Gentoo Linux 1.4_rc2 Guida all'installazione
1.Introduzione
Questo nuovo CD di boot dovrebbe partire da tutti i moderni lettori
CD-ROM IDE e SCSI. Il Linux incluso nel CD-ROM supporta periferiche IDE
(incluse nel kernel) e SCSI (disponibili come modulo).
Inoltre, sono provveduti i moduli per tutti i tipi di schede di rete
supportati da Linux, così come tutti i tools per la configurazione e l'accesso
via ssh alla rete e il download dei files.
I requisiti minimi del sistema sono: processore 486+ con idealmente
almeno 64MB di RAM (Gentoo Linux è stato installato con successo con
64MB di RAM e 64MB di swap, ma in queste condizioni il processo di
installazione è molto lento).
Gentoo Linux può essere installato usando uno dei tre "stage"
tarball files La scelta dipende da quanta parte del sistema vuoi compilare. Lo stage1
è per costruire l'intero sistema da zero. Lo stage2 è per
costruire alcune parti del sistema da zero mentre lo stage3 ti
permette di risparmiare molto tempo dato che è già
ottimizzato per il tuo specifico sistema.
Bene, come facciamo ad iniziare il processo di installazione? Prima dovrai decidere
quale immagine LiveCD ISO vuoi scaricare da http://www.ibiblio.org/gentoo/releases/1.4_rc2/x86/.
In questa directory troverai alcune sottodirectory, come ad esempio athlon,
per ognuna delle varie architetture. Ecco una lista di ogni directory per
architettura e il suo contenuto:
| Architettura |
Descrizione |
| x86 |
Contiene il tarball per lo stage 1 e una release base -- va bene per tutte le piattaforme |
| i586 |
Contiene i tarball per lo stage 2 e lo stage 3, i pacchetti
GRP e il liveCD per CPU i586+
|
| i686 |
Contiene i tarfile stage 2 e 3, pacchetti GRP e il LiveCD per CPU i686+ |
| athlon |
Contiene i tarfile stage 2 e 3, pacchetti GRP e il LiveCD per CPU Athlon |
| athlon-xp |
Contiene i tarfile stage 2 e 3, pacchetti GRP e il LiveCD per CPU Athlon XP |
| athlon-mp |
Contiene i tarfile stage 2 e 3, pacchetti GRP e il LiveCD per CPU Athlon MP |
| pentium3 |
Contiene i tarfile stage 2 e 3, pacchetti GRP e il LiveCD per CPU Pentium III e Pentium 4 |
All'interno di ognuna di queste directory, troverai una directory livecd
Mentre tutti i LiveCD faranno il boot su qualsiasi architettura, i relativi tarballs sono ottimizzati
per un particolare tipo di CPU e non lavorano su tutti i sistemi, eccetto per il
LiveCD "gentoo-basic-x86" che può essere installato ovunque.
I LiveCD sono immagini complete per CD che dovrebbero essere masterizzate su un CDR o CD-RW
usando un software per la masterizzazione. Al momento abbiamo due tipi di LiveCD. Il primo
con la dicitura "gentoo-basic" è di approssimativamente 40MB e lo trovi
nella directory x86/livecd/. Questo CD di
piccole dimensioni permette un donwload iniziale e contiene un tarfile stage 1 in /mnt/cdrom/gentoo.
Il secondo gruppo di LiveCD che offriamo è etichettato "livecd-grp.".
Questi CD contengono i tarfile stage1, 2 e 3 oltre ad un set di pacchetti GRP ottimizzati
per una specifica architettura. I GRP sono semplicemente pacchetti
precompilati di grosse applicazioni, come XFree86, KDE, GNOME,
OpenOffice, ecc.
Usando questi LiveCD, sarà possibile installare velocemente un
sistema Gentoo Linux completamente funzionante.
Lo svantaggio è che queste immagini ISO sono
grandi (circa 600MB) e ti ci vorrà un pò di tempo per scaricarle.
Se per qualche ragione la tua installazione è interrotta in qualche punto, puoi
fare un reboot e ripartire con l'installazione. Per esempio, se hai partizionato il disco,
installato lo stageX e sei pronto per il chroot, puoi, se necessario, ripartire con l'installazione.
Devi solo fare un riavvio con il LiveCD inserito nel lettore CD, montare le partizioni in /mnt
normalmente. Basilarmente puoi far questo in ogni punto dell'installazione, chiaramente dopo il
partizionamento per ovvie ragioni.
Attenzione:
Se incontri un problema in qualche parte dell'installazione e vorresti mandare un report come bug,
riportale su http://bugs.gentoo.org. Se il bug ha bisogno di essere mandato ai
package maintainers, sarà cura degli sviluppatori farlo.
|
Ora diamo una rapida occhiata al processo di installazione.
Prima dovremo scaricare e masterizzare l'immagine, e quindi riavviare
il nostro PC facendogli fare il boot dal LiveCD appena creato.
Non appena raggiunto il prompt di root, creeremo le partizioni,
i nostri filesystems ed estrarremo uno degli stageNN tar file. Se stiamo usando lo stage1 o lo stage2 tar file,
vedremo quali passi compiere per portare il
nostro sistema allo stage3. Una volta che il sistema
sarà arrivato allo stage3,
potremo configurarlo (ottimizzando i files di configurazione,
installando il bootloader, etc.), e farlo ripartire avendo un sistema Gentoo
Linux completamente funzionale.
A seconda dello stage dal quale stiamo partendo, i seguenti sono i requisiti
per l'installazione (N.d.T. emerge è il comando per la
gestione del software in Gentoo Linux, per cui alcuni dei seguenti termini
non sono traducibili):
| stage tarball |
requisiti per l'installazione |
| 1 |
setup di partizioni e filesystems, emerge rsync, bootstrap, emerge system, emerge kernel, configurazione finale |
| 2 |
setup di partizioni filesystems, emerge rsync, emerge system, emerge kernel, configurazione finale |
| 3 |
setup di partizioni e filesystems, emerge rsync (opzionale), configurazione finale |
2.Booting
Riavvia il PC facendo il boot dal LiveCD.
Dovrai vedere un testo di benvenuto con il logo di Gentoo Linux.
In questa schermata puoi semplicemente premere Enter per iniziare il
provesso di boot, permere F2 per visualizzare un aiuto o passare delle opzioni
al kernel, digitando gentoo opt1 opt2, ecc.
Una volta premuto ENTER, Linux comincerà
ad essere caricato da CD.
Al termine del boot sarai automaticamente loginato come root e a scopo di sicurezza
la password di root sarà impostata ad un valore random.
Dovresti ora avere il prompt di root ("#") nella console corrente
e poter aprire nuove console premendo Alt-F2, Alt-F3 e Alt-F4.
Torniamo alla finestra di partenza premendo Alt-F1.
Avrai probabilmente notato che sopra il prompt # c'è un testo di aiuto che
spiega alcune cose su come configurare la scheda di rete e dove puoi trovare gli stage tarfile
e i pacchetti nel CD.
3.Caricamento dei moduli del kernel
Se non vengono individuate tutte le periferiche automaticamente,
puoi comunque caricare i moduli appropriati manualmente.
Per vedere la lista di tutte le schede di rete supportate, digita
ls /lib/modules/*/kernel/drivers/net/*.
Per caricare un particolare modulo, digita:
Esempio 1: Configurazione dei moduli PCI |
# modprobe pcnet32
|
Se vogliamo riuscire ad accedere ad ogni periferica
SCSI che non è stata individuta durante il processo di auto-identificazione,
dovremo caricare i moduli appropriati da /lib/modules,
usando ancora modprobe:
Esempio 2: Caricamento dei moduli SCSI |
# modprobe aic7xxx
# modprobe sd_mod
|
Con questa serie di comandi modprobe abbiamo abilitato il support per il
controller SCSI (aic7xxx) e per i dischi SCSI (sd_mod).
Nota:
Il supporto per CD-ROMs e dischi SCSI è incluso nel kernel.
|
Se stai usando RAID hardware, dovrai caricare i moduli per l'ATA-RAID
e per il tuo controller RAID
Esempio 3: Caricamento dei moduli RAID |
# insmod ataraid
# insmod pdcraid
# insmod hptraid
|
Il LiveCD di Gentoo dovrebbe aver abilitato il DMA per i tuoi dischi.
Se così non fosse, puoi usare hdparm per settare il DMA
sui tuoi dischi.
Esempio 4: Settare il DMA |
# hdparm -d 1 /dev/hdX
# hdparm -d1 -A1 -m16 -u1 -a64 /dev/hdX
# hdparm -X66 /dev/hdX
|
4.Caricamento dei moduli PCMCIA
Se hai una scheda di rete PCMCIA, è necessario fare qualche passo aggiuntivo.
Attenzione: Per evitare problemi con cardmgr, devi eseguirlo prima di entrare
nella parte chroot dell'installazione |
Esempio 5: Caricamento dei moduli PCMCIA |
# insmod pcmcia_core
# insmod i82365
# insmod ds
# cardmgr -f
|
Quando cardmgr identifica che hardware è presente, lo speaker
del PC dovrebbe emettere una serie di rassicuranti beeps
e la tua scheda di rete PCMCIA dovrebbe prendere vita. Puoi naturalmente
inserire la scheda PCMCIA anche dopo il caricamento di cardmgr,
se preferisci.
(Tecnicamente, non è necessario eseguire cardmgr se conosci esattamente
il modulo che la scheda PCMCIA richiede.
Se invece non lo conosci, caricare tutti i moduli PCMCIA per guardare qual è quello giusto non serve a niente,
in quanto tutti i moduli PCMCIA verranno caricati e
rimarranno in attesa di riconoscere la corrispondente
scheda.
cardmgr si occuperà anche di rimuovere
i moduli corrispondenti alle schede che
eventualmente in futuro rimuoverete.
5.Configurazione e installazione della rete
Configurazione del PPPoE
Assumendo che tu abbia bisogno di PPPoE per connetterti a internet,
su qualsiasi versione del livecd abbiamo cercato di renderti le cose
più facili includendo rp-pppoe. Usa lo script adsl-setup
per configurare la tua connessione. Ti verrà richiesto il device a cui
è connesso il tuo modem adsl, il tuo username e la tua password,
l'indirizzo del DNS, e se hai bisogno di un firewall minimo oppure no.
Esempio 6: Configurazione di PPPoE |
# adsl-setup
# adsl-start
|
Se qualcosa andasse storto, assicurati che lo username e la password che hai
immesso siano esatti dando un'occhiata al file /etc/ppp/pap-secrets
o /etc/ppp/chap-secrets, e che stai usando il corretto device ethernet.
Configurazione automatica della rete
Gentoo permette di configurare una rete funzionante,
che permette l'uso di ssh, scp, lynx, irssi o wget
prima di iniziare il processo di installazione. Se non hai bisogno di usare
questi comandi, puoi proseguire con il setup della rete. Una volta che
la rete funziona, Portage userà la rete una volta dentro l'ambiente chroot
(richiesto per l'installazione di Gentoo Linux).
La via più semplice di configurare la rete è eseguire
il nuovo script net-setup:
Esempio 7: Net-Setup Script |
# net-setup eth0
|
Naturalmente se preferisci, puoi ancora configurare il network
manualmente.
Configurazione manuale del DHCP
Configurare una rete DHCP è semplice; se il tuo provider non usa DHCP,
passa al paragrafo "Configurazione statica".
Esempio 8: Configurazione di una rete DHCP |
# dhcpcd eth0
|
Nota: Alcuni provider richiedono un hostname. Per fare questo aggiungi un flag -h nomehost nella riga di
comando del dhcpcd.
|
Non ti spaventare se ricevi messaggi di avviso dadhcpConfig;
niente panico; gli errori non sono quasi mai
degni di nota.
Puoi continuare col paragrafo "Test della rete".
Configurazione manuale della rete
È necessario configurare la rete per scaricare i sorgenti e costruire
la nostra Gentoo Linux.
Digita i seguenti comandi sostituendo a $IFACE la tua interfaccia di rete
(di solito eth0), a $IPNUM il tuo indirizzo IP,
a $BCAST il tuo indirizzo di broadcast, e a $NMASK la tua network mask.
Per il comando route, invece, sostituisci a $GTWAY l'indirizzo
IP del tuo gateway.
Esempio 9: Configurazione della rete con IP statico |
# /sbin/ifconfig $IFACE $IPNUM broadcast $BCAST netmask $NMASK
# /sbin/route add -net default gw $GTWAY netmask 0.0.0.0 metric 1
|
È il momento di creare il file /etc/resolv.conf in modo
tale che sia possibile la risoluzione dei nomi.
(In questo modo possiamo raggiungere siti Web/FTP direttamente
col nome piuttosto che attraverso l'indirizzo IP).
Segue un esempio da seguire per la creazione del tuo /etc/resolv.conf:
Esempio 10: esempio di /etc/resolv.conf |
domain mydomain.com
nameserver 10.0.0.1
nameserver 10.0.0.2
|
Sostituisci a 10.0.0.1 e a 10.0.0.2
l'indirizzo IP del tuo server DNS primario e secondario.
Configurazione della rete con un Proxy
Se sei all'interno di un proxy, è necessario configurare
il tuo proxy prima di continuare. Dovremo esportare alcune variabili
per configurare il proxy.
Esempio 11: Configurazione di un proxy |
# export http_proxy="machine.company.com:1234"
# export ftp_proxy="$http_proxy"
# export RSYNC_PROXY="$http_proxy"
|
Test della rete
Ora che la tua rete è stata configurata, il comando /sbin/ifconfig -a
dovrebbe mostrarti se la tua scheda di rete sta lavorando.
(presta attenzione a UP e RUNNING nell'output).
Esempio 12: /sbin/ifconfig per una scheda di rete che sta lavorando |
eth0 Link encap:Ethernet HWaddr 00:50:BA:8F:61:7A
inet addr:192.168.0.2 Bcast:192.168.0.255 Mask:255.255.255.0
inet6 addr: fe80::50:ba8f:617a/10 Scope:Link
UP BROADCAST RUNNING MULTICAST MTU:1500 Metric:1
RX packets:1498792 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
TX packets:1284980 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
collisions:1984 txqueuelen:100
RX bytes:485691215 (463.1 Mb) TX bytes:123951388 (118.2 Mb)
Interrupt:11
|
Se vuoi puoi anche provare a fare un ping verso il DNS (che trovi in /etc/resolv.conf)
e verso un sito web a tua scelta, giusto per essere sicuro che i tuoi pacchetti raggiungano la rete e
la risoluzione DNS funzioni correttamente.
Esempio 13: Ulteriore test della rete |
# ping www.qualchesito.com
|
La rete funziona!
La rete dovrebbe essere ora configurata e funzionante.
Dovresti essere in grado di usare i comandi
ssh, scp, lynx, irssi e wget per connetterti ad altre macchine
nella tua LAN o ad Internet.
6.Partizioniamo il disco
Ora che il kernel può vedere la nostra scheda di rete e il
controller dei dischi, è il momento di creare
le partizioni del disco per la nostra Gentoo Linux.
Facciamo ora una breve panoramica sulle partizioni standard Gentoo Linux.
Creeremo almeno tre partizioni: una partizione di swap, una root partition
(per contenere il grosso di Gentoo Linux), e una partizione di boot.
Quest'ultima è disegnata per contenere le informazioni del GRUB boot loader
e il(i) kernel(s) di Linux. La partizione di boot ci permette di avere un posto
sicuro dove mettere tutto ciò che è collegato al booting di Linux.
Durante il normale lavoro quotidiano col nostro Gentoo Linux, la partizione di
boot dovrebbe rimanere unmounted. Questo previene che il kernel divenga
inutilizzabile ( a causa di una corruzione del
filesystem) nell'eventualità di un crash del sistema, prevenendo il problema del
cane che si morde la coda, dove il GRUB non può leggere il kernel
(data l'inconsistenza del filesystem) e dall'altra parte non
si può riportare il filesystem ad uno stato consistente
(dato che non possiamo fare il boot!).
Veniamo ora ai tipi di filesystem. Per ora abbiamo quattro filesystems disponibili:
XFS, ext2, ext3 (journaling), jfs e ReiserFS. ext2 è il vero e proprio
filesystem di Linux ma non supporta la tecnologia journaling.
ext3 è la nuova versione di ext2 con sia la tecnologia meta-data journaling
che l'ordered data write.
ReiserFS è un filesystem basato su B*-tree che promette una buona performance
su file di piccole dimensioni e velocità superiori
a ext2 e ext3 con file di dimensioni minori di 4k,
spesso di un fattore 10x-15x.
ReiserFS scala inoltre molto bene e supporta il metadata journaling.
Dal kernel 2.4.18+, ReiserFS ha raggiunto la solidità che lo porta ad
essere raccomandato caldamente.
XFS è un filesystem ad alte prestazioni con
tecnologia meta-data journaling che è
completamente supportato in Gentoo Linux col kernel xfs-sources,
ma non è generalmente raccomandato a causa della sua tendenza a perdere
i dati che sono stati modificati recentemente se il sistema si chiude o si
riavvia inaspettatamente (per esempio a causa di un calo di tensione elettrica).
Veniamo alla fine al jfs, il filesystem journaling ad alte prestazioni di IBM.
Data la sua oscurità, non possiamo fare commenti positivi o negativi sulla
sua stabilità
Se sei interessato al filesystem più standard, usa ext2.
Se ti interessa un filesystem più sicuro, usa ext3. Se
sei invece interessato ad un filesystem ad alte prestazioni con il
supporto journaling, usa ReiserFS; sia ext3 che
ReiserFS sono maturi e perfezionati.
Queste sono le partizioni raccomandate e la loro dimensione:
| Partizione |
Dimensione |
Tipo |
esempio di device |
| partizione di boot, contiene il kernel(s) e informazioni per il boot |
100 Megabytes |
ext2/3 raccommandate; se scegli ReiserFS monta il filesystem con l'opzione -o notail
|
/dev/hda1 |
| partizione di swap (non ha il limite di 128 Megabyte) |
Generalmente, a meno che non si tratti di un server, la dimensione dello swap space
può essere molto flessibile. Consulata la tabella che segue per una linea guida
sullo swap space. |
Linux swap |
/dev/hda2 |
| partizione root, contiene i principali filesystems (/usr, /home, etc) |
>=1.5 Gigabytes |
ReiserFS, ext3 raccomandate; ext2 ok |
/dev/hda3 |
| RAM fisica |
Dimensione Swapspace |
| 0-48MB RAM |
048-064MB RAM |
064MB-128MB RAM |
128-256MB RAM |
256-512MB RAM |
| 720MB |
702MB |
640MB |
256MB |
Prima di creare le tue partizioni, è veramente una buona idea inizializzare
il tuo HD usando dd. Facendo questo siamo sicuri che i nuovi filesystem
non saranno mal identificati dal programma di mount di Linux.
Per questo dovrai eseguire:
Esempio 14: Inizializzare i primi 1024 settori dell'HardDisk |
# dd if=/dev/zero of=/dev/hdxy bs=1K count=1
|
Attenzione:
Il summenzionato comando distruggerà tutti i dati di /dev/hdxy.
Fai attenzione e controlla due volte che partizione hai specificato per
la pulitura. Se sbagli, il risultato potrebbe essere la perdita di tutti i tuoi dati.
|
A questo punto, creiamo le partizioni usando fdisk. Nota che le partizioni
dovrebbero essere di tipo 82
per lo swap e 83 per i filesystems regolari (sia ReiserFS o ext2/3).
Nota: cfdisk è incluso nel CD di installazione ed è *considerabilmente*
facile da usare rispetto a fdisk. Digita cfdisk per eseguirlo. Per default
cfdisk usa /dev/hda come disco. Se /dev/hda non è il disco che vuoi partizionare,
dai a cfdisk come parametro il giusto device. Per esempio: cfdisk /dev/hde
|
Nota: Se ricevi istruzioni da fdisk o cfdisk di riavviare il sistema, fallo in modo da
far scoprire al sistema le nuove partizioni.
|
Nota: Se stai usando il RAID le tue partizioni saranno leggermente diverse.
Avrai partizioni come queste:
/dev/ataraid/discX/partY
X è l'array che hai creato, così se hai creato solo 1 array sarà
disc0. Y è il numero di partizione come in /dev/hdaY
|
Una volta create le partizione, dobbiamo inizializzare
i filesystems che saranno usati
per immagazzinare i nostri dati. Inizializza la partizione di swap come segue:
Esempio 15: Inizializzazione dello SWAP |
# mkswap /dev/hda2
|
Possiamo usare il comando mke2fs per creare filesystems di tipo ext2:
Esempio 16: Creazione di un filesystem ext2 |
# mke2fs /dev/hda1
|
Per create filesystem XFS usiamo il comando mkfs.xfs:
Esempio 17: Creazione di un filesystem xfs |
# mkfs.xfs /dev/hda3
|
Nota:
Puoi voler aggiungere un paio di flags in più al comando mkfs.xfs:
-d agcount=3 -l size=32m.
Il flag -d agcount=3 abbassa il numero dei gruppi di allocazione.
XFS insiste usando almeno 1 gruppo di
allocazione per ogni 4 GB di partizione, così, per esempio, se hai una partizione di 20GB
avrai bisogno di 5 gruppi (agcount) come minimo.
Il flag -l size=32m porta a 32 MB la size del journal,
incrementando le performance.
|
Attenzione:
Se stai installando una partizione XFS su una preesistente ReiserFS,
il successivo tentativo di montarla
con mount -t xfs può fallire. La
soluzione è azzerare la
partizione prima di create il filesystem XFS:
dd if=/dev/zero of=/dev/hd bs=1k.
|
Se preferisci usare ext3, puoi creare la partizione usando mke2fs -j:
Esempio 18: Creazione di un filesystem ext3 |
# mke2fs -j /dev/hda3
|
Nota:
Puoi trovare maggiori informazione su come usare ext3 su Linux 2.4
all'indirizzo http://www.zip.com.au/~akpm/linux/ext3/ext3-usage.html.
|
Per creare un filesystem ReiserFS, usa il comando mkreiserfs:
Esempio 19: Creazione di un filesystem ReiserFS |
# mkreiserfs /dev/hda3
|
Per creare un filesystem JFS, usa il comando mkfs.jfs.
Esempio 20: Creazione di un filesystem JFS |
# mkfs.jfs /dev/hda3
|
7.Fare il mount delle partizioni
È il momento di attivare la nostra partizione
di swap, che ci servirà
in seguito come memoria virtuale aggiuntiva:
Esempio 21: Attiviamo lo SWAP |
# swapon /dev/hda2
|
Poi, creeremo i mountpoints (letteralmente: punti di montaggio)
/mnt/gentoo e /mnt/gentoo/boot, e quindi
vi monteremo i nostri filesystems.
Esempio 22: Creazione dei mount points |
# mkdir /mnt/gentoo
# mount /dev/hda3 /mnt/gentoo
# mkdir /mnt/gentoo/boot
# mount /dev/hda1 /mnt/gentoo/boot
|
Se hai deciso di creare /usr o /var
come partizioni separate, dovrebbero essere
rispettivamente montate in /mnt/gentoo/usr e /mnt/gentoo/var.
(N.d.T. la partizione /var dovrà essere molto
campiente in quanto conterrà la directory
temporanea del sistema Portage per la compilazione
dei pacchetti.)
Importante:
Se la partizione di boot (dove risiede il
kernel) è ReiserFS,
devi essere sicuro di montarla con
l'opzione -o notail in modo tale che GRUB possa essere installato correttamente.
Devi anche assicurarti che notail termini la riga che si riferisce
alla partizione di boot in /etc/fstab.
Ritorneremo brevemente su questo punto.
|
Importante:
Se stai avendo problemi a montare la tua partizione di boot con ext2,
riprova usando mount /dev/hXX /mnt/gentoo/boot -t ext2
|
8.Ottenere il stage-x tarfile desiderato
Se stai usando un CD con i pacchetti GRP, hai giò tutti gli stage tarballs
disponibili sul CD. In questo caso, copia il tarball che hai scelto in /mnt/gentoo
Alternativamente, se non hai un CD con in pacchetti GRP, il tarball stage1 è
ancora disponibile sul CD in /mnt/cdrom/gentoo. Dovrai in seguito
fare comunque un download degli altri stage e metterli in /mnt/gentoo.
Esempio 23: Download degli stages richiesti |
# cd /mnt/gentoo
# lynx http://www.ibiblio.org/pub/Linux/distributions/gentoo/releases/1.4_rc2/x86/
# wget
|
9.Scomprimere l'immagine che desideri usare
È ora il momento di estrarre il tar file dello stage che hai scelto
in /mnt/gentoo.
Quindi faremo il chroot della nuova installazione di
Gentoo Linux.
Importante:
Ricordati di usare l'opzione p col comando tar.
Altrimenti alcuni files potrebbero
ricevere permessi errati
. |
Se stai usando il metodo di installazione "from scratch, build everything"
("costruisci tutto da zero"), dovrai usare l'immagine stage1-ix86-1.4_beta.tbz2.
Se invece stai usando uno dei CD di grosse dimensioni, avrai anche la possibilità
di scegliere tra le immagini stage2 e stage3.
Queste immagini ti permettono di risparmiare tempo a spesa della configurabilità dato
che abbiamo scelto noi le ottimizzazione per il compilatore e le variabili USE di
default.
Esempio 24: Scomprimere lo stage |
# cd /mnt/gentoo
# tar -xvjpf /mnr/cdrom/gentoo/stage?-*.tbz2
# mount -o bind /proc /mnt/gentoo/proc
# cp /etc/resolv.conf /mnt/gentoo/etc/resolv.conf
|
Se stai per usare GRP, potrebbe essere il momento per eseguire i seguenti comandi:
Esempio 25: Predisponiamo il sistema per il GRP |
# mkdir /mnt/gentoo/GRP
# mount -o bind /mnt/cdrom/gentoo/packages /mnt/gentoo/GRP
|
Esempio 26: Entriamo nell'ambiente chroot |
# chroot /mnt/gentoo /bin/bash
# env-update
Regenerating /etc/ld.so.cache...
# source /etc/profile
#
|
Dopo aver eseguito questi comandi, sei "dentro" l'ambiente Gentoo Linux.
10.Scarichiamo il Portage Tree corrente usando rsync
Dovrai ora eseguire emerge sync.
Questo ti assicura di avere il copia più recente del Portage tree.
Esempio 27 |
# emerge rsync
# export CONFIG_PROTECT="-*"
# export USE="-* bootstrap build"
# emerge portage
# unset USE
|
Verrà scaricato il Portage Tree e memorizzato in /usr/portage; la sua dimensione è di circa 90Mb senza tarballs.
Nota:
La linea export CONFIG_PROTECT="-*" assicura che ogni nuovo script
installato in /etc possa sovrascrivere gli script precedenti (
memorizzati in sys-apps/baselayout), bypassando il supporto per
la gestione dei file di configurazione del Portage. Digita emerge --help config
per maggiori dettagli.
|
11.Stabilire le ottimizzazioni (make.conf)
Ora che stiamo lavorando su una copia del Portage tree, coloro che usano
lo stage1 devono effettuare il bootstrap del Gentoo Linux procedendo
secondo le istruzioni che seguono. Primo: editare il file
/etc/make.conf. In questo file dovremo definire ad ok
i vari flags USE che servono a specificare quali funzionalitè
supplementari si vogliono includere nella costruzione dei pacchetti.
In genere i settaggi di default sono accettabili (ovvero un USE vuoto
o non configurato).
Maggiori informazioni sui flags di USE possono essere trovate qui.
Una lista completa dei flags USE la puoi trovare qui.
Si dovrebbero definire in modo appropriato anche i flags
CHOST, CFLAGS e CXXFLAGS a seconda dal tipo
di sistema che si vuol creare (potete trovare esempi documentati direttamente
in questo file).
Il migliore amico per capire quali CFLAGS e CXXFLAGS aggiuntivi
sono disponibili è man gcc cercando 'Optimization'.
Se necessario, potremmo anche settare le informazioni sul proxy nel caso vi trovaste dietro
un firewall.
Esempio 28: Editiamo il make.conf |
# nano -w /etc/make.conf
|
Nota:
Coloro che hanno bisogno di una 'regolazione fine'
del processo di costruzione potrebbero dare uno sguardo
al file /etc/make.globals.
Questo file comprende i parametri di defaults di Gentoo e non
dovrebbe mai essere modificato. Se i parametri di defaults non
sono sufficienti, i nuovi valori dovrebbero
essere messi in /etc/make.conf, i valori dei parametri
di /etc/make.conf
gli stessi
in /etc/make.globals. Se sei interessato ad un
aggiustamento fine dei settings di USE,
guarda in /etc/make.profile/make.defaults.
Se vuoi disabilitare alcuni settings di USE,
aggiungi in /etc/make.conf USE="-flag" per disabilitare flag.
(N.d.T.: p.e. USE="gnome" includera' gnome nella compilazione di
programmi che potrebbero avere qualche feature in
più
includendo gnome, ma che sostanzialmente non ne hanno bisogno
per il corretto funzionamento, mentre USE="-gnome"
non includerà gnome.)
|
12.Partendo dallo Stage1
Il tarball stage1 è per costruire le fondamenta.
Se hai scelto questo tarball stai probabilmente cercando di avere un sistema
super ottimizzato. Buon divertimento, perché l'ottimizzazione è
la cosa più importante di Gentoo Linux.
È giunto il momento di far partire il processo di 'bootstrap'.
Il processo durerà almento 2 ore su un AMD 1200MHz.
Durante questo tempo, l'immagine estratta
verrà preparata per l'installazione
del resto del sistema.
Il compilatore GNU GCC verrà compilato così
come le librerie GNU C. La compilazione di questi compinenti
richiede parecchio tempo e costituisce la maggior parte
del processo di bootstrap.
Esempio 29: Bootstrapping |
# cd /usr/portage
# scripts/bootstrap.sh
|
È iniziato il processo di "bootstrap".
Nota:
Portage usa per default /var/tmp durante la
fase di complilazione dei pacchetti, usando spesso
centinaia di megabyte come area di memorizzazione
temporanea. È possibile cambiare la
directory dove Portage stora temporaneamente i suoi
files, aggiustando la variabile PORTAGE_TMPDIR
prima di far partire il processo di bootstrap
come segue:
|
Esempio 30: Cambiare la directory temporanea del PORTAGE |
# export PORTAGE_TMPDIR="/altradir/tmp"
|
Il comando bootstrap.sh compilerà i
pacchetti binutils, gcc,
gettext e glibc, ricompilando
binutils, gcc e gettext dopo la
costruzione delle glibc. Inutile dirlo,
questo processo durerà un pò di tempo.
Puoi farti un buon pisolino....Buonanotte ;-))
Una volta che il processo è completato, il tuo
sistema è in "stage2" il che significa che puoi
andare alle istruzione relative allo stage2.
13.Partendo dallo Stage2
Il tarfile stage2 ha già il bootstrapping fatto per te. Tutto quello che devi fare
è installare il resto del sistema.
Nota:
Se non l'hai ancora fatto, edita /etc/make.conf a tuo piacimento.
|
Esempio 31: Installazione del resto del sistema |
# emerge -p system
# emerge system
|
Questo step prenderà un pò di tempo per costruire l'intero sistema.
Il lato positivo è che avrai un sistema veramente ottimizzato. D'altra parte
dovrai trovare qualcosa da fare. Ti suggerisco una buona lettura o un buon videogioco.
Quando emerge system è terminato, sarai giunto in uno stadio
equivalente allo stage3. A questo punto ci sono ancora un paio di scelte
su come continuare. Puoi decidere di seguire le istruzioni per lo
stage3 e completarlo. In questo modo avrai il tuo sistema pronto e
aggiornato col Portage corrente. Non è necessario, ma è raccomandato.
Se invece scegli di saltare le istruzioni dello stage3, puoi andare alla sezione
di installazione dei pacchetti GRP. Se non vuoi usare i pacchetti GRP, puoi
andare direttamente al capitolo 16: Ultimi passi.
14.Partendo dallo Stage3
Il tarfile stage3 è configurato per il tuo sistema. Non c'è molto da fare
per questo stage, ma è una buona idea aggiornare il tuo sistema con gli
ultimi pacchetti disponibili.
Nota:
Se non lo hai giè fatto, edita /etc/make.conf e adattalo alle tue esigenze.
|
Esempio 32: Avere tutto aggiornato |
# emerge sync
# emerge -up world
# emerge -u world
|
Una volta che hai completato questo passo puoi decidere se usare i pacchetti GRP, per
cui andare alla sezione GRP, oppure no, e quindi saltare direttamente al capitolo 16:
Ultimi passi.
15.Usare GRP
Puoi trarre vantaggio dai pacchetti precostruiti GRP fatti apposta per evitare di compilare
certi pacchetti popolari e di dimensioni notevoli. Correntemente provvediamo pacchetti completi per
ognicosa di cui hai bisogno per openoffice-bin, GNOME, KDE e xfree.
Prima di tutto avrai bosogno di andare nella directory che contiene i pacchetti.
Abbiamo già montato la directory in /GRP. In questa
directory troverai lo script grp-install.sh, una directory All che
contiene tutti i pacchetti binary e una lista di pacchetti GRP disponibili.
Per installare qualcuno o tutti questi pacchetti dovrai fare come segue:
Esempio 33: Uso di GRP |
# cd /GRP
# sh grp-install.sh <lista dei pacchetti>
|
grp-install.sh può essere eseguito molte volte senza sovrascrivere installazioni
esistenti. Puo eseguire sh grp-install.sh per avere una descrizione di base sull'uso
se sei un pò confuso.
16.Timezone
A questo punto dovresti avere un sistema che è pronto per la configurazione finale.
Partiremo col configurare la timezone. COnfigurare la timezone prima
di costruire il kernel ci assicura un output ragionevole di uname -a.
Cercate la vostra Timezone ( o GMT se state usando
il Greenwich Mean Time) in /usr/share/zoneinfo.
Poi, create un link simbolico come segue:
Esempio 34: Selezionare la timezone |
# ln -sf /usr/share/zoneinfo/path/to/timezonefile /etc/localtime
|
Puoi anche dare un'occhiata a /etc/rc.conf per essere sicuro che
il tuo timezone sia corretto.
17.Installare il kernel e il System Logger
Nota: Se non l'hai ancora fatto, edita /etc/make.conf a tuo piacimento. |
Hai ora bisogno di scaricare i sorgenti del kerneldi Linux. Ecco quelli disponibili:
| ebuild |
descrizione |
| gentoo-sources |
Il nostro avanzato e performante kernel (non include il supporto per XFS) |
| xfs-sources |
Il kernel di SGI con supporto XFS |
| openmosix-sources |
Un classico kernel patchato per il supporto di openMosix
una tecnologia load-balancing/clustering |
| usermode-sources |
Un classico kernel patchato per il supporto dello User-Mode Linux.
(tecnologia "Linux inside Linux") |
| vanilla-sources |
Il classico kernel, come lo scaricheresti da kernel.org |
Attenzione:
Se stai configurando il tuo kernel, fai attenzione alle opzione grsecurity.
Se scegli un livello di sicurezza troppo aggressivo, certi programmi (come X)
potrebbero non funzionare correttamente. Se sei in dubbio, non selezionare
le opzioni grsecurity.
|
Scegline uno e uniscilo (merge) al sistema:
Esempio 35: Installare i sorgenti del kernel |
# emerge sys-kernel/gentoo-sources
|
una volta che il kernel è disponibile, è
il momento di personalizzarlo e compilarlo:
Nota che /usr/src/linux è un link simbolico ai sorgenti del
kernel attualmente installato e che è settato automaticamente dal Portage
al momento dell'emerge.
Se hai più di un kernel, è necessario settare il link /usr/src/linux
affinché punti ai sorgenti corretti prima di procedere.
Esempio 36: Compilazione del kernel |
# cd /usr/src/linux
# source /etc/profile
# make menuconfig
# make dep && make clean bzImage modules modules_install
# mv /boot/bzImage /boot/bzImage.orig
# cp /usr/src/linux/arch/i386/boot/bzImage /boot
|
Attenzione:
Affinché il tuo kernel funzioni a dovere, ci
sono alcune opzioni che dovrai essere sicuro siano
incluse nel kernel e non compilate come modulo.
Sarà necessario abilitare l'opzione "Code
maturity level oprions --> Prompt for development
and/or incomplete code/drives".
Nella sezione "File systems", devi essere sicuro di
abilitare "Device File System" (nota che non
hai bisogno di abilitare l'opzione "/dev/pts
filesystem support"). Dovrai anche abilitare
l'opzione "Virtual Memory Filesystem".
Assicurati di abilitare "ReiserFS" se hai partizioni
di questo tipo; la stessa cosa vale per "Ext3".
Se stai usando partizioni XFS, abilita l'opzione "SGI XFS
filesystem support". È sempre una buona idea
lasciare il supporto per ext2 abilitato sia che lo
usi o no. Se usi hard drive IDE vorrai abilitare
l'opzione "USE DMA by default", altrimenti puoi
avere prestazioni veramente scadenti.
Naturalmente, ricordati di abilitare il supporto per
"IDE disk" altrimenti il tuo kernel non
riuscirà a vedere i tuoi dischi IDE.
|
Se hai un masterizzatore IDE, avrai bisogno di abilitare
l'emulazione SCSI nel kernel. Abilita "ATA/IDE/MFM/RLL support" ---> "IDE, ATA and ATAPI Block devices" --->
"SCSI emulation support" (abilitato di solito come modulo), qundi
sotto "SCSI support", abilita "SCSI support", "SCSI CD-ROM support" e
"SCSI generic support" (abilitati come moduli anche questi).
Se hai scelto di usarli come moduli, allora digita echo -e "ide-scsi/nsg/nsr_mod" >> /etc/modules.autoload per averli automaticamente al boot.
Se stai usando RAID hardware avrai bisogno di abilitare un paio
di opzioni in più nel kernel: Per controllers Highpoint RAID
abilita il supporto per il chipset hpt366, per i controllers
IDE RAID e Highpoint 370 software RAID.
Per i controllers Promise abilita il supporto PROMISE PDC202{46|62|65|67|68|69|70},
per i controllers IDE RAIDS e Support Promise software RAID (Fasttrak(tm))
Se usi PPPoE per connetterti ad internet, avrai bisogno delle seguenti
opaioni nel kernel (preferibilmente come moduli):
"PPP (point-to-point protocol) support", "PPP support for async
serial ports", "PPP support for sync tty ports". Le due opzioni
relative alla compressione non sono strettamente necessarie così
come "PPP over Ethernet" che potrebbe essere usata solo da rp-ppoe
quando il kernel è in modalità PPPoE.
Nota:
Per coloro che lo preferiscono, è possibile installare
una Gentoo Linux con kernel 2.2. Per questo c'è
da pagare un prezzo: perderai le ottime features che
sono prerogativa della serie 2.4 del kernel (come
il support per filesystems di tipo XFS e tmpfs,
iptables, e altro), anche se Gentoo Linux con kernel
2.2 puà aggiornato col support ReiserFS e
devfs. Gli scripts di boot di Gentoo Linux richiedono
che tmpfs o ramdisk siano supportati dal kernel,
così coloro che vogliono usare il kernel 2.2
devono essere sicuri di avere il support per ramdisk
incluso nel kernel e non compilato come modulo.
È che un flag
gentoo=notmpfs sia aggiunto in
/boot/grub/menu.lst nella linea del
kernel per la serie 2.2 in modo tale che gli scripts
di boot montino ramdisk invece di tmpfs. Se scegli
di non usare devfs, devi aggiungere una riga del
tipo gentoo=notmpfs,nodevfs.
|
Il tuo nuovo kernel e i suoi moduli sono ora
installati. C'è ora bisogno di scegliere il
sistema di logging che dovrebbe essere installato.
È disponibile il tradizionale sistema di
logging sysklogd. Ma ci sono anche syslog-ng e
metalog. Utenti che preferivano
sysklogd (che non brilla per le prestazioni) si
stanno rivolgendo verso syslog-ng e metalog. Se sei
in dubbio, puoi provare metalog che sembra essere
abbastanza popolare. Per installare il logger
scelto, digita uno dei seguenti quattro comandi:
Esempio 37: Installazione di un sistema di log |
# emerge sys-apps/sysklogd
# rc-update add sysklogd default
# emerge app-admin/syslog-ng
# rc-update add syslog-ng default
# emerge app-admin/metalog
# rc-update add metalog default
# emerge app-admin/msyslog
# rc-update add msyslog default
|
Attenzione:
Nel caso di syslog-ng avrai bisogno di creare
/etc/syslog-ng/syslog-ng.conf.
Puoi trovarne un esempio in
/etc/syslog-ng.
|
Importante:
Metalog scrive il suo output su disco a blocchi,
così i messaggi non sono immediatamente
registrati nei logs di sistema. Se stai provando a
testare un daemon, questa caratteristica (che ne
migliora le prestazioni) potrebbe non essere la
soluzione migliore. Una volta che il sistema e' a
regime puoi provare a mandare al daemon di metalog
un segnale di tipo USR1 che temporaneamente dovrebbe
disabilitare il suddetto comportamento (il buffering
dei messaggi prima discriverli in blocco). Questo
significa che tail -f
/var/log/logfile dovrebbe
funzionare come ci aspettiamo. Per tornare alla
situazione standard invieremo un nuovo segnale,
questa volta di tipo USR2.
Se vuoi disabilitare permanentemente il buffering, puoi cambiare
l'opzione METALOG_OPTS da "-B" a "-B -s" in /etc/conf.d/metalog.
|
Se vuoi, puoi ora scegliere il pacchetto cron che
preferisci. Per ora offriamo, dcron, fcron e vcron.
Se non sai quale scegliere tra questi, puoi usare
vcron che può. I pacchetti possono essere
installati come segue:
Esempio 38: Installazione di un pacchetto cron |
# emerge sys-apps/dcron
# crontab /etc/crontab
# emerge sys-apps/fcron
# crontab /etc/crontab
# emerge sys-apps/vcron
# crontab /etc/crontab
# rc-update add *cron default
|
Per maggiori informazioni sui programmi e daemon che partono al boot,
dai un'occhiata alla guida rc-scripts.
18.Installazione di altri pacchetti necessari
Se hai bisogno di rp-pppoe per connetterti alla rete, sii conscio che a
questo punto non è stato ancora installato. Potrebbe essere una buona
cosa farlo ora.
Esempio 39: Installazione di rp-pppoe |
# USE="-X" emerge rp-pppoe
|
Nota:
Con l'impostazione USE="-X" impediamo che pppoe installi l'interfaccia grafica opzionale,
il che è una buona cosa in quanto verrebbe installato anche l'ambiente grafico X con tutte
le sue dipendenze. Puoi sempre ricompilare rp-pppoe con il supporto X in seguito.
|
Nota: Nota che adesso rp-pppoe è installato ma non configurato.
Dovrai configurarlo usando adsl-setup dopo aver riavviato
Gentoo per la prima volta.
|
Puoi aver bisogno di installare pacchetti
addizionali nel Portage tree, se stai usando ad
esempio XFS, ReiserFS o LVM. Per XFS, dovresti installare
il pacchetto xfsprogs:
Esempio 40: Installazione dei tools per i filesystem |
# emerge sys-apps/xfsprogs
# emerge sys-apps/reiserfsprogs
# emerge jfsutils
# emerge sys-apps/lvm-user
|
Se stai usando un laptop e vuoi usare gli slots PCMCIA al tuo primo
reboot, dovrai installare il pacchetto pcmcia-cs.
Esempio 41: Emerge pcmcia-cs |
# emerge sys-apps/pcmcia-cs
|
Attenzione:
Dovrai reinstallare pcmcia-cs dopo l'installazione per far si che
PCMCIA lavori correttamente.
|
19.Modifica di /etc/fstab per la tua macchina
Il tuo sistema Gentoo Linux è ormai pronto
all'uso. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno
è di configurare alcuni importanti files di
sistema e installare il GRUB boot loader.
Il primo file che abbiamo bisogno di configurare
è /etc/fstab. Ricordati che se hai
scelto una partizione di boot di tipo ReiserFS devi
aggiungere una opzione notail.
Ricordati inoltre di specificare il tipo di
filesystem appropriato per ogni partizione
(ext2, ext3 o reiserfs).
Usa qualcosa tipo l' /etc/fstab
mostrato sotto, ma naturalmente sostituisci "BOOT",
"ROOT" e "SWAP" con i block devices che hai scelto
di usare (hda1, hda2, ecc.).
Esempio 42: Configurazione dell'fstab |
/dev/BOOT /boot ext2 noauto,noatime 1 2
/dev/ROOT / ext3 noatime 0 1
/dev/SWAP none swap sw 0 0
/dev/cdroms/cdrom0 /mnt/cdrom iso9660 noauto,ro 0 0
proc /proc proc defaults 0 0
|
Attenzione:
Nota che /boot NON È montato al boottime. Questo per proteggere i dati
in /boot dal pericolo di corruzione. Se hai bisogno di accedere a /boot
ricordati di montarlo!
|
Diamo una password a root
Prima di dimenticarcene, diamo una password a root
digitando:
Esempio 43: Cambiamo la password di root |
# passwd
|
Vorrai anche aggiungere un altro user oltre a root, per un uso quotidiano.
Per questo consulta le Gentoo FAQ.
Impostimo il nome della macchina
Crea questo file in modo da contenere il
fully-qualified domain name della tua macchina su
una singola riga, p.e.
nomemacchina.nomedominio.it.
Esempio 44: Impostare l'hostname |
# echo nomemacchina.nomedominio.it > /etc/hostname
|
Modifichiamo /etc/hosts
Questo file contiene una lista di indirizzi IP
associati al relativo hostname. È usato dal
sistema per risolvere indirizzi IP di macchine che
possono non essere nel tuo DNS server.
Segue un templato di questo file:
Esempio 45: Editare il file /etc/hosts |
127.0.0.1 localhost
192.168.1.1 nomemacchina.nomedomimio nomemacchina
|
Nota:
Se sei in una rete DHCP, potrebbe essere utile impostare localhost col nome del attuale
della macchina. Questo aiuterò GNOME e altri programmi nella risoluzione dei nomi.
|
Configurazione finale della rete
Aggiungi il nome di ogni modulo necessario per il
corretto funzionamento del tuo sistema in
/etc/modules.autoload (puoi anche
aggiungere le opzioni necessarie sulla stessa riga).
Alla partenza di Gentoo Linux, questi moduli
verranno automaticamente caricati. Particolarmente
importanti sono i moduli relativi alla scheda di
rete (naturalmente se li hai compilati come moduli
;-)):
Esempio 46: /etc/modules.autoload |
3c59x
|
Edita lo script /etc/conf.d/net per
avere la rete configurata per il tuo primo boot:
Esempio 47: Configurare la rete in modo permanente |
# nano -w /etc/conf.d/net
# rc-update add net.eth0 default
|
Se hai più schede di rete hai bisogno di
aggiungere altri scripts
net.ethx per ognuna
( = 1, 2, ...):
Esempio 48: Interfacce di rete multiple |
# cd /etc/init.d
# cp net.eth0 net.eth
# rc-update add net.eth default
|
Se hai una scheda PCMCIA installata, dai una rapida
occhiata a /etc/init.d/pcmcia per verificare se
è conforme alle tue esigenze e aggiungi le righe seguenti in testa
al file /etc/init.d/net.ethx:
Esempio 49: Aggiungiamo dipendenze PCMCIA in /etc/init.d/net.ethx |
depend() {
need pcmcia
}
|
In questo modo i driver pcmcia vengono caricatu automaticamente
ogni volta che viene avviata la rete.
20.Ultimi passi: configurazioni di base (includendo il
setting per la mappatura internazionale della tastiera)
Esempio 50: Configurazione di base |
# nano -w /etc/rc.conf
|
Dando una scorsa al file troverai diverse variabili
che inizializzano alcune configurazioni di base.
Vorrai essere sicuro che CLOCK sia quello
voluto. Per usare tastiere con layout diverso da
quello americano puoi settare la variabile
KEYMAP (puoi trovare le varie
possibilità in
/usr/share/keymaps).
21.Configurazione di un bootloader
Note
Nello spirito di Gentoo, gli utenti possono ora scegliere tra più di un bootloader.
Usando il nostro virtual package system, gli utenti possono scegliere sia GRUB che LILO
come loro bootloaders.
È chiaro che non è necessario avere entrambi i bootloader installati.
Infatti potrebbe essere un ostacolo, ti consigliamo ti sceglierne uno solo.
Configurazione di GRUB
La parte più critica per capire la
configurazione di GRUB è familiarizzare con la
notazione che GRUB usa per definire i dischi e le
partizioni. La partizione Linux
/dev/hda1 è chiamata
(hd0,0) sotto GRUB.
Nota che le parentesi che racchiudono hd0,0 sono
richieste. I dischi vengono contati a partire da
zero invece che da "a" e le partizioni partono da
zero invece che da uno.
Devi essere consapevole che con periferiche hd sono contati solo i dischi rigidi e non
periferiche atapi-ide come cdrom e masterizzatori e che lo stesso costrutto vale
anche per periferiche SCSI. (Di solito queste prendono numeri alti rispetto a periferiche
ide ad eccezione di quando il bios è configurato per fare il boot da SCSI devices). Così
facendo finta che tu abbia un disco su /dev/hda, un lettore cdrom su /dev/hdb, un masterizzatore
su /dev/hdac e un secondo disco su /dev/hdd e nessun disco SCSI, la partizione /dev/hdd7
diventa (hd1,6).
Tutto questo potrebbe suonare complicato, ed è effettivamente complicato, ma come vedrai,
grub offre un meccanismo di completamento col tasto TAB, che diviene funzionale per quelli che
hanno un notevole numero di dischi e partizioni e sono un pò smarriti con lo schema numerico
del grub. Avendo preso coscienza di questo è il momento di installare GRUB
Appena hai preso confidenza
Appena
con questa notazione, puoi convertire le partizioni
di boot e root in un formato comprensibile a GRUB e
scriverle nel suo file di configurazione.
Proviamo quindi ad installare GRUB.
La via più breve per installare GRUB è
semplicemente digitare grub al prompt:
Importante:
Questa parte non funzionerà se stai usando hardware RAID.
Salta alla sezione sulla creazione del tuo grub.conf. Dopodiché
completerai il setup di grub per i controllers RAID.
|
Ti verrà presentato il "grub command-line
prompt: grub>. Ora dovrai digitare i
giusti comandi per installare il GRUB boot record
nel tuo disco. Nel mio esempio, io voglio installare
il GRUB boot record nell'MBR (master boot record)
del mio disco rigido, in modo tale da vedere il GRUB
prompt ad ogni riavvio del mio computer. Nel mio
caso i comandi che devo digitare sono:
Esempio 52: Installazione di GRUB nell'MBR |
grub> root (hd0,0)
grub> setup (hd0,4)
grub> quit
|
Come lavorano i comandi. Il primo comando root (
) dice a GRUB la locazione della partizione di
boot (nel nostro esempio /dev/hda1 o
(hd0,0) nella terminologia GRUB. Il
secondo comando setup ( ) dice a GRUB dove
installare il boot record e sarà configurato
per cercare i suoi files di configurazione nella
locazione root ( ) che hai specificato.
Nel mio caso, voglio che il boot record sia
installato nell'MBR del disco rigido, così
specifico semplicemente /dev/hda (anche
conosciuto come (hd0)). Se sto usando
un altro boot loader e voglio installare GRUB come
boot loader secondario, avrei dovuto installare il
GRUB nel boot record di una particolare partizione.
In questo caso avrei dovuto specificare una
particolare partizione invece dell'intero disco. Una
volta che il GRUB è stato installato con
successo, puoi uscire dal GRUB digitando
quit.
Nota:
Il meccanismo TAB completion del grub può essere usato all'interno
del grub. Diciamo che tu abbia scritto root ( se ora premi il tasto TAB,
ti dovrebbe essere mostrata una lista di periferiche disponibili (non solo dischi),
ripremendo il tasto TAB dopo aver scritto root (hd, grub ti dovrebbe mostrare
solo i dischi e ripremendo il TAB dopo aver scritto root (hd0, dovresti
avere la lista delle partizioni del primo disco.
Il controllo della sintassi con cui il grub definisce le partizioni unito al completamento
dovrebbe aiutarti a fare le giuste scelte.
|
L'installazione di Gentoo è ora completa, dobbiamo solo creare
il file /boot/grub/grub.conf che dovrebbe mostrare un menu
quando il sistema viene riavviato.
Importante:
Per assicurare un compatibilità con le versioni precedenti, ti consigliamo
di creare un link tra grub.conf e menu.lst.
Puoi farlo digitando ln -s /boot/grub/grub.conf /boot/grub/menu.lst.
|
Creiamo il file grub.conf (nano -w /boot/grub/grub.conf),
e aggiungiamo le seguenti righe:
Esempio 53: Esempio di grub.conf |
default 0
timeout 30
splashimage=(hd0,0)/boot/grub/splash.xpm.gz
title=Gentoo Linux
root (hd0,0)
kernel (hd0,0)/boot/bzImage root=/dev/hda3
title=Gentoo Linux su RAID
root (hd0,0)
kernel (hd0,0)/boot/bzImage root=/dev/ataraid/dXpY
title=Windows NT Workstation
root (hd0,5)
chainloader (hd0,5)+1
|
Nota:
(hd0,0) deve essere scritto senza spazi tra
le parentesi.
|
Importante:
Se hai configurato l'emulazione SCSI per un masterizzatore
IDE, per renderlo attivo hai bisogno di aggiungere un "hdx=ide-scsi"
alla linea del kernel in menu.lst (dove "hdx" dovrebbe essere
il device del tuo masterizzatore).
|
Dopo aver salvato il file, l'installazione di Gentoo
Linux è completa. Selezionando la prima opzione
diciamo al GRUB di fare il boot con Gentoo Linux. La
seconda parte del file grub.conf è opzionale,
mostra solo come usare GRUB per fare il boot anche
con partizioni Windows.
Nota:
(hd0,0) dovrebbe puntare alla tua
partizione "boot" (/dev/hda1 nel nostro
esempio) e /dev/hda3 dovrebbe puntare
al filesystem root. La partizione
(hda0,5) contiene il boot loader di NT.
|
Nota:
Il percordo dell'immagine del kernel è relativa alla partizione /boot.
Se per esempio hai la partizione /boot (hd0,0) separata dalla root (/)
(hd0,1), tutti i percorsi del grub.conf diverrebbero /bzImage.
|
Ancora, se hai bisogno di passare delle opzioni al
kernel, aggiungile semplicemente alla fine del
comando kernel. Stiamo già passandogli
un'opzione (root=/dev/hda3), ma possiamo
passargliene delle altre. In particolare puoi
disabilitare il support per il devfs (non è
raccomandato a meno che tu non sappia cosa stai
facendo) aggiungendo l'opzione gentoo=nodevfs
al comando kernel.
Nota:
A differenza delle prime versioni di Gentoo
Linux, non è più necessario
aggiungere devfs=mount alla fine
della riga kernel per abilitare il
devfs. Nelle nuove versioni è abilitato
per default.
|
Configurare il LILO
Mentre GRUB può essere una nuova alternativa per molte persone, non è
sempre la scelta migliore. LILO, il LInuxLOader, è il più provato e vero
cavallo da fatica dei bootloaders di Linux. Ecco come installare LILO se lo vuoi usare
al posto del GRUB:
Il primo step è installarlo:
Esempio 54: Emerge LILO |
# emerge lilo
|
Ora è il momento di configurare LILO. Ti darò un piccolo lilo.conf da usare
e ti spiegherò le differenti parti del file.
Esempio 55: Esempio di lilo.conf |
boot=/dev/hda
map=/boot/map
install=/boot/boot.b
prompt
timeout=50
message=/boot/message
lba32
default=linux
image=/boot/vmlinuz-2.4.20
label=linux
read-only
root=/dev/hda5
#For dual booting windows/other OS
other=/dev/hda1
label=dos
|
boot=/dev/hda
dice a LILO di installarsi nel primo disco del primo controller IDE.
map=/boot/map
specifica il map file. In un normale uso, questo non dovrebbe essere modificato.
install=/boot/boot.b
dice a LILO di installare il file specificato come il nuovo settore di boot.
Per un uso normale, questo non dovrebbe essere alterato. Se questa line è omessa, LILO assumerà
un /boot/boot.b di default come file da essere usato.
L'esistenza di prompt
dice a LILO di mostrare qualsiasi cosa sia fornito nella linea message.
Mentre non è raccomandato che tu rimuova la linea prompt, se la devi rimuovere, puoi ancora
avere un prompt premendo il tasto [Shift] mentre la tua macchina parte per il boot.
timeout=50
setta il tempo durante il quale LILO aspetterà qualche input
prima di procedere con il boot di default. Questo è misurato in decine di secondi, con 50 come
default.
message=/boot/message
si riferisce alla shermata che LILO mostra per permetterti
di selezionare il sistema operativo o il kernel da avviare.
lba32
descrive la geometria del disco. Un altro parametro comune è linear.
Non dovresti cambiare questa linea a meno che non sei veramente sicuro di quello che stai facendo.
Altrimenti potresti avere un sistema non bootabile.
default=linux
si riferisce al systema operativo che il LILO avvierà
di default con le opzioni che seguono dopo questa linea
image=/boot/vmlinuz-2.4.20
specifica il kernel da avviare.
label=linux
è il nome del sistema operativo visualizzato nella schermata
del LILO. In questo caso è anche il nome a cui si riferisce la linea di default.
read-only
specifica che la root partition (vedi la riga seguente) è read-only
e non può essere alterata durante il processo di boot.
root=/dev/hda5
dice al LILO quale partizione del disco deve essere usata
come root partition.
Nota: Un ringraziamento a RedHat.com per queste
informazioni. |
Dopo avere editato il nostro lilo.conf, è il momento di eseguire LILO per
caricare queste informazioni nell'MBR:
Esempio 56: Eseguire LILO |
# /sbin/lilo
|
LILO è configurato e ora la tua macchina è pronta per l'avvio in Gentoo Linux!
22.Creazione dei bootdisk
GRUB Bootdisks
È sempre una buona idea creare un dischetto di boot la prima volta che
installiamo una qualsiasi distribuzione Linux. Questa è una sicurezza e
generalmente non è una cattiva idea. Se stai usando qualche tipo di hardware
RAID, puoi avere necessità di creare un GRUB boot disk. Con questi tipi
di hardware RAID non è possibile installare grub dalla tua shell chrooted.
Se questo è il tuo campo crea un GRUB boot disk e quando riavvii la prima volta
potrai installare GRUB sull'MBR. Crea il tuo bootdisk in questo modo:
Esempio 57: Creare un GRUB bootdisk |
# mke2fs /dev/fd0
# mount /dev/fd0 /mnt/floppy
# mkdir -p /mnt/floppy/boot/grub
# cp /usr/share/grub/i386-pc/stage1 /mnt/floppy/boot/grub/
# cp /usr/share/grub/i386-pc/stage2 /mnt/floppy/boot/grub/
# umount /mnt/floppy
# grub
grub> root (fd0)
grub> setup (fd0)
grub> quit
|
Ora riavvia e al prompt del grub del floppy, puoi eseguire i necessari comandi root
e setup.
LILO bootdisk
Anche se stai usando LILO è una buona idea creare un bootdisk:
Esempio 58: Creare un LILO Bootdisk |
# dd if=/boot/your_kernel of=/dev/fd0
|
23.L'installazione è completata!
Gentoo Linux è installato. Rimane solo da
uscire dalla shell, smontare le partizioni e
riavviare il sistema:
Esempio 59: Riavviare il sistema |
# etc-update
# exit
# cd /
# umount /mnt/gentoo/boot
# umount /mnt/gentoo/proc
# umount /mnt/gentoo/dev
# umount /mnt/gentoo
# reboot
|
Nota:
Dopo il riavvio, è una buona idea eseguire il
comando update-modules per creare il file
/etc/modules.conf. Invece di modificare
questo file direttamente, dovresti generalmente
applicare le modifiche al file
/etc/modules.d.
|
Importante:
Ricordati che se stai usando RAID hardware, devi usare il bootdisk
per il primo reboot e fare i passaggi per installare il grub
nell'MBR. Se l'hai fatto, congratulazioni.
|
Se hai qualche domanda o ti piacerebbe essere
coinvolto con gli sviluppatori di Gentoo Linux,
considera di unirti alle nostre mailing lists
gentoo-user e gentoo-dev (c'è un link "click to
subscribe" nel sito ufficiale).
Abbiamo anche una comoda guida
Desktop configuration
guide che ti aiuterà a continuare a
configurare il tuo nuovo sistema Gentoo Linux per la
parte grafica e
un' utile guida Portage user guide
che ti aiuterà a familiarizzare con il sistema
Portage. Puoi trovare il resto della documentazione Gentoo qui. Se hai altre domande che coinvolgono l'installazione
e altre materie, dai una lettura alle Gentoo Linux FAQ.
Benvenuto in Gentoo Linux!
24.Gentoo-Stats
Il programma per le statistiche d'uso di Gentoo Linux è partito come tentativo
di dare agli sviluppatori un modo per capire chi sono gli utilizzatori di base.
Il programma colleziona informazioni circa l'uso di Gentoo Linux e ci aiuta a
dare una priorità alle fasi di sviluppo. L'installazione è
completamente opzionale ma ti saremmo grati se decidi di farla.
Le statistiche possono essere viste si http://stats.gentoo.org/
Il server gentoo-stats assegnerà un ID univoco al tuo sistema.
Questo ID è usato per assicurare che ogni sistema sia contato una sola
volta. Questo ID non sarà usato per identificare individualmente il tuo sistema
e nemmeno per identificare il tuo IP o altre informazioni personali.
È stata presa ogni precauzione per assicurare la tua privacy nel sistema
di sviluppo. Ecco le cose che vengono monitorare dal programma "gentoo-stats":
- pacchetti installati e la loro versione
- informazioni sulla CPU: velocità (MHz), marca, modello, CPU flags (come "mmx" o "3dnow")
- informazioni sulla memoria (RAM fisica disponibile in totale, swap space disponibile in totale)
- schede PCI e chipset delle schede di rete
- il profile Gentoo Linux che sta usando la tua macchina (cioè dove sta puntando il link /etc/make.profile).
Siamo consapevoli che la conoscenza di informazioni sensibili è un pericolo
per molti utenti Gentoo Linux (così come lo è per gli sviluppatori).
-
A meno che tu non lo modifichi, il programma gentoo-stats non trasmetterà
informazioni sensibili come password, dati di configurazione, taglia delle scarpe..
- La trasmissione del tuo indirizzo di email è opzionale ed è
disabilitato di default.
- L'indirizzo IP che origina la trasmissione dei tuoi dati non verrà mai
registrato per poterti identificare. Non c'à l'accoppiata "indirizzo IP/ID del sistema".
L'installazione è semplice, devi solo eseguire i seguenti comandi:
Esempio 60: Installare gentoo-stats |
# emerge gentoo-stats
# gentoo-stats --new
|
Il secondo comando richiederà un nuovo ID per il tuo sistema ed entrerà
automaticamente dentro /etc/gentoo-stats/gentoo-stats.conf.
Puoi dare un'occhiata a questo file per vedere opzioni di configurazione aggiuntive.
Il programma dovrebbe quindi essere eseguito a cadenza regolare
(gentoo-stats non dovrebbe essere eseguito come root).
Aggiungi questa riga al tuo crontab:
Esempio 61: Aggiungere gentoo-stats al cron |
0 0 * * 0,4 /usr/sbin/gentoo-stats --update > /dev/null
|
Il programma gentoo-stats è un semplice script perl che può
essere visto usando un semplice editor.
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