distfiles e i pacchetti dal Live CD
in questo modo:
Esempio 38: Copiare i file GRP |
# cp -R /mnt/cdrom/distfiles /mnt/gentoo/usr/portage/distfiles
# cp -a /mnt/cdrom/packages /mnt/gentoo/usr/portage/packages
|
Tutti i file rilevanti sono ora al loro posto per poter utilizzare GRP. A questo punto
dovreste avere a disposizione tutto ciò che potrebbe servirvi per installare Gentoo
Linux -- senza bisogno di una connessione di rete.
Scegliere i mirror (Facoltativo)
mirrorselect è un tool studiato per scegliere automaticamente i mirror più veloci
in base alla vostra locazione, oppure per scegliere manualmente un mirror da una lista.
Sfortunatamente, mirrorselect può non funzionare correttamente se si trova dietro un
router.
Esempio 39: Usare mirrorselect |
# mirrorselect -a -s4 -o >> /mnt/gentoo/etc/make.conf
# mirrorselect -i -o >> /mnt/gentoo/etc/make.conf
|
Se per qualche ragione mirrorselect non funzionasse potrete tranquillamente
proseguire oltre in questa guida senza effettuare nessuna modifica. Una delle ragioni per cui
mirrorselect può fallire è semplicemente perchè non è installato. Infatti
mirrorselect non è presente su tutti i supporti d'installazione.
Entrare nel chroot
Il passo successivo sarà il chroot dell'ambiente di installazione, che ci
permetterà di "entrare" nel nostro nuovo sistema Gentoo Linux.
Nota:
Durante l'esecuzione di env-update potreste essere avvisati che
/etc/make.profile/make.defaults non è disponibile: ignoratelo. Quando eseguirete
emerge sync più avanti in questo documento, questo problema verrà risolto.
|
Esempio 40: Preparazione e ingresso nell'ambiente chroot |
# mount -t proc proc /mnt/gentoo/proc
# cp /etc/resolv.conf /mnt/gentoo/etc/resolv.conf
# chroot /mnt/gentoo /bin/bash
# env-update
Regenerating /etc/ld.so.cache...
# source /etc/profile
|
Dopo aver eseguito questi comandi, sarete "dentro" il vostro nuovo ambiente Gentoo Linux
in /mnt/gentoo. Eseguiremo il resto dell'installazione all'interno del chroot.
9.Ottenere il Portage tree corrente usando sync
Importante:
Se state facendo un'installazione con GRP potete ignorare la seguente sezione relativa a
emerge sync.
|
Ora dovrete eseguire emerge sync. Questo comando dice a Portage di scaricare la
copia più recente del Portage tree di Gentoo Linux da Internet. Se avete precedentemente
estratto lo snapshot del Portage tree dal CD 1, potete tranquillamente saltare questo
passaggio. Il Portage tree contiene tutti gli scripts (chiamati ebuild) usati per la
compilazione di ogni pacchetto in Gentoo Linux. Attualmente abbiamo script ebuild per
più di 4000 pacchetti. Una volta che emerge sync avrà terminato il suo lavoro,
avrete un completo Portage tree in /usr/portage.
Esempio 41: Aggiornamento usando sync |
# emerge sync
|
Se venite avvertiti che una nuova versione di Portage è disponibile e che dovreste quindi
aggiornarlo, potete tranquillamente ignorare il messaggio. Portage verrà comunque aggiornato
più avanti, durante l'installazione.
10.Impostare le ottimizzazioni di Gentoo (make.conf)
Ora che state lavorando su una copia del Portage tree, è giunto il momento di
personalizzare le ottimizzazioni e le impostazioni build-time opzionali da utilizzare
nel vostro sistema Gentoo Linux. Portage userà queste impostazioni quando compilerà un
qualsiasi programma per voi. Per fare questo, modificate il file /etc/make.conf.
In questo file, dovrete impostare le vostre flag USE, che specificano quali funzionalità
aggiuntive si vogliono includere nella compilazione dei pacchetti, se disponibili; generalmente,
le impostazioni di default sono accettabili (una variabile USE vuota o non impostata).
Maggiori informazioni sulle flag USE possono essere trovate sulla
Guida Gentoo alle flags USE.
Una lista completa delle flags USE correnti può essere trovata nella
Descrizione delle variabili USE di Gentoo
Linux.
Se state partendo dal tarball dello stage1, dovreste inoltre impostare in modo appropriato
le variabili CHOST, CFLAGS e CXXFLAGS per farle coincidere con il
tipo di sistema che state creando (esempi commentati possono essere trovati poco più in basso
nel file).
Attenzione:
Se state usando un tarball stage2 o stage3, queste impostazioni saranno già state
correttamente configurate. Le impostazioni CHOST non devono essere cambiate in
questo caso, pena l'instabilità del sistema.
|
Attenzione:
Utenti avanzati: Se state considerando di installare un sistema Gentoo con
ACCEPT_KEYWORDS="~x86", non impostate ACCEPT_KEYWORDS prima del termine della fase di
bootstrap (stage1).
|
Importante:
Utenti avanzati: Le impostazioni di CFLAGS e CXXFLAGS
sono utilizzate per informare i compilatori C e C++ su come ottimizzare il codice
che verrà generato per il vostro sistema. E' comune, per esempio, tra gli utenti con
processori Athlon XP specificare nelle proprie variabili CFLAGS e CXXFLAGS impostazioni
tipo "-march=athlon-xp" in modo che tutti i pacchetti compilati vengano ottimizzati per il set
di istruzioni e secondo le caratteristiche di performance disponibili nelle loro CPU.
Il file /etc/make.conf contiene una guida generale relativa alle impostazioni
più adeguate di CFLAGS e CXXFLAGS.
|
Se necessario, potete impostare a questo punto annche le informazioni relative al proxy
nel caso vi trovaste dietro un firewall. Utilizzate il seguente comando per modificare
/etc/make.conf servendovi di nano, un semplice editor visuale:
Esempio 42: Impostare le opzioni di make.conf |
# nano -w /etc/make.conf
|
Nota:
Utenti avanzati: Coloro che necessitano di personalizzare in modo sostanziale il
processo di compilazione dovrebbero dare un'occhiata al file /etc/make.globals.
Questo file comprende i parametri di default di Gentoo e non dovrebbe mai essere toccato.
Se le impostazioni di default non fossero sufficienti, i nuovi valori devono essere messi
in /etc/make.conf, i valori in /etc/make.conf
sovrascrivono infatti gli equivalenti in /etc/make.globals.
Se siete interessati a personalizzare le impostazioni USE, guardate
/etc/make.profile/make.defaults. Se volete disabilitare un qualsiasi valore di
USE che avete trovato, aggiungete l'appropriato USE="-foo" in
/etc/make.conf per disabilitare ogni valore di USE foo abilitato di default
in /etc/make.globals o /etc/make.profile/make.defaults.
|
Attenzione: Assicuratevi di non aggiungere 'static' alla vostra variabile USE fin dopo lo
stage1. |
11.Partire dallo Stage1
Nota: Se non state partendo con il tarball dello stage1, saltate questa sezione. |
Il tarball dello stage1 serve per compilare un sistema completamente personalizzato e ottimizzato.
Se avete scelto questo tarball, state probabilmente cercando di ottenere un sistema ultra ottimizzato
e aggiornatissimo. Buon divertimento! L'installazione partendo dallo stage1 richiede diverso tempo,
ma il risultato è un sistema ottimizzato dalle fondamenta secondo il tipo specifico di macchina e
secondo le vostre esigenze.
Adesso è il momento di avviare il processo di "bootstrap". Questo processo dura
circa due ore sul mio sistema AMD Athlon 1200MHz. Durante questo lasso di tempo, verranno
compilati le librerie GNU C, la suite del compilatore e altri programmi chiave del sistema.
Per dare il via al bootstrap fate come segue:
Esempio 43: Bootstrapping |
# cd /usr/portage
# scripts/bootstrap.sh
|
Il processo di "bootstrap" avrà ora inizio.
Nota:
bootstrap.sh adesso supporta l'opzione --fetchonly. Gli utenti dial-up la troveranno
particolarmente comoda. Essa si preoccupa di scaricare da subito tutti i file legati al bootstrap
per poi compilarli in un secondo momento. bootstrap.sh -h per maggiori informazioni.
|
Nota:
Portage per default si serve di /var/tmp durante la fase di compilazione dei pacchetti,
usando spesso centinaia di megabyte come area di memorizzazione temporanea. Se preferite cambiare
la directory in cui Portage memorizza i propri file temporanei, impostate una nuova variabile
PORTAGE_TMPDIR prima di far partire il processo di bootstrap, come segue:
|
Esempio 44: Cambiare la directory temporanea di Portage |
# export PORTAGE_TMPDIR="/altradir/tmp"
|
bootstrap.sh compilerà binutils, gcc, gettext e glibc,
ricompilando nuovamente gettext dopo glibc. Inutile dirlo, questo processo durerà
un bel po' di tempo. Una volta che questo processo sarà completato, il vostro sistema si troverà
in uno stato equivalente allo "stage2", ciò significa che potrete proseguire
seguendo le istruzione relative allo stage2.
12.Partire dallo Stage2 e continuare dallo Stage1
Nota:
Questa sezione è rivolta a coloro che stanno proseguendo l'installazione dallo stage1 o che
stanno iniziando dallo stage2. Se questo non è il vostro caso (pe. state usando lo stage3),
allora saltate questa sezione.
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Attenzione:
Se state partendo dallo stage2, non cambiate la variabile CHOST in /etc/make.conf.
Farlo può portare a problemi sconosciuti ed errori di compilazione incomprensibili.
|
Il tarball dello stage2 ha il bootstrapping già fatto per voi. Ciò che vi resta da fare
è installare il resto del sistema.
Nota:
Se state partendo da uno stage2 precompilato e volete essere sicuri che i vostri strumenti di
compilazione siano assolutamente aggiornati, aggiungete l'opzione -u al seguente comando.
Se non avete idea del significato di tutto questo, ignorate semplicemente il suggerimento.
|
Esempio 45: Installare il resto del sistema |
# emerge -p system
# emerge system
|
Anche questo passaggio richiederà un bel po' di tempo per poter compilare l'intero sistema
di base. La cosa positiva è che alla fine avrete sicuramente un sistema veramente ottimizzato.
L'altro lato della medaglia è che dovrete trovare qualcosa che vi tenga occupati in tutto questo
tempo. L'autore suggerisce "Star Wars - Super Bombad Racing" per PS2.
La compilazione è ora completata. Proseguite oltre e saltate alla sezione "Configurazione della vostra
time zone".
13.Partire dallo Stage3
Nota:
Questa sezione è rivolta a coloro che partono dallo stage3 e non per quelli che hanno
iniziato dallo stage1 o dallo stage2, i quali dovrebbero saltare questa sezione. Gli utenti della GRP
dovrebbero saltare alla prossima sezione.
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Attenzione:
Ricordatevi, se partite dallo stage3, di non modificare la variabile CHOST in
/etc/make.conf. Farlo può causare fallimenti nella compilazione.
|
Il tarball dello stage3 fornisce un sistema di base Gentoo Linux pienamente funzionante, quindi
non è richiesta alcuna compilazione.
Nota:
Utenti avanzati: Comunque, essendo lo stage3 precompilato, potrebbe risultare un po'
datato. Se questo è per voi un problema, potete automaticamente aggiornare lo stage3 in vostro
possesso con le versioni più recenti di tutti i pacchetti facendo prima un backup di
/etc/make.conf, quindi digitando
CONFIG_PROTECT="-*" emerge -u system (richiede una connessione di
rete) e infine rimpiazzando il backup. Notate che questa operazione potrebbe richiedere parecchio
tempo nel caso il vostro stage3
sia molto vecchio; in caso contrario, questo processo è generalmente veloce e vi permette di
beneficiare degli ultimi aggiornamenti di Gentoo e delle correzioni dei bug. In ogni caso, sentitevi
liberi di saltare questo passo e di procedere con la prossima sezione.
|
14.Configurazione della vostra time zone
Adesso è necessario impostare la vostra time zone.
Cercate la vostra time zone (o GMT se state usando il Greenwich Mean Time)
in /usr/share/zoneinfo. Quindi create un link simbolico a /etc/localtime
digitando:
Esempio 46: Creare un link simbolico per la time zone |
# ln -sf /usr/share/zoneinfo/path/to/timezonefile /etc/localtime
|
15.Modificare /etc/fstab per la vostra macchina
Importante:
Per modificare i file, ricordatevi di usare nano -w "filename".
|
Il vostro sistema Gentoo Linux è quasi pronto per l'uso. Tutto ciò che dobbiamo fare adesso
è configurare alcuni importanti file di sistema e installare il boot loader. Il primo file che
dobbiamo configurare è /etc/fstab. Ricordatevi di utilizzare l'opzione notail
per la vostra partizione di boot nel caso abbiate scelto di utilizzare per essa un filesystem di
tipo ReiserFS. Ricordatevi inoltre di specificare appropriatamente il tipo di filesystem ext2,
ext3 o reiserfs per ogni partizione.
Attenzione:
Usate qualcosa di simile al file /etc/fstab mostrato qui sotto, ma naturalmente provvedete
a sostituite "BOOT", "ROOT" e "SWAP" con i dispositivi a blocchi che avete scelto di utilizzare
(come hda1, etc.) e "ext2" e "ext3 con i rispettivi filesystem reali del vostro sistema:
|
Esempio 47: Modificare fstab |
/dev/BOOT /boot ext2 noauto,noatime 1 2
/dev/ROOT / reiserfs noatime 0 1
/dev/SWAP none swap sw 0 0
/dev/cdroms/cdrom0 /mnt/cdrom iso9660 noauto,ro,user 0 0
none /proc proc defaults 0 0
|
Attenzione:
Per favore fate attenzione che /boot NON viene montata all'avvio. Questo per
proteggere i dati contenuti in /boot dal pericolo di corruzione. Se avete bisogno
di accedere a /boot ricordatevi di montarla!
|
16.Installare il kernel e il system logger
Scegliere il kernel
Ci sono due opzioni per installare il kernel. Potete configurare da soli il vostro kernel
personale oppure utilizzare l'utility genkernel per configurare e compilare il
kernel automaticamente.
Sia che configuriate manualmente un kernel o che vi serviate di genkernel,
avrete comunque bisogno di emergere i sorgenti del kernel Linux che avete intenzione di
usare. Gentoo fornisce diversi ebuilds per vari tipi di kernel; potete trovarne una lista nella
Guida ai kernel Gentoo Linux.
Se siete incerti su quali sorgenti del kernel scegliere, vi consigliamo di utilizzare i
gentoo-sources.
Se desiderate il supporto a XFS, dovreste scegliere xfs-sources o
gs-sources. Il Live CD di Gentoo utilizza gs-sources e xfs-sources.
Esiste anche un kernel gaming-sources ottimizzato per le esigenze dei videogiocatori
che necessitano di un sistema reattivo, a questo scopo è abilitata l'opzione
"Preemptible kernel".
Scegliete un kernel ed emergetelo come segue:
Esempio 48: Emergere i sorgenti del kernel |
# emerge -k gentoo-sources
|
Il link simbolico /usr/src/linux punterà al vostro nuovo albero dei sorgenti del
kernel. Portage si serve del link simbolico /usr/src/linux per scopi speciali.
Ogni ebuild che installate contenete dei moduli per il kernel sarà configurato per funzionare
con l'albero dei sorgenti del kernel puntato da /usr/src/linux.
/usr/src/linux è creato quando emergete il vostro primo pacchetto con i sorgenti
del kernel, ma dopo che esso esiste Portage non andrà più a modificare questo link simbolico (ndt,
si dovrà provvedere manualmente a modificarlo qualora si aggiorni il kernel).
Usare genkernel per compilare il kernel
Ora che il vostro albero dei sorgenti del kernel è installato, è giunto il momento di
compilarlo. Ci sono due modi per farlo. Il primo metodo consiste
nell'utilizzare il nostro nuovo script genkernel che costruisce automaticamente un
kernel per voi. genkernel opera creando una configurazione del kernel quasi identica
a quella con cui è stato creato il kernel del nostro Live CD. Ciò significa che quando utilizzate
genkernel per costruire il kernel, il vostro sistema rileverà generalmente tutto il
vostro hardware in fase d'avvio, come fa il nostro Live CD. Poichè genkernel non richiede alcuna
configurazione manuale, è la soluzione ideale per quegli utenti che non si trovano
a loro agio compilando da soli il proprio kernel.
Adesso scopriamo come si usa genkernel. Prima di tutto, emergete l'ebuild genkernel:
Esempio 49: Emergere genkernel |
# emerge -k genkernel
|
Quindi compilate i sorgenti del vostro kernel eseguendo genkernel o - se non avete usato
il pacchetto GRP per genkernel - genkernel all:
Nota:
Utenti avanzati: potete altrimenti digitare genkernel --config,
che permetterà a genkernel di lasciarvi modificare la configurazione di default del kernel
prima di procedere con la compilazione.
|
Esempio 50: Eseguire genkernel |
# genkernel gentoo-sources
# genkernel
# genkernel all
Gentoo Linux genkernel, version 1.4
Copyright 2003 Gentoo Technologies, Inc., Bob Johnson, Daniel Robbins
Distributed under the GNU General Public License version 2
Settings:
compile optimization: 1 processor(s)
source tree: /usr/src/linux-2.4.20-gaming-r3
config: gentoo (customized)
config loc: /etc/kernels/config-2.4.20-gaming-r3
initrd config: (default) /etc/kernels/settings
* Running "make oldconfig"... [ ok ]
* Logging to /var/log/genkernel.log... [ ok ]
* Starting 2.4.20-gaming-r3 build... [ ok ]
* Running "make dep"... [ ok ]
* Running "make bzImage"... [ ok ]
* Running "make modules"... [ ok ]
* Running "make modules_install"... [ ok ]
* Moving bzImage to /boot/kernel-2.4.20-gaming-r3... [ ok ]
* Building busybox... [ ok ]
* Creating initrd... [ ok ]
* Build completed successfully!
* Please specify /boot/kernel-2.4.20-gaming-r3 and /boot/initrd-2.4.20-gaming-r3
* when customizing your boot loader configuration files.
|
Una volta che genkernel avrà concluso, verranno creati il kernel, un set completo
di moduli e l'initial root disk (initrd). Utilizzeremo il kernel e l'initrd quando
più avanti in questo documento andremo a configurare un boot loader. Segnatevi il nome del kernel
e dell'Initrd ottenuti poichè ne avremo bisogno quando andremo a scrivere il file di configurazione
del bootloader. L'initrd verrà caricato immediatamente dopo l'avvio per gestire l'autorilevazione
dell'hardware (proprio come per il Live CD) prima che il vostro sistema "reale" venga avviato.
Andiamo ora ad eseguire un altro passo per rendere il nostro sistema ancora più simile al
Live CD -- emergendo hotplug. Mentre l'initrd rileva automaticamente l'hardware richiesto
per avviare il vostro sistema, hotplug rileva tutto il resto. Per emergere e abilitare
hotplug, scrivete ciò che segue:
Esempio 51: Emergere e abilitare hotplug |
# emerge -k hotplug
# rc-update add hotplug default
|
Ora che avete eseguito e configurato il vostro sistema utilizzando genkernel, potete
saltare la seguente sezione "configurazione manuale del kernel".
Configurazione manuale del kernel
Se non avete optato per l'utilizzo di genkernel per compilare il vostro kernel,
questa sezione vi guiderà attraverso il processo manuale di configurazione e compilazione.
Notate che /usr/src/linux è un symlink ai sorgenti del kernel che
avete emerso ed è impostato automaticamente da Portage durante l'emersione del pacchetto stesso.
Se avete installato pacchetti con sorgenti di kernel diversi tra loro, è necessario che impostiate
il symlink /usr/src/linux in modo che punti a quello corretto prima di procedere.
Attenzione:
Se state configurando il vostro kernel personale, fate attenzione all'opzione
grsecurity. Un'eccessiva aggressività nell'impostazione dei parametri di sicurezza
può causare problemi nell'esecuzione di alcuni programmi (come X). Se avete dubbi, non
utilizzatela.
|
Nota:
Se volete utilizzare la stessa configurazione del kernel presente sul Live CD o basare la vostra
configurazione su di essa, dovete eseguire
cd /usr/src/linux && cat /proc/config > .config && make oldconfig.
Se non state utilizzando xfs-sources, vi verranno poste alcune domande relative alle
differenze tra il kernel che avete scelto e quello xfs-sources.
|
Esempio 52: Configurare il kernel Linux |
# cd /usr/src/linux
# make menuconfig
|
Attenzione:
Affinché il vostro kernel funzioni correttamente, ci sono diverse opzioni che dovrete assicurarvi
siano integrate nel vostro kernel -- ciò vuol dire che devono essere abilitate staticamente e non
compilate come modulo. Assicuratevi di abilitare "ReiserFS" se avete partizioni
ReiserFS; la stessa cosa vale per "Ext3". Se state usando XFS, abilitate l'opzione
"SGI XFS filesystem support". E' sempre una scelta saggia lasciare il supporto per ext2
abilitato, che lo usiate o meno.
|
Quelle che seguono sono opzioni comuni di cui avrete bisogno:
Esempio 53: Opzioni di make menuconfig |
Code maturity level options --->
[*] Prompt for development and/or incomplete code/drivers"
...
File systems --->
<*> Reiserfs support
...
<*> Ext3 journalling file system support
...
[*] Virtual memory file system support (former shm fs)
...
<*> JFS filesystem support
...
[*] /proc file system support
[*] /dev file system support (EXPERIMENTAL)
[*] Automatically mount at boot
[ ] /dev/pts file system for Unix98 PTYs
...
<*> Second extended fs support
...
<*> XFS filesystem support
|
Se usate PPPoE per connettervi a internet, avrete bisogno delle seguenti opzioni nel kernel
(built-in o preferibilmente come moduli): "PPP (point-to-point protocol) support",
"PPP support for async serial ports", "PPP support for sync tty ports".
Le due opzioni relative alla compressione non guastano ma non sono propriamente necessarie,
così come l'opzione "PPP over Ethernet", che potrebbe essere usata solamente da
rp-pppoe quando configurate il kernel in modalità PPPoE.
Se avete un masterizzatore IDE, allora avrete bisogno di abilitare l'emulazione SCSI nel
kernel. Abilitate "ATA/IDE/MFM/RLL support" ---> "IDE, ATA and ATAPI Block devices"
---> "SCSI emulation support" (Compilati normalmente come moduli), poi sotto
"SCSI support" abilitate "SCSI support", "SCSI CD-ROM support" e
"SCSI generic support" (ancora, compilati normalmente come moduli). Se avete scelto di
usare i moduli, allora date
echo -e "ide-scsi\nsg\nsr_mod" >> /etc/modules.autoload.d/kernel-2.4
per averli aggiunti automaticamente all'avvio.
Nel caso ne abbiate bisogno, non dimenticatevi di includere il supporto per la vostra scheda
ethernet nel kernel.
Nota:
Per coloro che lo preferiscono, è possibile installare Gentoo Linux con un kernel 2.2.
Tuttavia questa scelta ha un prezzo: perderete le ottime caratteristiche che sono prerogativa
della serie 2.4 del kernel (come il supporto ai filesystems XFS e tmpfs, iptables e altro),
anche se comunque i sorgenti del kernel 2.2 possono essere patchati con il supporto a ReiserFS e a
devfs. Gli script di avvio di Gentoo Linux richiedono il supporto nel kernel per tmpfs o ramdisk, così
coloro che vogliono usare il kernel 2.2 devono essere sicuri di avere il supporto per il ramdisk incluso
(non come modulo quindi) nel kernel. E' che la flag gentoo=notmpfs
sia aggiunta alla linea del kernel in /boot/grub/menu.lst o in /etc/lilo.conf
per i kernel della serie 2.2, in modo tale che gli script di avvio montino il ramdisk invece di tmpfs.
Se scegliete di non usare devfs, allora dovrete usare la riga gentoo=notmpfs,nodevfs al
posto della precedente.
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Esempio 54: Compilare e installare il kernel |
# make dep && make clean bzImage modules modules_install
# cp /usr/src/linux/arch/i386/boot/bzImage /boot
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Installare ebuilds addizionali per hardware specifico
Infine, dovrete emergere eventuali ebuilds per ogni tipo di hardware addizionale presente
nel vostro sistema. Qui trovate una lista degli ebuilds legati al kernel che potete
emergere:
| Ebuild |
Finalità |
Comando |
| nvidia-kernel |
Accelerazione grafica NVIDIA per XFree86 |
emerge -k nvidia-kernel |
| nforce-net |
Controller ethernet integrato nelle schede madri con chip NVIDIA NForce(2) |
emerge nforce-net |
| nforce-audio |
Audio integrato nelle schede madri con chip NVIDIA NForce(2) |
emerge nforce-audio |
| e100 |
Adattatori Intel e100 Fast Ethernet |
emerge e100 |
| e1000 |
Adattatori Intel e1000 Gigabit Ethernet |
emerge e1000 |
| emu10k1 |
Supporto per Creative Sound Blaster Live!/Audigy |
emerge emu10k1 |
| ati-drivers |
Accelerazione grafica ATI Radeon 8500+/FireGL per XFree86 |
emerge ati-drivers |
| xfree-drm |
Accelerazione grafica per ATI Radeon fino alla 9200, Rage128, Matrox, Voodoo
e altre schede per XFree86 |
VIDEO_CARDS="vostrascheda" emerge xfree-drm |
I pacchetti nvidia-kernel, ati-drivers e xfree-drm richiederanno
una configurazione aggiuntiva per poter essere abilitati. Tutti gli altri ebuilds elencati
in precedenza dovrebbero essere rilevati automaticamente all'avvio dal pacchetto hotplug.
Se non state usando hotplug, assicuratevi di aggiungere i moduli appropriati in
/etc/modules.autoload.d/kernel-2.4.
Maggiori informazioni su xfree-drm possono essere trovate nella nostraDirect Rendering Guide.
Installare un system logger
Il vostro nuovo kernel (e i moduli) sono ora installati. Adesso vi è richiesto di scegliere il
system logging (ndt, si occupa della gestione dei vari log del vostro sistema) che volete
installare.
Offriamo sysklogd, che è il tradizionale insieme di demoni per il logging di sistema.
Abbiamo però anche msyslog e syslog-ng così come metalog.
Se siete incerti, potreste provare syslog-ng, poichè è veramente molto flessibile e ricco
di funzionalità. Per emergere il logger che avete scelto, digitate uno dei
seguenti quattro insiemi di comandi:
Esempio 55: Emergere il System Logger scelto |
# emerge -k sysklogd
# rc-update add sysklogd default
# emerge -k syslog-ng
# rc-update add syslog-ng default
# emerge -k metalog
# rc-update add metalog default
# emerge -k msyslog
# rc-update add msyslog default
|
Importante:
Se avete scelto metalogd, per favore leggete
Capitolo 6, Sezione 3 delle FAQ Gentoo Linux relativa al buffering di metalogd.
|
Adesso se volete potete scegliere il pacchetto cron che preferite usare. Per ora
offriamo dcron, fcron e vixie-cron. Se non sapete quale scegliere tra questi, potete
orientarvi verso vixie-cron.
Nota:
Se state installando Gentoo servendovi dei pacchetti precompilati, dovrete usare
vcron al posto di vixie-cron nel caso in cui vixie-cron non venga
trovato.
|
Esempio 56: Scegliere un demone CRON |
# emerge -k dcron
# rc-update add dcron default
# crontab /etc/crontab
# emerge -k fcron
# rc-update add fcron default
# crontab /etc/crontab
# emerge -k vixie-cron
# rc-update add vixie-cron default
|
Per maggiori informazioni sull'avvio di programmi e sui demoni da avviare, date un'occhiata
alla guida Gentoo Linux Init System.
17.Installazione di vari pacchetti necessari
Se avete bisogno di rp-pppoe per connettervi alla rete, siate consapevoli che a questo punto non è
stato ancora installato. Potrebbe essere un buon momento per farlo:
Esempio 57: Installare rp-pppoe |
# USE="-X" emerge rp-pppoe
# emerge -K rp-pppoe
|
Nota:
La variabile USE="-X" previene l'installazione da parte di pppoe dell'interfaccia grafica
per X opzionale, che è buona cosa visto che verrebbero emersi anche X e le sue dipendenze.
Potete sempre ricompilare rp-pppoe con il supporto per X in seguito.
La versione GRP di rp-pppoe possiede l'interfaccia opzionale per X abilitata. Se non state
usando la GRP, compilatelo dai sorgenti come nel primo esempio.
|
Nota:
Notate che rp-pppoe è installato ma non configurato. Dovrete provvedere voi a farlo usando
adsl-setup dopo aver avviato il vostro sistema Gentoo per la prima volta.
|
Potreste aver bisogno di installare altri pacchetti addizionali del Portage tree nel
caso stiate usando qualsiasi funzionalità aggiuntiva come XFS, ReiserFS o LVM. Se state
usando XFS, dovreste emerge il pacchetto xfsprogs:
Esempio 58: Emergere i tools per i vari Filesystem |
# emerge -k xfsprogs
# emerge -k reiserfsprogs
# emerge -k jfsutils
# emerge -k lvm-user
|
Se state utilizzando un laptop e volete usare i vostri slot PCMCIA al primo vero riavvio, dovrete
assicurarvi di installare il pacchetto pcmcia-cs.
Esempio 59: Emergere PCMCIA-cs |
# emerge -k pcmcia-cs
|
18.Gestione degli utenti
Impostare una password per root
Prima di dimenticarvene, impostate la password per root digitando:
Esempio 60: Impostare la password per root |
# passwd
|
Aggiungere un utente per l'uso quotidiano
Lavorare come root in un sistema Unix/Linux è pericoloso e andrebbe evitato per
quanto possibile. Per questo è fortemente raccomandata l'aggiunta di un utente
per il normale uso quotidiano:
Esempio 61: Aggiungere un utente |
# useradd vostro_utente -m -G users,wheel,audio -s /bin/bash
# passwd vostro_utente
|
Sostituite vostro_utente con il vostro username.
Ogni volta che dovrete eseguire un qualche task gestibile solo come root, usate
su - per cambiare i vostri privilegi assumendo quelli di root, o date un'occhiata al
pacchetto sudo.
19.Impostare il vostro Hostname
Modificate /etc/hostname in modo che contenga il vostro hostname
su una singola linea, p.e. mymachine.
Esempio 62: Configurare l'Hostname |
# echo mymachine > /etc/hostname
|
Quindi modificate /etc/dnsdomainname in modo che contenga il vostro nome
di dominio DNS, p.e. mydomain.com.
Esempio 63: Configurare il nome di dominio |
# echo mydomain.com > /etc/dnsdomainname
|
Se possedete un dominio NIS, dovreste impostarlo in
/etc/nisdomainname.
Esempio 64: Configurare il nome di dominio NIS |
# echo nis.mydomain.com > /etc/nisdomainname
|
Ora aggiungete lo script domainname al runlevel di default:
Esempio 65: Aggiungere domainname al runlevel di default |
# rc-update add domainname default
|
20.Modifiche a /etc/hosts
Questo file contiene una lista di indirizzi IP e di hostname ad essi associati.
E' utilizzato dal sistema per risolvere gli indirizzi IP di quelle macchine che non
possono trovarsi nei vostri nameservers. Segue un esempio per questo file:
Esempio 66: Template di Hosts |
127.0.0.1 localhost
192.168.1.1 mymachine.mydomain.com mymachine
|
Nota:
Se vi trovate in una rete DHCP, potrebbe risultarvi utile aggiungere il nome
attuale della vostra macchina dopo localhost. Ciò aiuterà GNOME e diversi altri
programmi nella risoluzione dei nomi.
|
21.Configurazione finale della rete
Caricare i moduli del Kernel
Aggiungete i nomi di tutti i moduli necessari al corretto funzionamento del vostro sistema al
file /etc/modules.autoload.d/kernel-2.4 (potete anche aggiungere tutte le opzioni
necessarie sulla stessa riga). All'avvio di Gentoo Linux, questi moduli verranno automaticamente
caricati. Di particolare importantanza è il modulo relativo al supporto per la vostra scheda di rete,
se avete scelto di compilarlo come modulo:
Esempio 67: /etc/modules.autoload.d/kernel-2.4 |
3c59x
|
Configurare l'interfaccia di rete
Modificate lo script /etc/conf.d/net per ottenere che la vostra rete
venga configurata all'avvio.
Esempio 68: Configurazione della rete all'avvio |
# nano -w /etc/conf.d/net
|
Se volete che eth0 riceva automaticamente il suo IP, impostate la variabile iface_eth0
a dhcp. In caso contrario mettete il vostro IP, l'indirizzo di broadcast e la
netmask. Se possedete più interfacce, fate lo stesso per iface_eth1,
iface_eth2 etc.
Ora aggiungiamo l'initscript net.eth0 al runlevel di default se questa non
è una scehda di rete PCMCIA:
Esempio 69: Avviare automaticamente l'interfaccia di rete al boot |
# rc-update add net.eth0 default
|
Se possedete schede di rete multiple o interfacce tokenring, avrete bisogno di creare script
net.eth o net.tr aggiuntivi
per ogni scheda (con = 1, 2, ...):
Esempio 70: Interfacce di rete multiple |
# cd /etc/init.d
# ln -s net.eth0 net.eth
|
Ora per ogni initscript che avete creato, aggiungetelo al runlevel di default (ancora
una volta solo se non si tratta di una scheda di rete PCMCIA):
Esempio 71: Aggiungere net.ethx al runlevel di default |
# rc-update add net.eth default
|
Solo per utenti PCMCIA
Se avete installato una scheda PCMCIA, date una rapida occhiata in
/etc/conf.d/pcmcia per verificare se corrisponde alla vostra configurazione,
quindi eseguite i seguenti comandi:
Esempio 72: Avere i servizi PCMCIA avviati automaticamente |
# rc-update add pcmcia boot
|
Questo vi assicurerà che i driver PCMCIA vengano caricati automaticamente ogni volta
che la vostra rete è attivata. I servizi /etc/init.d/net.eth* appropriati
verranno avviati automaticamente dal servizio pcmcia.
22.Passi finali: configurare le impostazioni di base (inclusa l'impostazione internazionale della keymap)
Esempio 73: Configurazione di base |
# nano -w /etc/rc.conf
|
Scorrendo le varie voci in questo file potrete configurare le impostazioni di base.
Tutti gli utenti vorranno essere sicuri che la variabile CLOCK sia impostata come desiderano.
Gli utenti con tastiere internazionali vorranno impostare correttamente la variabile KEYMAP
(cercate in /usr/share/keymaps per trovare le varie possibilità).
23.Configurare un Bootloader
Note
Nello spirito che caratterizza Gentoo, gli utenti possono ora scegliere tra più di un bootloader.
Utilizzando il nostro sistema di pacchetti virtuale, gli utenti possono scegliere tra GRUB e LILO
come loro bootloader.
Tenete bene a mente che non è necessario avere installati entrambi i bootloaders.
A conti fatti ciò può essere d'ostacolo, quindi sceglietene uno soltanto.
In più, dovrete configurare il vostro bootloader in modo differente a seconda di come
avete compilato il vostro kernel, se utilizzando genkernel (con kernel e initrd)
o manualmente. Assicuratevi di tenere nota di queste importanti differenze.
Configurare GRUB
La parte più critica da capire di GRUB è quella necessaria per prendere confidenza con la notazione
che GRUB usa per riferirsi ai dischi e alle partizioni. La vostra partizione Linux
/dev/hda1 è chiamata da GRUB (hd0,0). Notate che le parentesi
che racchiudono hd0,0 - sono richieste. I dischi vengono contati a partire da zero invece
che da "a" e le partizioni partono da zero invece che da uno. Ugualmente sappiate che
vengono considerati come periferiche hd solo gli hard disk e non le periferiche atapi-ide
come lettori cdrom, masterizzatori e che lo stesso principio vale anche per le periferiche
SCSI. (Normalmente queste prendono numeri alti rispetto alle periferiche ide eccetto quando
il bios è configurato per fare il boot da periferiche SCSI). Assumendo che abbiate un disco
in /dev/hda, un lettore cdrom in /dev/hdb, un masterizzatore in
/dev/hdc, un secondo disco fisso in /dev/hdd e nessun disco SCSI,
/dev/hdd7 viene trasformato in (hd1,6). Potrebbe suonare complicato e
complicato in effetti è, ma come vedrete, GRUB offre un meccanismo di completamento col tasto TAB
che si dimostra comodo per coloro che hanno un numero notevole di hard disk e partizioni e sono
un po' a disagio con lo schema numerico di GRUB. Avendo preso coscienza di questo, è il momento di
installare GRUB.
Il modo più semplice per installare GRUB è semplicemente quello di digitare grub al prompt
della vostra shell chrooted:
Esempio 74: Installare GRUB |
# emerge -k grub
# grub
|
Vi verrà presentato il prompt della linea di comando di GRUB, grub>.
Ora dovrete digitare i comandi corretti per installare il boot record di GRUB sul
vostro hard disk. Nella mia configurazione d'esempio, voglio installare il boot record
di GRUB nell'MBR (master boot record, il primo settore del disco fisso) del mio disco rigido,
in modo che la prima cosa che vedo quando accendo il mio computer è il prompt di GRUB.
Nel mio caso, i comandi che devo digitare sono:
Esempio 75: GRUB nell'MBR |
grub> root (hd0,0)
grub> setup (hd0)
|
Esempio 76: GRUB non nell'MBR |
grub> root (hd0,0)
grub> setup (hd0,4)
grub> quit
|
Vediamo come funzionano i due comandi. Il primo comando root ( ) dice a GRUB la
locazione della vostra partizione di boot (nel nostro esempio, /dev/hda1 o
(hd0,0) nella terminologia GRUB). Quindi il secondo comando, setup ( ),
dice a GRUB dove installare il boot record - sarà configurato per cercare i suoi file speciali
nella locazione root ( ) che avete specificato. Nel mio caso, voglio che il boot record
venga installato nell'MBR del disco rigido, così ho semplicemente specificato /dev/hda
(conosciuto anche come (hd0)). Se stessi usando un altro boot loader e volessi
installare GRUB come boot loader secondario, dovrei installare GRUB nel boot record di una
partizione particolare. In questo caso, dovrei specificare una particolare partizione
invece dell'intero disco. Una volta che il boot record di GRUB è stato installato con successo,
potete digitare quit per uscire da GRUB.
Nota:
Il meccanismo del completamento di GRUB attraverso tab può essere usato all'interno di
GRUB; assumiamo che abbiate scritto root ( e che ora premiate il tasto TAB, vi dovrebbe
essere mostrata una lista di periferiche disponibili (non solo dischi fissi), premendo nuovamente
il tasto TAB dopo aver scritto root (hd, GRUB vi dovrebbe mostrare solo gli hard disk e premendo
ancora TAB dopo aver scritto root (hd0, dovreste avere la lista delle partizioni del primo
disco. Controllare la sintassi delle locazioni con il completamento di GRUB dovrebbe veramente
contribuire a fare la scelta giusta.
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Gentoo Linux è ora installato, ma dobbiamo creare il file /boot/grub/grub.conf
che serve per mostrare il bel menu di GRUB quando viene riavviato il sistema. Trovate di seguito come
fare.
Importante:
Per assicurarsi la retrocompatibilità con GRUB, assicuratevi di creare un link da
grub.conf a menu.lst. Potete provvedere a ciò digitando
ln -s /boot/grub/grub.conf /boot/grub/menu.lst.
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Adesso create il file grub.conf (nano -w
/boot/grub/grub.conf) e aggiungetevi quanto segue:
Esempio 77: grub.conf per GRUB |
default 0
timeout 30
splashimage=(hd0,0)/boot/grub/splash.xpm.gz
title=My example Gentoo Linux
root (hd0,0)
kernel (hd0,0)/boot/bzImage root=/dev/hda3
title=My example Gentoo Linux (genkernel)
root (hd0,0)
kernel (hd0,0)/boot/kernel-KV root=/dev/hda3
initrd (hd0,0)/boot/initrd-KV
title=My Example Gentoo Linux (recent genkernel)
root (hd0,0)
kernel (hd0,0)/boot/kernel-KV root=/dev/ram0 real_root=/dev/hda3 init=/linuxrc
initrd (hd0,0)/boot/initrd-KV
title=Windows XP
root (hd0,5)
chainloader (hd0,5)+1
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Attenzione:
Sostituite KV con la versione del kernel che avete installato.
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Nota:
(hd0,0) dovrebbe essere scritto senza alcuno spazio tra le parentesi.
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Importante:
Se avete impostato l'emulazione SCSI per un eventuale masterizzatore IDE, allora per renderlo
attivo avrete bisogno di aggiungere hdx=ide-scsi alla linea del kernel in
grub.conf (dove "hdx" dovrebbe essere il device che indica il vostro masterizzatore).
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Dopo aver salvato questo file, l'installazione di Gentoo Linux è completata. Scegliendo la
prima opzione diremo a GRUB di avviare Gentoo Linux. La seconda parte del file
grub.conf è opzionale e mostra come usare GRUB per fare il boot di una
partizione Windows avviabile.
Nota:
Sopra, (hd0,0) dovrebbe puntare alla vostra partizione di "boot"
(/dev/hda1 nella nostra configurazione d'esempio) e /dev/hda3
dovrebbe puntare al vostro filesystem root. (hd0,5) contiene il boot loader
di NT.
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Nota:
Il percorso all'immagine del kernel è legato alla partizione di boot. Se per esempio
avete una partizione di boot separata (hd0,0) e una partizione root
(hd0,1), tutti i percorsi nel file grub.conf precedente
diventeranno tipo /bzImage.
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Se avete bisogno di passare qualsiasi opzione aggiuntiva al kernel, aggiungetela semplicemente
alla fine del comando kernel. Stiamo già passandogli un'opzione (root=/dev/hda3),
ma possiamo passargliene anche delle altre. In particolare, potreste disabilitare di default il supporto
a devfs (non raccomandato a meno che sappiate cosa state facendo) aggiungendo l'opzione
gentoo=nodevfs al comando kernel.
Nota:
A differenza delle versioni iniziali di Gentoo Linux, non è più necessario aggiungere
devfs=mount alla fine della riga del kernel per abilitare devfs. Ora devfs
è abilitato per default.
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Configurare LILO
Mentre GRUB può rappresentare una nuova alternativa per molte persone, non sempre è la
scelta migliore. LILO, il LInuxLOader, è il più testato e vero cavallo da tiro tra i bootloader
di Linux. Ecco come installare LILO se lo volete usare al posto di GRUB:
Il primo passo è emergere LILO:
Esempio 78: Emergere LILO |
# emerge -k lilo
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Ora è il momento di configurare LILO. Trovate di seguito un file di configurazione
/etc/lilo.conf d'esempio:
Esempio 79: Esempio di lilo.conf |
boot=/dev/hda
map=/boot/map
install=/boot/boot.b
prompt
timeout=50
lba32
default=linux
image=/boot/bzImage
label=linux
read-only
root=/dev/hda3
image=/boot/kernel-KV
label=gk_linux
root=/dev/hda3
initrd=/boot/initrd-KV
append="root=/dev/hda3 init=/linuxrc"
image=/boot/kernel-KV
label=gk_linux
root=/dev/ram0
initrd=/boot/initrd-KV
append="real_root=/dev/hda3 init=/linuxrc"
other=/dev/hda1
label=dos
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Attenzione:
Sostituite KV con la versione del kernel che avete installato e
assicuratevi che default= punti alla label (ndt, etichetta) corretta
(gk_linux se usate genkernel).
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-
boot=/dev/hda dice a LILO di installarsi sul primo hard disk del primo controller IDE.
-
map=/boot/map specifica il file map. Per un uso normale, questo non andrebbe modificato.
-
install=/boot/boot.b dice a LILO di installare il file specificato come nuovo settore
di boot. In un normale uso, questo non andrebbe modificato. Se la linea di installazione è omessa,
LILO assumerà di default che il file da usare sia /boot/boot.b.
- La presenza di prompt dice a LILO di visualizzare il classico prompt lilo: all'avvio.
Nonostante non sia raccomandata la rimozione della linea di prompt, se doveste rimuoverla, potrete
ancora ottenere un prompt premendo il tasto [Shift] mentra la vostra macchina si sta avviando.
-
timeout=50 imposterà la durata dell'intervallo di tempo in cui LILO attenderà l'input
dell'utente prima di procedere avviando il sistema indicato dalla linea di default. Questo valore
è misurato in decimi di secondo, con 50 come default.
-
lba32 descrive la geometria del disco fisso a LILO. Un altro valore comune è "linear".
Non dovete cambiare questa linea a meno che non siate veramente sicuri di ciò che fate. Altrimenti
potreste portare il vostro sistema in uno stato non avviabile.
-
default=linux fa riferimento al sistema operativo di default che LILO avvierà tra le quelli
elencati di seguito. Il nome linux si riferisce a una delle linee label che si trovano in ciascuna
delle successive opzioni di boot.
-
image=/boot/bzImage specifica il kernel linux da avviare con le relative opzioni di boot.
-
label=linux è il nome dell'opzione di boot relativa a un sistema operativo che LILO
visualizzerà. In questo caso, è anche il nome cui fa riferimento la linea default.
-
read-only specifica che la partizione root (guardate la seguente linea root) è in sola
lettura e non può essere alterata durante il processo di boot.
-
root=/dev/hda3 dice a LILO quale partizione del disco usare come partizione root.
Dopo aver modificato il vostro file lilo.conf, è il momento di eseguire LILO
per caricare le informazioni nell'MBR:
Esempio 80: Eseguire LILO |
# /sbin/lilo
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LILO è configurato e ora la vostra macchina è pronta per avviare Gentoo Linux!
Usare il framebuffer
Coloro che hanno selezionato il framebuffer nel loro kernel dovrebbero aggiungere vga=xxx
al file di configurazione del loro bootloader. xxx è uno dei valori della seguente
tabella:
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640x480 |
800x600 |
1024x768 |
1280x1024 |
| 8 bpp |
769 |
771 |
773 |
775 |
| 16 bpp |
785 |
788 |
791 |
794 |
| 32 bpp |
786 |
789 |
792 |
795 |
Gli utenti di LILO dovranno aggiungere vga=xxx in cima al loro file di configurazione.
Gli utenti di GRUB dovranno aggiungere vga=xxx alla linea kernel (hd0,0)....
24.Creare un dischetto d'avvio
Dischetto d'avvio di GRUB
Importante:
Non dimenticatevi di inserire un floppy nel vostro lettore prima di procedere.
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E' sempre una buona idea creare un dischetto di avvio la prima volta che installate una
qualsiasi distribuzione Linux. Questa per motivi di sicurezza e perchè normalmente non è
una cattiva idea farlo. Se il vostro hardware non vi permette di installare un bootloader
funzionante dall'ambiente chrooted, potreste avere la necessità di creare un dischetto
d'avvio di GRUB. Se vi trovate in questa situazione, create un disco d'avvio di GRUB e quando
riavvierete per la prima volta potrete installare GRUB nell'MBR. Create il vostro dischetto
di avvio in questo modo:
Esempio 81: Creare un dischetto d'avvio di GRUB |
# cd /usr/share/grub/i386-pc/
# cat stage1 stage2 > /dev/fd0
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Ora riavviate e caricate il floppy. Al prompt grub> del floppy, potrete
finalmente eseguire i comandi root e setup necessari per l'installazione.
Dischetto d'avvio di LILO
Importante:
Non dimenticatevi di inserire un floppy nel vostro lettore prima di procedere.
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Se state usando LILO, è comunque una buona idea creare un disco d'avvio:
Esempio 82: Creare un dischetto d'avvio |
# dd if=/boot/your_kernel of=/dev/fd0
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25.Usare GRP
Gli utenti della GRP possono, a questo punto, installare i pacchetti binari:
Esempio 83: Installare dalla GRP |
# emerge -k xfree
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Il CD 1 contiene svariati pacchetti per installare un sistema funzionate con XFree86.
Inoltre, il CD2 del set di CD GRP contiene altre applicazioni quali KDE, GNOME, Mozilla
e altre. Per installare questi pacchetti, dovrete prima riavviare entrando nel vostro nuovo
sistema Gentoo (come spiegato più avanti in questo documento, nella sezione "L'installazione
è completa!"). Dopo che avrete caricato il vostro sistema di base dall'hard disk, potrete montare
il secondo CD e copiare i file:
Esempio 84: Caricare i pacchetti binari dal CD2 |
# mount /dev/cdrom /mnt/cdrom
# cp -a /mnt/cdrom/packages/* /usr/portage/packages/
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Ora le varie altre applicazioni possono essere installate nello stesso modo. Per esempio:
Esempio 85: Installare KDE dalla GRP |
# emerge -k kde
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26.L'installazione è completa!
Adesso Gentoo Linux è installato. Il solo passo che rimane da fare è aggiornare i file di
configurazione necessari, uscire dalla shell chrooted, quindi smontare le vostre partizioni
e riavviare il sistema:
Attenzione:
etc-update vi può fornire una lista dei file di configurazione a vostra disposizione più
recenti di quelli attualmente installati. Controllate che nessuno dei file di configurazione
abbia un forte impatto sul sistema (come /etc/fstab, /etc/make.conf,
/etc/rc.conf, ...). Fate il merge dei file che non sortiranno un forte impatto sul
sistema, rimuovete gli aggiornamenti degli altri o guardatene le differenze e aggiornateli
manualmente.
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Esempio 86: Riavviare il sistema |
# etc-update
# exit
# cd /
# umount /mnt/gentoo/boot
# umount /mnt/gentoo/proc
# umount /mnt/gentoo
# reboot
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Nota:
Dopo il riavvio, è sicuramente una buona idea eseguire il comando modules-update
per creare il file /etc/modules.conf. Invece di modificare questo file
direttamente, potrete fare le vostre modifiche al file /etc/modules.d.
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Se avete qualsiasi domanda o vi piacerebbe essere coinvolti nello sviluppo di Gentoo
Linux, prendete in considerazione di iscrivervi alle nostre mailing lists gentoo-user e
gentoo-dev (maggiori informazioni sulla nostra pagina dedicata alle
mailing lists).
Abbiamo anche una pratica
Guida alla configurazione del Desktop
che vi aiuterà a proseguire nella configurazione del vostro nuovo sistema Gentoo
Linux ed un'utile Guida utente a
Portage per aiutarvi a familiarizzare con le basi di Portage.
Potete trovare il resto della Documentazione Gentoo nella nostra pagina
Gentoo Linux User Documentation Resources
(ndt, tutta la documentazione è disponibile anche in italiano
qui).
Se avete una qualsiasi altra domanda relativa all'installazione o altri argomenti correlati,
leggete le FAQ di Gentoo Linux.
Buon divertimento e benvenuti in Gentoo Linux!
27.Gentoo-Stats
Il programma per le statistiche di utilizzo di Gentoo Linux è un tentativo di fornire
agli sviluppatori maggiori informazioni circa gli utenti di base. Il programma raccoglie
informazioni sull'utilizzo di Gentoo Linux per aiutarci ad assegnare le priorità alle varie fasi di
sviluppo. L'installazione è completamente opzionale e verrebbe notevolmente apprezzata la vostra
eventuale scelta di installarlo. Le statistiche raccolte possono essere visionate su
http://stats.gentoo.org/.
Il server di gentoo-stats assegnerà un ID univoco al vostro sistema. Questo ID verrà usato per
assicurarci che ogni sistema venga contato una sola volta. L'ID non sarà usato per identificare
individualmente il vostro sistema, nemmeno per identificare il vostro IP o altre informazioni
personali. E' stata presa ogni precauzione per assicurare la vostra privacy nello sviluppo del
sistema. Trovate di seguito le informazioni che vengono monitorare attraverso il programma
"gentoo-stats":
- pacchetti installati e loro numeri di versione
- informazioni sulla CPU: velocità (MHz), produttore, modello, flags della CPU (come "mmx" o "3dnow")
- informazioni sulla memoria (RAM fisica totale disponibile, spazio totale di swap disponbile)
- chips delle schede PCI e dei controller di rete
- il profilo Gentoo Linux utilizzato per la vostra macchina (vale a dire, dove punta il link
/etc/make.profile).
Siamo consapevoli che la conoscenza di informazioni sensibili rappresenta una minaccia per molti
utenti Gentoo Linux (così come lo è per gli sviluppatori).
- A meno che non lo modifichiate, il programma gentoo-stats non trasmetterà mai informazioni
sensibili quali password, dati di configurazione, taglia delle scarpe...
- La trasmissione del vostro indirizzo e-mail è opzionale e disabilitata di default.
- L'indirizzo IP da cui ha origine la trasmissione dei vostri dati non verrà mai registrato come
modo per potervi identificare. Non c'è la coppia "indirizzo IP/ID del sistema".
L'installazione è facile - basta eseguire i seguenti comandi:
Esempio 87: Installare gentoo-stats |
# emerge gentoo-stats
# gentoo-stats --new
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Il secondo comando qui sopra richiederà un nuovo ID per il vostro sistema e lo inserirà
automaticamente in /etc/gentoo-stats/gentoo-stats.conf. Potete dare un'occhiata
a questo file per vedere le opzioni di configurazione aggiuntive.
Fatto ciò, il programma dovrà essere avviato ad intervalli regolari (gentoo-stats non deve
girare con privilegi di root). Aggiungete questa linea nel vostro crontab:
Esempio 88: Aggiornare gentoo-stats con cron |
0 0 * * 0,4 /usr/sbin/gentoo-stats --update > /dev/null
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Il programma gentoo-stats è un semplice script in perl che può essere letto con il vostro
pager o editor preferito: /usr/sbin/gentoo-stats.
28.Gentoo su hardware meno comune
Hardware ATA RAID
Gli utenti che vogliono installare Gentoo su hardware ATA RAID devono fare attenzione
a seguire in ordine i passi seguenti per poter portare a temine con successo l'installazione
di Gentoo Linux:
- Assicuratevi di avviare il Live CD con l'opzione del kernel doataraid.
- Se avete dimenticato di scegliere l'opzione doataraid durante l'avvio, o i moduli
misteriosamente non sono stati caricati, caricateli come richiesto:
Esempio 89: Caricare i moduli RAID |
# modprobe ataraid
# modprobe pdcraid
# modprobe hptraid
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- Alcuni controller ATA RAID richiedono che riavviate il sistema dopo il partizionamento; altrimenti la
formattazione fallirà.
- Prima del chrooting, montate il devicetree all'interno del nuovo ambiente:
Esempio 90: Montare /dev in /mnt/gentoo/dev |
# mount -o bind /dev /mnt/gentoo/dev
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- Durante la configurazione del kernel, selezionate le opzioni RAID richieste:
Esempio 91: RAID nella conmfigurazione del Kernel Linux |
ATA/IDE/MFM/RLL support --->
[*] HPT36X/37X chipset support
[*] Support for IDE Raid controllers
[*] Highpoint 370 software RAID
ATA/IDE/MFM/RLL support --->
[*] PROMISE PDC202{46|62|65|67} support
[*] PROMISE PDC202{68|69|70|71|75|76|77} support
[*] Support for IDE Raid controllers
[*] Support Promise software RAID (Fasttrak(tm))
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- Quando installate GRUB aggiungete --stage2=/boot/grub/stage2, dopo aver eseguito grub,
al comando setup:
Esempio 92: Installare GRUB per sistemi con Hardware RAID |
grub> root (hd0,0)
grub> setup --stage2=/boot/grub/stage2 (hd0)
grub> quit
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Inoltre, nella configurazione di GRUB assicuratevi che root punti all'appropriato device RAID:
Esempio 93: grub.conf per RAID |
title=My Gentoo Linux on RAID
root (hd0,0)
kernel (hd0,0)/boot/bzImage root=/dev/ataraid/dXpY
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- Gli utenti di LILO devono impostare l'opzione root con l'appropriato device RAID:
Esempio 94: lilo.conf per RAID |
image=/boot/bzImage
label=linux
read-only
root=/dev/ataraid/dXpY
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Se riscontrate problemi durante l'installazione di Gentoo Linux sul vostro hardware RAID,
assicuratevi di riportare un bug report su http://bugs.gentoo.org.
Grazie per aver scelto Gentoo Linux, divertitevi con la vostra nuova installazione!
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