Gentoo Linux Italia

Gentoo Linux 1.4_rc3 Guida all'installazione

Contenuti:

1.Introduzione

Questo nuovo CD di boot dovrebbe partire da tutti i moderni lettori CD-ROM IDE e SCSI. Il Linux incluso nel CD-ROM supporta periferiche IDE (incluse nel kernel) e SCSI (disponibili come modulo). Inoltre, sono provveduti i moduli per tutti i tipi di schede di rete supportati da Linux, così come tutti i tools per la configurazione e l'accesso via ssh alla rete e il download dei files.

I requisiti minimi del sistema sono: processore 486+ con idealmente almeno 64MB di RAM (Gentoo Linux stato installato con successo con 64MB di RAM e 64MB di swap, ma in queste condizioni il processo di installazione è molto lento).

Gentoo Linux può essere installato usando uno dei tre "stage" tarball files La scelta dipende da quanta parte del sistema volete compilare. Lo stage1 è per costruire l'intero sistema da zero. Lo stage2 è per costruire alcune parti del sistema da zero mentre lo stage3 vi permette di risparmiare molto tempo dato che è già ottimizzato per il vostro specifico sistema.

Dovreste scegliere di partire dallo stage1, dallo stage2 o dallo stage3? Se scegliete di partire dallo stage1 avrete il controllo totale sulle ottimizzazioni e sulla funzionalità opzionale usata durante la fase di compilazione che è inizialmente abilitata sul vostro sistema. Questo rende lo stage1 ideale per gli utenti smaliziati che sanno quello che stanno facendo. Con lo stage2 salti il processo di bootstrap, e dovrete accontentarvi delle opzioni di ottimizzazione che abbiamo scelto per il vostro particolare stage2 tarball. Con lo stage3 avrete una installazione molto veloce di Gentoo Linux, ma anche in questo caso dovete accontentarvi delle ottimizzazioni che abbiamo scelto per voi. Questo potrebbe essere sufficiente, dato che le versioni rilasciate di Gentoo Linux hanno lo stage3 specificamente ottimizzato per i più popolari tipi di processori. Se state installando Gentoo Linux per la prima volta, il consiglio è di usare il tarball dello stage3.

Bene, come facciamo ad iniziare il processo di installazione? Prima dovrete decidere quale immagine LiveCD ISO scaricare da http://www.ibiblio.org/gentoo/releases/1.4_rc3/x86/.

I LiveCD sono immagini complete per CD che dovrebbero essere masterizzate su un CDR o CD-RW usando un software per la masterizzazione. Al momento abbiamo due tipi di LiveCD. Il primo con la dicitura "gentoo-basic" è di approssimativamente 40MB e lo trovate nella directory x86/livecd/. Questo CD di piccole dimensioni permette un donwload iniziale e contiene un tarfile stage 1 in /mnt/cdrom/gentoo.

Il secondo gruppo di LiveCD che offriamo è etichettato "gentoo-3stages". Anche questo CD lo trovate nella directory x86/livecd e contiene i tarball stage 1 ,2 e 3. Usando questo CD, sarà possibile installare velocemente un sistema Gentoo Linux completamente funzionante. Che fine hanno fatto i LiveCD per i686, pentium3, athlon, athlon-mp e i pacchetti GRP (Gentoo Reference Platform)? Gentoo 1.4_rc3 è solo una release candidate minima. La 1.4_rc4 tornerà ad essere suddivisa in architetture x86 e conterrà i pacchetti GRP. Se volete installare gli stage ottimizzati per queste architetture o i pacchetti GRP, usate la documentazione per la 1.4_rc2 che potete trovare su http://www.gentoo.org/doc/it/gentoo-x86-1.4_rc2-install.xml.

Importante: Se incontrate qualche problema in qualsiasi parte dell'installazione, potete riportarlo su http://bugs.gentoo.org. Se il bug coinvolge gli sviluppatori del software originale (come ad esempio il team KDE), sarà cura del Gentoo Linux developers occuparsi di farlo avere a chi di dovere.

Ora diamo una rapida occhiata al processo di installazione. Prima dovremo scaricare e masterizzare l'immagine, e quindi riavviare il nostro PC facendogli fare il boot dal LiveCD appena creato. Non appena raggiunto il prompt di root, creeremo le partizioni, i nostri filesystems ed estrarremo uno degli stageNN tarball. Se stiamo usando lo stage1 o lo stage2 tarball, vedremo quali passi compiere per portare il nostro sistema allo stage3. Una volta che il sistema sarà arrivato allo stage3, potremo configurarlo (ottimizzando i files di configurazione, installando il bootloader, etc.), e farlo ripartire avendo un sistema Gentoo Linux completamente funzionale. A seconda dello stage dal quale stiamo partendo, i seguenti sono i requisiti per l'installazione (N.d.T. emerge è il comando per la gestione del software in Gentoo Linux, per cui alcuni dei seguenti termini non sono traducibili):

stage tarball requisiti per l'installazione
1 setup di partizioni e filesystems, emerge sync, bootstrap, emerge system, emerge kernel, configurazione finale
2 setup di partizioni filesystems, emerge sync, emerge system, emerge kernel, configurazione finale
3 setup di partizioni e filesystems, emerge sync (opzionale), configurazione finale

2.Booting

Riavviate il PC facendo il boot dal LiveCD. Dovrete vedere un testo di benvenuto con il logo di Gentoo Linux. In questa schermata potete semplicemente premere Enter per iniziare il processo di boot, premere F2 per visualizzare un aiuto o passare delle opzioni al kernel, digitando gentoo opt1 opt2, ecc. Una volta premuto ENTER, Linux comincerà ad essere caricato da CD. Al termine del boot sarete automaticamente loginati come root e a scopo di sicurezza la password di root sarà impostata ad un valore random. Dovreste ora avere il prompt di root ("#") nella console corrente e poter aprire nuove console premendo Alt-F2, Alt-F3 e Alt-F4. Torniamo alla finestra di partenza premendo Alt-F1.

Avrete probabilmente notato che sopra il prompt # c'è un testo di aiuto che spiega alcune cose su come configurare la scheda di rete e dove poter trovare gli stage tarfile e i pacchetti nel CD.

3.Caricamento dei moduli del kernel

Se non vengono individuate tutte le periferiche automaticamente, potete comunque caricare i moduli appropriati manualmente. Per vedere la lista di tutte le schede di rete supportate, digitate ls /lib/modules/*/kernel/drivers/net/*. Per caricare un particolare modulo, digitate:

Esempio 1: Configurazione dei moduli PCI

# modprobe pcnet32
	(sostituendo a pcnet32 il modulo della vostra scheda di rete)

Se vogliamo riuscire ad accedere ad ogni periferica SCSI che non è stata individuta durante il processo di auto-identificazione, dovremo caricare i moduli appropriati da /lib/modules, usando ancora modprobe:

Esempio 2: Caricamento dei moduli SCSI

# modprobe aic7xxx
# modprobe sd_mod

Con questa serie di comandi modprobe abbiamo abilitato il support per il controller SCSI (aic7xxx) e per i dischi SCSI (sd_mod).

Nota: Il supporto per CD-ROMs e dischi SCSI è incluso nel kernel.

Se state usando RAID hardware, dovrete caricare i moduli per l'ATA-RAID e per il tuo controller RAID

Esempio 3: Caricamento dei moduli RAID

# insmod ataraid    
# insmod pdcraid            
      (Promise Raid Controller)    
# insmod hptraid            
      (Highpoint Raid Controller)    

Il LiveCD di Gentoo dovrebbe aver abilitato il DMA per i vostri dischi. Se così non fosse, potete usare hdparm per settare il DMA sui vostri dischi.

Esempio 4: Settare il DMA

Sostituite a hdX il device del vostro disco. 
# hdparm -d 1 /dev/hdX 
Abilita il DMA 
# hdparm -d1 -A1 -m16 -u1 -a64 /dev/hdX
Abilita il DNA e altre opzioni per aumentare le performance
# hdparm -X66 /dev/hdX 
Forza/abilita l' Ultra-DMA -- pericoloso -- può causare confusione in alcuni drives 

4.Configurazione della rete

E' già tutto a posto? 

Se state usando un liveCD 1.4_rc3 o successivo, è possibile che la rete sia già stata configurata automaticamente. Se è così potreste essere in grado di usare molti dei comandi orientati alla rete inclusi nel LiveCD come, tra gli altri, ssh, scp, ping, irssi, wget e lynx.

Se la configurazione della rete è andata a buon fine, il comando /sbin/ifconfig dovrebbe mostrarvi le interfacce di rete come lo e eth0:

Esempio 5: /sbin/ifconfig per schede di rete configurate

eth0      Link encap:Ethernet  HWaddr 00:50:BA:8F:61:7A
          inet addr:192.168.0.2  Bcast:192.168.0.255  Mask:255.255.255.0
          inet6 addr: fe80::50:ba8f:617a/10 Scope:Link
          UP BROADCAST RUNNING MULTICAST  MTU:1500  Metric:1
          RX packets:1498792 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
          TX packets:1284980 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
          collisions:1984 txqueuelen:100
          RX bytes:485691215 (463.1 Mb)  TX bytes:123951388 (118.2 Mb)
          Interrupt:11

Potete anche provare ad eseguire un ping verso il DNS server del vostro provider (che trovate in /etc/resolv.conf) e verso un sito Web di vostra scelta, giusto per vedere che tutti i pacchetti raggiungano la rete e la risoluzione dei nomi DNS funzioni correttamente.

Esempio 6: Test della rete

# ping www.gentoo.com 

Riuscite ad usare la rete? Allora potete saltare il resto di questa sezione.

Configurazione del PPPoE  

Assumendo che abbiate bisogno di PPPoE per connettervi a internet, su qualsiasi versione del livecd abbiamo cercato di rendervi le cose più facili includendo rp-pppoe. Usate lo script adsl-setup per configurare la vostra connessione. Vi verrà richiesto il device a cui è connesso il vostro modem adsl, il vostro username e la password, l'indirizzo del DNS, e se avete bisogno di un firewall minimo oppure no.

Esempio 7: Configurazione di PPPoE

#  adsl-setup 
#  adsl-start 

Se qualcosa andasse storto, assicuratevi che lo username e la password che avete immesso siano esatti dando un'occhiata al file /etc/ppp/pap-secrets o /etc/ppp/chap-secrets, e che state usando il corretto device ethernet.

Configurazione automatica della rete 

Se la configurazione automatica non è andata a buon fine, la via più semplice per configurare la rete è eseguire lo script net-setup:

Esempio 8: Net-Setup Script

# net-setup eth0

Naturalmente se preferite, potete ancora configurare il network manualmente.

Configurazione manuale del DHCP 

Configurare una rete DHCP è semplice; se il vostro provider non usa DHCP, passate al paragrafo "Configurazione statica".

Esempio 9: Configurazione di una rete DHCP

# dhcpcd eth0 

Nota: Alcuni provider richiedono un hostname. Per fare questo aggiungete un flag -h nomehost nella riga di comando del dhcpcd.

Non vi spaventate se ricevete messaggi di avviso dadhcpConfig; niente panico; gli errori non sono quasi mai degni di nota. Potete continuare col paragrafo "Test della rete".

Configurazione manuale della rete 

E' necessario configurare la rete per scaricare i sorgenti e costruire la vostra Gentoo Linux. Digitate i seguenti comandi sostituendo a $IFACE la vostra interfaccia di rete (di solito eth0), a $IPNUM il vostro indirizzo IP, a $BCAST il vostro indirizzo di broadcast, e a $NMASK la vostra network mask. Per il comando route, invece, sostituite a $GTWAY l'indirizzo IP del vostro gateway.

Esempio 10: Configurazione della rete con IP statico

# /sbin/ifconfig $IFACE $IPNUM broadcast $BCAST netmask $NMASK
# /sbin/route add -net default gw $GTWAY netmask 0.0.0.0 metric 1

E' il momento di creare il file /etc/resolv.conf in modo tale che sia possibile la risoluzione dei nomi. (In questo modo possiamo raggiungere siti Web/FTP direttamente col nome piuttosto che attraverso l'indirizzo IP).

Segue un esempio da seguire per la creazione del vostro /etc/resolv.conf:

Esempio 11: esempio di /etc/resolv.conf

domain mydomain.com
nameserver 10.0.0.1
nameserver 10.0.0.2

Sostituite a 10.0.0.1 e a 10.0.0.2 l'indirizzo IP del vostro server DNS primario e secondario.

Configurazione della rete con un Proxy 

Se siete all'interno di un proxy, è necessario configurare il vostro proxy prima di continuare. Per questo dovremo esportare alcune variabili.

Esempio 12: Configurazione di un proxy

# export http_proxy="machine.company.com:1234" 
# export ftp_proxy="$http_proxy" 
# export RSYNC_PROXY="$http_proxy" 

La rete funziona! 

La rete dovrebbe essere ora configurata e funzionante. Dovreste essere in grado di usare i comandi ssh, scp, lynx, irssi e wget per connettervi ad altre macchine nella vostra LAN o ad Internet.

5.Aggiorniamo la data e l'ora del nostro sistema

E' necessario aggiornare la data e l'ora del nostro sistema. Possiamo farlo usando il comando date

Esempio 13: Aggiornamento della data del sistema

# date
Thu Feb 27 09:04:42 CST 2003
(Se la data è sbagliata correggetela col comando che segue)
# date 022709042003
(date MMDDhhmmCCYY)

6.Partizioniamo il disco

Ora che il kernel può vedere la vostra scheda di rete e il controller dei dischi, è il momento di creare le partizioni del disco per la vostra Gentoo Linux.

Facciamo ora una breve panoramica sulle partizioni standard Gentoo Linux. Creeremo almeno tre partizioni: una partizione di swap, una root partition (per contenere il grosso di Gentoo Linux), e una partizione di boot. Quest'ultima è destinata a contenere le informazioni del GRUB boot loader e il(i) kernel(s) di Linux. La partizione di boot ci permette di avere un posto sicuro dove mettere tutto ciò che è collegato al booting di Linux. Durante il normale lavoro quotidiano col nostro Gentoo Linux, la partizione di boot dovrebbe rimanere unmounted. Questo previene che il kernel divenga inutilizzabile ( a causa di una corruzione del filesystem) nell'eventualità di un crash del sistema, prevenendo il problema del cane che si morde la coda, dove il GRUB non può leggere il kernel (data l'inconsistenza del filesystem) e dall'altra parte non si può riportare il filesystem ad uno stato consistente (dato che non possiamo fare il boot!).

Veniamo ora ai tipi di filesystem. Per ora abbiamo cinque filesystems disponibili: XFS, ext2, ext3 (journaling), jfs e ReiserFS. ext2 è il vero e proprio filesystem di Linux ma non supporta la tecnologia journaling. ext3 è la nuova versione di ext2 con sia la tecnologia meta-data journaling che l'ordered data write. ReiserFS è un filesystem basato su B*-tree che promette una buona performance su file di piccole dimensioni e velocità superiori a ext2 e ext3 con file di dimensioni minori di 4k, spesso di un fattore 10x-15x. ReiserFS scala inoltre molto bene e supporta il metadata journaling. Dal kernel 2.4.18+, ReiserFS ha raggiunto la solidità che lo porta ad essere raccomandato caldamente. XFS è un filesystem ad alte prestazioni con tecnologia meta-data journaling che è completamente supportato in Gentoo Linux col kernel xfs-sources, ma non è generalmente raccomandato a causa della sua tendenza a perdere i dati che sono stati modificati recentemente se il sistema si chiude o si riavvia inaspettatamente (per esempio a causa di un calo di tensione elettrica). Veniamo alla fine al jfs, il filesystem journaling ad alte prestazioni di IBM. Data la sua oscurità, non possiamo fare commenti positivi o negativi sulla sua stabilità.

Se siete interessati al filesystem più standard, usate ext2. Se siete interessati al filesystem più sicuro, usate ext3. Se siete invece interessati ad un filesystem ad alte prestazioni con il supporto journaling, usate ReiserFS; sia ext3 che ReiserFS sono maturi e perfezionati. Queste sono le partizioni raccomandate e la loro dimensione:

Partizione Dimensione Tipo esempio di device
partizione di boot, contiene il kernel(s) e informazioni per il boot 100 Megabytes ext2/3 raccommandate; se scegliete ReiserFS montate il filesystem con l'opzione -o notail /dev/hda1
partizione di swap (non ha il limite di 128 Megabyte) Generalmente, a meno che non si tratti di un server, la dimensione dello swap space può essere molto flessibile. Consultate la tabella che segue per una linea guida sullo swap space. Linux swap /dev/hda2
partizione root, contiene i principali filesystems (/usr, /home, etc) >=1.5 Gigabytes ReiserFS, ext3 raccomandate; ext2 ok /dev/hda3
RAM fisica Dimensione Swapspace
0-48MB RAM 048-064MB RAM 064MB-128MB RAM 128-256MB RAM 256-512MB RAM
720MB 702MB 640MB 256MB

Prima di creare le vostre partizioni, è veramente una buona idea inizializzare il vostro HD usando dd. Facendo questo siamo sicuri che i nuovi filesystem non saranno mal identificati dal programma di mount di Linux. Per questo dovrete eseguire:

Esempio 14: Inizializzare i primi 1024 settori dell'HardDisk

# dd if=/dev/zero of=/dev/hdxy bs=1K count=1 
Sostituite a /dev/hdxy il device che volete "pulire"

Attenzione: Il summenzionato comando distruggerà tutti i dati di /dev/hdxy. Fate attenzione e controllate due volte la partizione avete specificato per la pulitura. Se sbagliate, il risultato potrebbe essere la perdita di tutti i vostri dati.

A questo punto, creiamo le partizioni usando fdisk. Notate che le partizioni dovrebbero essere di tipo 82 per lo swap e 83 per i filesystems regolari (sia ReiserFS o ext2/3).

Nota: cfdisk è incluso nel CD di installazione ed è *considerabilmente* facile da usare rispetto a fdisk. Digitate cfdisk per eseguirlo. Per default cfdisk usa /dev/hda come disco. Se /dev/hda non è il disco che volete partizionare, date a cfdisk come parametro il giusto device. Per esempio: cfdisk /dev/hde

Nota: Se ricevete istruzioni da fdisk o cfdisk di riavviare il sistema, fatelo in modo da far scoprire al sistema le nuove partizioni.

Nota: Se state usando il RAID le vostre partizioni saranno leggermente diverse. Avrete partizioni come queste: /dev/ataraid/discX/partY X è l'array che avete creato, così se avete creato solo 1 array sarà disc0. Y è il numero di partizione come in /dev/hdaY

Una volta create le partizione, dobbiamo inizializzare i filesystems che saranno usati per immagazzinare i nostri dati. Inizializzate la partizione di swap come segue:

Esempio 15: Inizializzazione dello SWAP

# mkswap /dev/hda2

Possiamo usare il comando mke2fs per creare filesystems di tipo ext2:

Esempio 16: Creazione di un filesystem ext2

# mke2fs /dev/hda1

Per create filesystem XFS usiamo il comando mkfs.xfs:

Esempio 17: Creazione di un filesystem xfs

# mkfs.xfs /dev/hda3

Nota: Potete voler aggiungere un paio di flags in più al comando mkfs.xfs: -d agcount=3 -l size=32m. Il flag -d agcount=3 abbassa il numero dei gruppi di allocazione. XFS insiste usando almeno 1 gruppo di allocazione per ogni 4 GB di partizione, così, per esempio, se avete una partizione di 20GB avrete bisogno di 5 gruppi (agcount) come minimo. Il flag -l size=32m porta a 32 MB la size del journal, incrementando le performance.

Attenzione: Se state installando una partizione XFS su una preesistente ReiserFS, il successivo tentativo di montarla con mount -t xfs può fallire. La soluzione è azzerare la partizione prima di create il filesystem XFS: dd if=/dev/zero of=/dev/hdx bs=1k.

Se preferite usare ext3, potete creare la partizione usando mke2fs -j:

Esempio 18: Creazione di un filesystem ext3

# mke2fs -j /dev/hda3

Nota: Potete trovare maggiori informazione su come usare ext3 su Linux 2.4 all'indirizzo http://www.zip.com.au/~akpm/linux/ext3/ext3-usage.html.

Per creare un filesystem ReiserFS, usate il comando mkreiserfs:

Esempio 19: Creazione di un filesystem ReiserFS

# mkreiserfs /dev/hda3

Per creare un filesystem JFS, usate il comando mkfs.jfs.

Esempio 20: Creazione di un filesystem JFS

# mkfs.jfs /dev/hda3

7.Fare il mount delle partizioni

E' il momento di attivare la vostra partizione di swap, che vi servirà in seguito come memoria virtuale aggiuntiva:

Esempio 21: Attiviamo lo SWAP

# swapon /dev/hda2

Poi, creerete i mountpoints (letteralmente: punti di montaggio) /mnt/gentoo e /mnt/gentoo/boot, e quindi vi monterete i vostri filesystems.

Esempio 22: Creazione dei mount points

# mkdir /mnt/gentoo
# mount /dev/hda3 /mnt/gentoo
# mkdir /mnt/gentoo/boot
# mount /dev/hda1 /mnt/gentoo/boot

Se avete deciso di creare /usr o /var come partizioni separate, dovrebbero essere rispettivamente montate in /mnt/gentoo/usr e /mnt/gentoo/var. (N.d.T. la partizione /var dovrà essere molto campiente in quanto conterrà la directory temporanea del sistema Portage per la compilazione dei pacchetti.)

Importante: Se la partizione di boot (dove risiede il kernel) è ReiserFS, dovete essere sicuri di montarla con l'opzione -o notail in modo tale che GRUB possa essere installato correttamente. Dovete anche assicurarvi che notail termini la riga che si riferisce alla partizione di boot in /etc/fstab. Ritorneremo brevemente su questo punto.

Importante: Se state avendo problemi a montare la vostra partizione di boot con ext2, riprovate usando mount /dev/hXX /mnt/gentoo/boot -t ext2

8.Ottenere il stage-x tarfile desiderato

Se state usando il LiveCD 3stages avete già tutti gli stage tarballs disponibili sul CD. In questo caso, copiate il tarball che avete scelto in /mnt/gentoo

Alternativamente, se avete il basic LiveCD, il tarball stage1 è ancora disponibile sul CD in /mnt/cdrom/gentoo. Dovrete in seguito fare comunque un download degli altri stage e metterli in /mnt/gentoo.

Esempio 23: Download degli stages richiesti

# cd /mnt/gentoo
Usate lynx per scaricare il tarball:
# lynx http://www.ibiblio.org/pub/Linux/distributions/gentoo/releases/1.4_rc3/x86/

    Usate i tasti cursore Up e Down (o il tasto TAB) per andare nella
    directory corretta ed evidenziare lo stage che volete scaricare. Premete d per iniziare
    il download, salvate il file e uscite dal browser.
    O usate wget da linea di comando:

# wget inserite qui l'URL del tarball con lo stage che volete

9.Scomprimere l'immagine che desiderate usare

E' ora il momento di estrarre il tar file dello stage che avete scelto in /mnt/gentoo. Devrete estrarre solo lo stage da cui volete partire, se avete scelto di partire dallo stage3 dovrete estrarre solo il tarball stage3. Quindi faremo il chroot della nuova installazione di Gentoo Linux.

Importante: Ricordatevi di usare l'opzione p col comando tar. Altrimenti alcuni files potrebbero ricevere permessi errati .

Se state usando il metodo di installazione "from scratch, build everything" ("costruisci tutto da zero"), dovrete usare l'immagine stage1-ix86-1.4_rc3.tbz2. Se invece state usando uno dei CD di grosse dimensioni, avrete anche la possibilità di scegliere tra le immagini stage2 e stage3. Queste immagini vi permettono di risparmiare tempo a spesa della configurabilità dato che abbiamo scelto noi le ottimizzazione per il compilatore e le variabili USE di default.

Esempio 24: Scomprimere lo stage

# cd /mnt/gentoo
# tar -xvjpf /mnt/cdrom/gentoo/stage?-*.tbz2
# mount -o bind /proc /mnt/gentoo/proc
# cp /etc/resolv.conf /mnt/gentoo/etc/resolv.conf

Esempio 25: Entriamo nell'ambiente chroot

# chroot /mnt/gentoo /bin/bash
# env-update
Regenerating /etc/ld.so.cache...
# source /etc/profile
# 
I passi summenzionati aggiornano i percorsi di ricerca della shell.

Dopo aver eseguito questi comandi, siete "dentro" l'ambiente Gentoo Linux.

10.Scarichiamo il Portage Tree corrente usando sync

Dovrete ora eseguire emerge sync. Questo vi assicura di avere la copia più recente del Portage tree.

Esempio 26: Aggiornamento usando sync

# emerge sync
# export CONFIG_PROTECT="-*"
# export USE="-* bootstrap build"
# emerge portage
# unset USE

Verrà scaricato il Portage Tree e memorizzato in /usr/portage; la sua dimensione è di circa 90Mb senza tarballs.

Nota: La linea export CONFIG_PROTECT="-*" assicura che ogni nuovo script installato in /etc possa sovrascrivere gli script precedenti ( memorizzati in sys-apps/baselayout), bypassando il supporto per la gestione dei file di configurazione del Portage. Digitate emerge --help config per maggiori dettagli.

11.Stabilire le ottimizzazioni (make.conf)

Ora che stiamo lavorando su una copia del Portage tree, coloro che usano lo stage1 devono effettuare il bootstrap del Gentoo Linux procedendo secondo le istruzioni che seguono. Primo: editare il file /etc/make.conf. In questo file dovremo definire ad ok i vari flag USE che servono a specificare quali funzionalità supplementari si vogliono includere nella costruzione dei pacchetti. In genere i settaggi di default sono accettabili (ovvero un USE vuoto o non configurato). Maggiori informazioni sui flag di USE possono essere trovate qui. Una lista completa dei flag USE la potete trovare qui. Si dovrebbero definire in modo appropriato anche i flag CHOST, CFLAGS e CXXFLAGS a seconda dal tipo di sistema che si vuol creare (potete trovare esempi documentati direttamente in questo file). Questi setting saranno usati per dire ai compilatori C e C++ come ottimizzare il codice che deve essere generato per il vostro sistema. E' comune, per esempio, per utenti con processori Athlon XP specificare un flag "-marc=athlon-xp" sia in CFLAGS che in CXXFLAGS in tal modo tutti i pacchetti saranno compilati e ottimizzati per il set di istruzioni e performance caratteristiche del processore in uso. Il file /etc/make.conf contiene una guida generale per i settaggi propri di CFLAGS e CXXFLAGS.

Se necessario, potremmo anche settare le informazioni sul proxy nel caso vi trovaste dietro un firewall.

Esempio 27: Editiamo il make.conf

# nano -w /etc/make.conf (Aggiustiamo questi settaggi)

Nota: Coloro che hanno bisogno di una 'regolazione fine' del processo di costruzione potrebbero dare uno sguardo al file /etc/make.globals. Questo file comprende i parametri di defaults di Gentoo e non dovrebbe mai essere modificato. Se i parametri di defaults non sono sufficienti, i nuovi valori dovrebbero essere messi in /etc/make.conf, i valori dei parametri di /etc/make.conf sovrascrivono gli stessi in /etc/make.globals. Se siete interessati ad un aggiustamento fine dei settings di USE, guardate in /etc/make.profile/make.defaults. Se volete disabilitare alcuni settings di USE, aggiungete in /etc/make.conf USE="-flag" per disabilitare flag. (N.d.T.: p.e. USE="gnome" includerà gnome nella compilazione di programmi che potrebbero avere qualche feature in più includendo gnome, ma che sostanzialmente non ne hanno bisogno per il corretto funzionamento, mentre USE="-gnome" non includerà gnome.)

12.Partendo dallo Stage1

Il tarball stage1 è per costruire un sistema completamente personalizzato e ottimizzato. Se avete scelto questo tarball state probabilmente cercando di avere un sistema ultra ottimizzato. Buon divertimento, perché l'ottimizzazione è la cosa più importante di Gentoo Linux. L'installazione partendo dallo stage1 prende diverso tempo, ma il risultato è che il sistema è stato ottimizzato per essere un fondamento specifico per la tua macchina su cui costruire secondo le vostre necessità.

E' giunto il momento di far partire il processo di 'bootstrap'. Il processo durerà almento 2 ore su un AMD 1200MHz. Durante questo tempo, l'immagine estratta verrà preparata per l'installazione del resto del sistema. Il compilatore GNU GCC verrà compilato così come le librerie GNU C. La compilazione di questi componenti richiede parecchio tempo e costituisce la maggior parte del processo di bootstrap.

Esempio 28: Bootstrapping

# cd /usr/portage
# scripts/bootstrap.sh

E' iniziato il processo di "bootstrap".

Nota: Portage usa per default /var/tmp durante la fase di complilazione dei pacchetti, usando spesso centinaia di megabyte come area di memorizzazione temporanea. E' possibile cambiare la directory dove Portage stora temporaneamente i suoi files, aggiustando la variabile PORTAGE_TMPDIR prima di far partire il processo di bootstrap come segue:

Esempio 29: Cambiare la directory temporanea del PORTAGE

# export PORTAGE_TMPDIR="/altradir/tmp"

Il comando bootstrap.sh compilerà i pacchetti binutils, gcc, gettext e glibc, ricompilando binutils, gcc e gettext dopo la costruzione delle glibc. Inutile dirlo, questo processo durerà un pò di tempo. Una volta che il processo è completato, il vostro sistema è in "stage2" il che significa che potete andare alle istruzione relative allo stage2.

13.Partendo dallo Stage2

Il tarfile stage2 ha già il bootstrapping fatto per voi. Tutto quello che dovete fare è installare il resto del sistema.

Nota: Se non l'avete ancora fatto, editate /etc/make.conf a vostro piacimento.

Esempio 30: Installazione del resto del sistema

# emerge -p system
	[lista dei pacchetti che devono essere installati]
# emerge system

Questo step prenderà un pò di tempo per costruire l'intero sistema di base. Il lato positivo è che avrete un sistema veramente ottimizzato. D'altra parte dovrete trovare qualcosa da fare. Vi suggerisco una buona lettura o un buon videogioco.

Quando emerge system è terminato, sarete giunti in uno stadio equivalente allo stage3. A questo punto potete seguire le istruzioni per lo stage3 e completarlo. In questo modo avrete il vostro sistema pronto e aggiornato col Portage corrente. Non è necessario, ma è raccomandato farlo.

14.Partendo dallo Stage3

Il tarfile stage3 è configurato per il vostro sistema. Non c'è molto da fare per questo stage, ma è una buona idea aggiornare il vostro sistema con gli ultimi pacchetti disponibili.

Nota: Se non lo avete già fatto, editate /etc/make.conf e adattatelo alle vostre esigenze.

Esempio 31: Avere tutto aggiornato

# emerge sync
# emerge -up world
lista i [pacchetti] che devono essere installati
# emerge -u world

15.Timezone

A questo punto dovreste avere un sistema che è pronto per la configurazione finale. Partiremo col configurare la timezone.

Cercate la vostra Timezone ( o GMT se state usando il Greenwich Mean Time) in /usr/share/zoneinfo. Poi, create un link simbolico come segue:

Esempio 32: Selezionare la timezone

# ln -sf /usr/share/zoneinfo/path/to/timezonefile /etc/localtime

16.Installare il kernel e il System Logger

Nota: Se non l'avete ancora fatto, editate /etc/make.conf a vostro piacimento.

Avete ora bisogno di scaricare i sorgenti del kernel di Linux. Ecco quelli disponibili:

ebuild descrizione
gentoo-sources Il nostro avanzato e performante kernel (non include il supporto per XFS)
xfs-sources Il kernel di SGI con supporto XFS
openmosix-sources Un classico kernel patchato per il supporto di openMosix una tecnologia load-balancing/clustering
usermode-sources Un classico kernel patchato per il supporto dello User-Mode Linux. (tecnologia "Linux inside Linux")
vanilla-sources Il classico kernel, come lo scaricheresti da kernel.org

Attenzione: Se stai configurando il tuo kernel, fai attenzione alle opzione grsecurity. Se scegli un livello di sicurezza troppo aggressivo, certi programmi (come X) potrebbero non funzionare correttamente. Se sei in dubbio, non selezionare le opzioni grsecurity.

Sceglietene uno e uniscilo (merge) al sistema:

Esempio 33: Installare i sorgenti del kernel

# emerge sys-kernel/gentoo-sources

una volta che il kernel è disponibile, è il momento di personalizzarlo e compilarlo:

Notate che /usr/src/linux è un link simbolico ai sorgenti del kernel attualmente installato e che è settato automaticamente dal Portage al momento dell'emerge. Se avete più di un kernel, è necessario settare il link /usr/src/linux affinché punti ai sorgenti corretti prima di procedere.

Esempio 34: Compilazione del kernel

# cd /usr/src/linux
# source /etc/profile
Questo per aggiornare i vostri path. Se ottienete un errore che dice gcc not found,
questo è ciò che dovete fare.
# make menuconfig
# make dep && make clean bzImage modules modules_install
# cp /usr/src/linux/arch/i386/boot/bzImage /boot

Attenzione: Affinché il vostro kernel funzioni a dovere, ci sono alcune opzioni che dovrete essere sicuri siano incluse nel kernel e non compilate come modulo. Assicuratevi di abilitare "ReiserFS" se avete partizioni di questo tipo; la stessa cosa vale per "Ext3". Se state usando partizioni XFS, abilitate l'opzione "SGI XFS filesystem support". E' sempre una buona idea lasciare il supporto per ext2 abilitato sia che lo usi o no. Seguono alcune opzioni comuni di cui avrete bisogno:

Esempio 35: opzioni make menuconfig

Code maturity level options --->
  [*] Prompt for development and/or incomplete code/drivers"
(Avete bisogno di questo per delle opzioni che seguono.)
     ...

File systems --->
  <*> Reiserfs support
(Solo se avete partizioni ReiserFS.)
       ... 
  <*> Ext3 journalling file system support
(Solo se avete partizioni ext3.)
       ...
  [*] Virtual memory file system support (former shm fs)
(Richiesto per Gentoo Linux.)
       ...
  <*> JFS filesystem support
(Solo se avete partizioni JFS.)
       ...
  [*] /proc file system support
(Richiesto per Gentoo Linux.)
  [*] /dev file system support (EXPERIMENTAL)
  [*]   Automatically mount at boot          
(Richiesto per Gentoo Linux.)
  [ ] /dev/pts file system for Unix98 PTYs
(Disabilita questa, non è necessaria.)
       ...
  <*> Second extended fs support
(Solo se avete partizioni ext2.)
       ...
  <*> XFS filesystem support
(Solo se avete partixioni XFS.)

Se state usando RAID hardware avrete bisogno di abilitare un paio di opzioni in più nel kernel: Per controllers Highpoint RAID abilitate il supporto per il chipset hpt366, per i controllers IDE RAID e Highpoint 370 software RAID. Per i controllers Promise abilitate il supporto PROMISE PDC202{46|62|65|67|68|69|70}, per i controllers IDE RAIDS e Support Promise software RAID (Fasttrak(tm))

Se usate PPPoE per connettervi ad internet, avrete bisogno delle seguenti opzioni nel kernel (preferibilmente come moduli): "PPP (point-to-point protocol) support", "PPP support for async serial ports", "PPP support for sync tty ports". Le due opzioni relative alla compressione non sono strettamente necessarie così come "PPP over Ethernet" che potrebbe essere usata solo da rp-ppoe quando il kernel è in modalità PPPoE.

Se avete un masterizzatore IDE, avrete bisogno di abilitare l'emulazione SCSI nel kernel. Abilitate "ATA/IDE/MFM/RLL support" ---> "IDE, ATA and ATAPI Block devices" ---> "SCSI emulation support" (abilitato di solito come modulo), qundi sotto "SCSI support", abilitate "SCSI support", "SCSI CD-ROM support" e "SCSI generic support" (abilitati come moduli anche questi). Se avete scelto di usarli come moduli, allora digitate echo -e "ide-scsi/nsg/nsr_mod" >> /etc/modules.autoload per averli automaticamente al boot.

Nota: Per coloro che lo preferiscono, è possibile installare una Gentoo Linux con kernel 2.2. Per questo c'è da pagare un prezzo: perdere le ottime features che sono prerogativa della serie 2.4 del kernel (come il support per filesystems di tipo XFS e tmpfs, iptables, e altro), anche se Gentoo Linux con kernel 2.2 può essere aggiornato per il support ReiserFS e devfs. Gli scripts di boot di Gentoo Linux richiedono che tmpfs o ramdisk siano supportati dal kernel, così coloro che vogliono usare il kernel 2.2 devono essere sicuri di avere il support per ramdisk incluso nel kernel e non compilato come modulo. E' vitale che un flag gentoo=notmpfs sia aggiunto in /boot/grub/menu.lst nella linea del kernel per la serie 2.2 in modo tale che gli scripts di boot montino ramdisk invece di tmpfs. Se scegliete di non usare devfs, devrete aggiungere una riga del tipo gentoo=notmpfs,nodevfs.

Il nuovo kernel e i suoi moduli sono ora installati. C'è ora bisogno di scegliere il sistema di logging che dovrebbe essere installato. E' disponibile il tradizionale sistema di logging sysklogd. Ma ci sono anche syslog-ng e metalog. Utenti che preferivano sysklogd (che non brilla per le prestazioni) si stanno rivolgendo verso syslog-ng e metalog. Se siete in dubbio, potete provare metalog che sembra essere abbastanza popolare. Per installare il logger scelto, digitate uno dei seguenti quattro comandi:

Esempio 36: Installazione di un sistema di log

# emerge sys-apps/sysklogd
# rc-update add sysklogd default
o
# emerge app-admin/syslog-ng
# rc-update add syslog-ng default
o
# emerge app-admin/metalog
# rc-update add metalog default
o
# emerge app-admin/msyslog
# rc-update add msyslog default

Attenzione: Nel caso di syslog-ng avrete bisogno di creare /etc/syslog-ng/syslog-ng.conf. Potete trovarne un esempio in /etc/syslog-ng.

Importante: Metalog scrive il suo output su disco a blocchi, così i messaggi non sono immediatamente registrati nei logs di sistema. Se state provando a testare un daemon, questa caratteristica (che ne migliora le prestazioni) potrebbe non essere la soluzione migliore. Una volta che il sistema e' a regime potete provare a mandare al daemon di metalog un segnale di tipo USR1 che temporaneamente dovrebbe disabilitare il suddetto comportamento (il buffering dei messaggi prima discriverli in blocco). Questo significa che tail -f /var/log/logfile dovrebbe funzionare come ci aspettiamo. Per tornare alla situazione standard invieremo un nuovo segnale, questa volta di tipo USR2. Se volete disabilitare permanentemente il buffering, potete cambiare l'opzione METALOG_OPTS da "-B" a "-B -s" in /etc/conf.d/metalog.

Se volete, potete ora scegliere il pacchetto cron che preferite. Per ora offriamo, dcron, fcron e vcron. Se non sapete quale scegliere tra questi, potete usare vcron. I pacchetti possono essere installati come segue:

Esempio 37: Installazione di un pacchetto cron

# emerge sys-apps/dcron
# crontab /etc/crontab
o
# emerge sys-apps/fcron
# crontab /etc/crontab
o
# emerge sys-apps/vcron
# crontab /etc/crontab
Non dimenticate di aggiungere il vostro *cron all'appropriato init level.
# rc-update add *cron default

Per maggiori informazioni sui programmi e daemon che partono al boot, date un'occhiata alla guida rc-scripts.

17.Installazione di altri pacchetti necessari

Se avete bisogno di rp-pppoe per connettervi alla rete, siate consci che a questo punto non è stato ancora installato. Potrebbe essere una buona cosa farlo ora.

Esempio 38: Installazione di rp-pppoe

# USE="-X" emerge rp-pppoe

Nota: Con l'impostazione USE="-X" impediamo che pppoe installi l'interfaccia grafica opzionale, il che è una buona cosa in quanto verrebbe installato anche l'ambiente grafico X con tutte le sue dipendenze. Potrete sempre ricompilare rp-pppoe con il supporto X in seguito.

Nota: Notate che adesso rp-pppoe è installato ma non configurato. Dovrete configurarlo usando adsl-setup dopo aver riavviato Gentoo per la prima volta.

Potreste aver bisogno di installare pacchetti addizionali nel Portage tree, se state usando ad esempio XFS, ReiserFS o LVM. Per XFS, dovreste installare il pacchetto xfsprogs:

Esempio 39: Installazione dei tools per i filesystem

# emerge sys-apps/xfsprogs
Se state usando ReiserFS, dovreste installare i tools di ReiserFS:
# emerge sys-apps/reiserfsprogs
Se state usando JFS, dovreste installare i tools JFS:
# emerge jfsutils
Se invece state usando LVM, dovreste installare il pacchetto lvm-user:
# emerge sys-apps/lvm-user

Se state usando un laptop e volete usare gli slots PCMCIA al vostro primo reboot, dovrete installare il pacchetto pcmcia-cs.

Esempio 40: Emerge pcmcia-cs

# emerge sys-apps/pcmcia-cs

Attenzione: Dovrete reinstallare pcmcia-cs dopo l'installazione per far si che PCMCIA lavori correttamente.

18.Modifica di /etc/fstab per la vostra macchina

Il vostro sistema Gentoo Linux è ormai pronto all'uso. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è di configurare alcuni importanti file di sistema e installare il GRUB boot loader. Il primo file che abbiamo bisogno di configurare è /etc/fstab. Ricordate che se avete scelto una partizione di boot di tipo ReiserFS dovrete aggiungere una opzione notail. Ricordatevi inoltre di specificare il tipo di filesystem appropriato per ogni partizione (ext2, ext3 o reiserfs).

Usate qualcosa tipo l' /etc/fstab mostrato sotto, ma naturalmente sostituite "BOOT", "ROOT" e "SWAP" con i block devices che avete scelto di usare (hda1, hda2, ecc.).

Esempio 41: Configurazione dell'fstab


# /etc/fstab: static file system information.
#
# noatime turns of atimes for increased performance (atimes normally aren't
# needed; notail increases performance of ReiserFS (at the expense of storage
# efficiency).  It's safe to drop the noatime options if you want and to 
# switch between notail and tail freely.

# <fs>          	<mountpoint>    <type>  	<opts>      		<dump/pass>

# NOTE: If your BOOT partition is ReiserFS, add the notail option to opts.

/dev/BOOT		/boot		    ext2		noauto,noatime	1 2
/dev/ROOT		/		        ext3		noatime			0 1
/dev/SWAP		none            swap		sw			    0 0
/dev/cdroms/cdrom0	/mnt/cdrom	iso9660		noauto,ro		0 0
proc			/proc           proc		defaults		0 0

Attenzione: Notate che /boot NON E' montato al boottime. Questo per proteggere i dati in /boot dal pericolo di corruzione. Se avete bisogno di accedere a /boot ricordati di montarlo!

Diamo una password a root 

Prima di dimenticarcene, diamo una password a root digitando:

Esempio 42: Cambiamo la password di root

# passwd

Vorrete anche aggiungere un altro user oltre a root, per un uso quotidiano. Per questo consultate le Gentoo FAQ.

Impostimo il nome della macchina 

Create questo file in modo da contenere il fully-qualified domain name della vostra macchina su una singola riga, p.e. nomemacchina.nomedominio.it.

Esempio 43: Impostare l'hostname

# echo nomemacchina.nomedominio.it > /etc/hostname

Modifichiamo /etc/hosts 

Questo file contiene una lista di indirizzi IP associati al relativo hostname. E' usato dal sistema per risolvere indirizzi IP di macchine che possono non essere nel tuo DNS server. Segue un templato di questo file:

Esempio 44: Editare il file /etc/hosts

127.0.0.1      localhost
# la prossima riga contiene l'IP della vostra macchina associato al suo nome

192.168.1.1    nomemacchina.nomedomimio	 nomemacchina

Nota: Se siete in una rete DHCP, potrebbe essere utile impostare localhost col nome del attuale della macchina. Questo aiuterà GNOME e altri programmi nella risoluzione dei nomi.

Configurazione finale della rete 

Aggiungete il nome di ogni modulo necessario per il corretto funzionamento del vostro sistema in /etc/modules.autoload (potete anche aggiungere le opzioni necessarie sulla stessa riga). Alla partenza di Gentoo Linux, questi moduli verranno automaticamente caricati. Particolarmente importanti sono i moduli relativi alla scheda di rete (naturalmente se li avete compilati come moduli ;-)):

Esempio 45: /etc/modules.autoload

Assumendo che stiate usando una scheda di rete 3COM.
Controllate  /lib/modules/`uname -r`/kernel/drivers/net per la vostra scheda.

3c59x

Editate lo script /etc/conf.d/net per avere la rete configurata per il primo boot:

Esempio 46: Configurare la rete in modo permanente

# nano -w /etc/conf.d/net
# rc-update add net.eth0 default

Se avete più schede di rete avrete bisogno di aggiungere altri scripts net.ethx per ognuna (x = 1, 2, ...):

Esempio 47: Interfacce di rete multiple

# cd /etc/init.d
# cp net.eth0 net.ethx
# rc-update add net.ethx default

Se avete una scheda PCMCIA installata, date una rapida occhiata a /etc/init.d/pcmcia per verificare se è conforme alle vostre esigenze e aggiungete le righe seguenti in testa al file /etc/init.d/net.ethx:

Esempio 48: Aggiungiamo dipendenze PCMCIA in /etc/init.d/net.ethx

depend() {
	need pcmcia
}
	

In questo modo i driver pcmcia verranno caricati automaticamente ogni volta che verrà avviata la rete.

19.Ultimi passi: configurazioni di base (includendo il setting per la mappatura internazionale della tastiera)

Esempio 49: Configurazione di base

# nano -w /etc/rc.conf

Dando una scorsa al file troverete diverse variabili che inizializzano alcune configurazioni di base. Vorrete essere sicuri che CLOCK sia quello voluto. Per usare tastiere con layout diverso da quello americano potete settare la variabile KEYMAP (potete trovare le varie possibilità in /usr/share/keymaps).

20.Configurazione di un bootloader

Note 

Nello spirito di Gentoo, gli utenti possono ora scegliere tra più di un bootloader. Usando il nostro virtual package system, gli utenti possono scegliere sia GRUB che LILO come loro bootloaders.

E' chiaro che non è necessario avere entrambi i bootloader installati. Infatti potrebbe essere un ostacolo, vi consigliamo di sceglierne uno solo.

Configurazione di GRUB 

La parte più critica per capire la configurazione di GRUB è familiarizzare con la notazione che GRUB usa per definire i dischi e le partizioni. La partizione Linux /dev/hda1 è chiamata (hd0,0) sotto GRUB. Nota che le parentesi che racchiudono hd0,0 sono richieste. I dischi vengono contati a partire da zero invece che da "a" e le partizioni partono da zero invece che da uno. Dovete essere consapevoli che con periferiche hd sono contati solo i dischi rigidi e non periferiche atapi-ide come cdrom e masterizzatori e che lo stesso costrutto vale anche per periferiche SCSI. (Di solito queste prendono numeri alti rispetto a periferiche ide ad eccezione di quando il bios è configurato per fare il boot da SCSI devices). Così facendo finta che abbiate un disco su /dev/hda, un lettore cdrom su /dev/hdb, un masterizzatore su /dev/hdac e un secondo disco su /dev/hdd e nessun disco SCSI, la partizione /dev/hdd7 diventa (hd1,6). Tutto questo potrebbe suonare complicato, ed è effettivamente complicato, ma come vedrete, grub offre un meccanismo di completamento col tasto TAB, che diviene funzionale per coloro che hanno un notevole numero di dischi e partizioni e sono un pò smarriti con lo schema numerico del grub. Avendo preso coscienza di questo, è il momento di installare GRUB. Appena avete preso confidenza con questa notazione, potete convertire le partizioni di boot e root in un formato comprensibile a GRUB e scriverle nel suo file di configurazione. Proviamo quindi ad installare GRUB.

La via più breve per installare GRUB è semplicemente digitare grub al prompt:

Esempio 50: GRUB

# grub

Importante: Questa parte non funzionerà se state usando hardware RAID. Saltate alla sezione sulla creazione del grub.conf. Dopodiché completerete il setup di grub per i controller RAID.

Vi verrà presentato il "grub command-line prompt: grub>. Ora dovrete digitare i giusti comandi per installare il GRUB boot record nel vostro disco. Nel mio esempio, io voglio installare il GRUB boot record nell'MBR (master boot record) del mio disco rigido, in modo tale da vedere il GRUB prompt ad ogni riavvio del mio computer. Nel mio caso i comandi che devo digitare sono:

Esempio 51: Installazione di GRUB nell'MBR

grub> root (hd0,0)// La mia partizione di boot
grub> setup (hd0)// Dove viene installato il boot record, in questo caso nell'MBR

Esempio 52: Installazione di GRUB non nell'MBR

Alternativamente, potete installare il grub su qualche altra partizione oltre che nell'MBR

grub> root (hd0,0)// La partizione di boot
gurb> setup (hd0,4)// Dove viene installato il boot record, in questo caso la partizione /dev/hda5
grub> quit

Come lavorano i comandi. Il primo comando root ( ) dice a GRUB la locazione della partizione di boot (nel nostro esempio /dev/hda1 o (hd0,0) nella terminologia GRUB. Il secondo comando setup ( ) dice a GRUB dove installare il boot record e sarà configurato per cercare i suoi files di configurazione nella locazione root ( ) che avete specificato. Nel mio caso, voglio che il boot record sia installato nell'MBR del disco rigido, così specifico semplicemente /dev/hda (anche conosciuto come (hd0)). Se sto usando un altro boot loader e voglio installare GRUB come boot loader secondario, avrei dovuto installare il GRUB nel boot record di una particolare partizione. In questo caso avrei dovuto specificare una particolare partizione invece dell'intero disco. Una volta che il GRUB è stato installato con successo, potete uscire dal GRUB digitando quit.

Nota: Il meccanismo TAB completion del grub può essere usato all'interno del grub. Supponiamo che abbiate scritto root ( se ora premete il tasto TAB, vi dovrebbe essere mostrata una lista di periferiche disponibili (non solo dischi), ripremendo il tasto TAB dopo aver scritto root (hd, grub vi dovrebbe mostrare solo i dischi e ripremendo il TAB dopo aver scritto root (hd0, dovreste avere la lista delle partizioni del primo disco. Il controllo della sintassi con cui il grub definisce le partizioni unito al completamento dovrebbe aiutarvi a fare le giuste scelte.

L'installazione di Gentoo è ora completa, dobbiamo solo creare il file /boot/grub/grub.conf che dovrebbe mostrare un menu quando il sistema viene riavviato.

Importante: Per assicurare un compatibilità con le versioni precedenti, vi consigliamo di creare un link tra grub.conf e menu.lst. Potete farlo digitando ln -s /boot/grub/grub.conf /boot/grub/menu.lst.

Creiamo il file grub.conf (nano -w /boot/grub/grub.conf), e aggiungiamo le seguenti righe:

Esempio 53: Esempio di grub.conf

default 0
timeout 30
splashimage=(hd0,0)/boot/grub/splash.xpm.gz

title=Gentoo Linux
root (hd0,0) 
kernel (hd0,0)/boot/bzImage root=/dev/hda3 

 # Seguono le instruzioni per usare RAID hardware

title=Gentoo Linux su RAID
root (hd0,0)
kernel (hd0,0)/boot/bzImage root=/dev/ataraid/dXpY


	# Seguono le istruzioni per coloro che necessitano
	di un dual-boot

title=Windows NT Workstation
root (hd0,5) 
cavetenloader (hd0,5)+1

Nota: (hd0,0) deve essere scritto senza spazi tra le parentesi.

Importante: Se avete configurato l'emulazione SCSI per un masterizzatore IDE, per renderlo attivo avete bisogno di aggiungere un "hdx=ide-scsi" alla linea del kernel in menu.lst (dove "hdx" dovrebbe essere il device del vostro masterizzatore).

Dopo aver salvato il file, l'installazione di Gentoo Linux è completa. Selezionando la prima opzione diciamo al GRUB di fare il boot con Gentoo Linux. La seconda parte del file grub.conf è opzionale, mostra solo come usare GRUB per fare il boot anche con partizioni Windows.

Nota: (hd0,0) dovrebbe puntare alla vostra partizione "boot" (/dev/hda1 nel nostro esempio) e /dev/hda3 dovrebbe puntare al filesystem root. La partizione (hda0,5) contiene il boot loader di NT.

Nota: Il percorso dell'immagine del kernel è relativa alla partizione /boot. Se per esempio avete la partizione /boot (hd0,0) separata dalla root (/) (hd0,1), tutti i percorsi del grub.conf diverrebbero /bzImage.

Ancora, se avete bisogno di passare delle opzioni al kernel, aggiungetele semplicemente alla fine del comando kernel. Stiamo già passandogli un'opzione (root=/dev/hda3), ma possiamo passargliene delle altre. In particolare potreste disabilitare il support per il devfs (non è raccomandato a meno che non sappiate cosa state facendo) aggiungendo l'opzione gentoo=nodevfs al comando kernel.

Nota: A differenza delle prime versioni di Gentoo Linux, non è più necessario aggiungere devfs=mount alla fine della riga kernel per abilitare il devfs. Nelle nuove versioni è abilitato per default.

Configurare il LILO 

Mentre GRUB può essere una nuova alternativa per molte persone, non è sempre la scelta migliore. LILO, il LInuxLOader, è il più provato e vero cavallo da fatica dei bootloaders di Linux. Ecco come installare LILO se lo volete usare al posto del GRUB:

Il primo step è installarlo:

Esempio 54: Emerge LILO

# emerge lilo

Ora è il momento di configurare LILO. Vi darò un piccolo lilo.conf da usare e vi spiegherò le differenti parti del file.

Esempio 55: Esempio di lilo.conf

boot=/dev/hda
map=/boot/map
install=/boot/boot.b
prompt
timeout=50
message=/boot/message
lba32
default=linux

image=/boot/vmlinuz-2.4.20
	label=linux
	read-only
	root=/dev/hda5
	
#For dual booting windows/other OS
other=/dev/hda1
	label=dos

	
  • boot=/dev/hda dice a LILO di installarsi nel primo disco del primo controller IDE.
  • map=/boot/map specifica il map file. In un normale uso, questo non dovrebbe essere modificato.
  • install=/boot/boot.b dice a LILO di installare il file specificato come il nuovo settore di boot. Per un uso normale, questo non dovrebbe essere alterato. Se questa linea è omessa, LILO assumerà un /boot/boot.b di default come file da essere usato.
  • L'esistenza di prompt dice a LILO di mostrare qualsiasi cosa sia fornito nella linea message. Mentre non è raccomandato che tu rimuova la linea prompt, se la devi rimuovere, puoi ancora avere un prompt premendo il tasto [Shift] mentre la tua macchina parte per il boot.
  • timeout=50 setta il tempo durante il quale LILO aspetterà qualche input prima di procedere con il boot di default. Questo è misurato in decine di secondi, con 50 come default.
  • message=/boot/message si riferisce alla shermata che LILO mostra per permetterti di selezionare il sistema operativo o il kernel da avviare.
  • lba32 descrive la geometria del disco. Un altro parametro comune è linear. Non dovresti cambiare questa linea a meno che non siate veramente sicuri di quello che state facendo. Altrimenti potreste avere un sistema non bootabile.
  • default=linux si riferisce al systema operativo che il LILO avvierà di default con le opzioni che seguono dopo questa linea
  • image=/boot/vmlinuz-2.4.20 specifica il kernel da avviare.
  • label=linux è il nome del sistema operativo visualizzato nella schermata del LILO. In questo caso è anche il nome a cui si riferisce la linea di default.
  • read-only specifica che la root partition (vedi la riga seguente) è read-only e non può essere alterata durante il processo di boot.
  • root=/dev/hda5 dice al LILO quale partizione del disco deve essere usata come root partition.
  • Nota: Un ringraziamento a RedHat.com per queste informazioni.

    Dopo avere editato il nostro lilo.conf, è il momento di eseguire LILO per caricare queste informazioni nell'MBR:

    Esempio 56: Eseguire LILO

    # /sbin/lilo
    

    LILO è configurato e ora la tua macchina è pronta per l'avvio in Gentoo Linux!

    21.Creazione dei bootdisk

    GRUB Bootdisks 

    E' sempre una buona idea creare un dischetto di boot la prima volta che installiamo una qualsiasi distribuzione Linux. Questa è una sicurezza e generalmente non è una cattiva idea. Se state usando qualche tipo di hardware RAID, potreste avere necessità di creare un GRUB boot disk. Con questi tipi di hardware RAID non è possibile installare grub dalla shell chrooted. Se questo è il vostro caso, create un GRUB boot disk e quando riavviate la prima volta potrete installare GRUB sull'MBR. Create il vostro bootdisk in questo modo:

    Esempio 57: Creare un GRUB bootdisk

    # mke2fs /dev/fd0
    # mount /dev/fd0 /mnt/floppy
    # mkdir -p /mnt/floppy/boot/grub
    # cp /usr/share/grub/i386-pc/stage1 /mnt/floppy/boot/grub/
    # cp /usr/share/grub/i386-pc/stage2 /mnt/floppy/boot/grub/
    # umount /mnt/floppy
    # grub
    
    grub> root (fd0)
    grub> setup (fd0)
    grub> quit
    

    Ora riavviate e al prompt del grub del floppy, potrete eseguire i necessari comandi root e setup.

    LILO bootdisk 

    Anche se state usando LILO è una buona idea creare un bootdisk:

    Esempio 58: Creare un LILO Bootdisk

    # dd if=/boot/your_kernel of=/dev/fd0 
    Questo è possibile solo con kernel più piccoli di 1.4MB
    

    22.L'installazione è completata!

    Gentoo Linux è installato. Rimane solo da uscire dalla shell, smontare le partizioni e riavviare il sistema:

    Esempio 59: Riavviare il sistema

    # etc-update
    # exit 
    // questo per uscire dalla shell; potreste anche digitare ^D
    # cd / 
    # umount /mnt/gentoo/boot
    # umount /mnt/gentoo/proc
    # umount /mnt/gentoo/dev
    # umount /mnt/gentoo
    # reboot
    

    Nota: Dopo il riavvio, è una buona idea eseguire il comando update-modules per creare il file /etc/modules.conf. Invece di modificare questo file direttamente, dovreste generalmente applicare le modifiche al file /etc/modules.d.

    Importante: Ricordate che se state usando RAID hardware, dovete usare il bootdisk per il primo reboot e fare i passaggi per installare il grub nell'MBR. Se l'avete fatto, congratulazioni.

    Se avete qualche domanda o vi piacerebbe essere coinvolti con gli sviluppatori di Gentoo Linux, considerate di unirvi alle nostre mailing lists gentoo-user e gentoo-dev (c'è un link "click to subscribe" nel sito ufficiale). Abbiamo anche una comoda guida Desktop configuration guide che ti aiuterà a continuare a configurare il vostro nuovo sistema Gentoo Linux per la parte grafica e un' utile guida Portage user guide che vi aiuterà a familiarizzare con il sistema Portage. Potrete trovare il resto della documentazione Gentoo qui. Se avete altre domande che coinvolgono l'installazione e altre materie, date una lettura alle Gentoo Linux FAQ. Benvenuti in Gentoo Linux!

    23.Gentoo-Stats

    Il programma per le statistiche d'uso di Gentoo Linux è partito come tentativo di dare agli sviluppatori un modo per capire chi sono gli utilizzatori di base. Il programma colleziona informazioni circa l'uso di Gentoo Linux e ci aiuta a dare una priorità alle fasi di sviluppo. L'installazione è completamente opzionale ma vi saremmo grati se decideste di farla. Le statistiche possono essere viste su http://stats.gentoo.org/

    Il server gentoo-stats assegnerà un ID univoco al vostro sistema. Questo ID sarà usato per assicurare che ogni sistema sia contato una sola volta. Questo ID non sarà usato per identificare individualmente il vostro sistema e nemmeno per identificare il vostro IP o altre informazioni personali. E' stata presa ogni precauzione per assicurare la vostra privacy nel sistema di sviluppo. Ecco le cose che vengono monitorare dal programma "gentoo-stats":

    • pacchetti installati e la loro versione
    • informazioni sulla CPU: velocità (MHz), marca, modello, CPU flags (come "mmx" o "3dnow")
    • informazioni sulla memoria (RAM fisica disponibile in totale, swap space disponibile in totale)
    • schede PCI e chipset delle schede di rete
    • il profile Gentoo Linux che sta usando la vostra macchina (cioè dove sta puntando il link /etc/make.profile).

    Siamo consapevoli che la conoscenza di informazioni sensibili è un pericolo per molti utenti Gentoo Linux (così come lo è per gli sviluppatori).

    • A meno che non lo modifichiate, il programma gentoo-stats non trasmetterà informazioni sensibili come password, dati di configurazione, taglia delle scarpe..
    • La trasmissione del vostro indirizzo di email è opzionale ed è disabilitato di default.
    • L'indirizzo IP che origina la trasmissione dei vostri dati non verrà mai registrato per potervi identificare. Non c'è l'accoppiata "indirizzo IP/ID del sistema".

    L'installazione è semplice, dovete solo eseguire i seguenti comandi:

    Esempio 60: Installare gentoo-stats

    # emerge gentoo-stats    // Installa gentoo-stats
    # gentoo-stats --new     // ottiene il nuovo ID del sistema
    

    Il secondo comando richiederà un nuovo ID per il tuo sistema ed entrerà automaticamente dentro /etc/gentoo-stats/gentoo-stats.conf. Potete dare un'occhiata a questo file per vedere opzioni di configurazione aggiuntive.

    Il programma dovrebbe quindi essere eseguito a cadenza regolare (gentoo-stats non dovrebbe essere eseguito come root). Aggiungete questa riga al vostro crontab:

    Esempio 61: Aggiungere gentoo-stats al cron

    0 0 * * 0,4 /usr/sbin/gentoo-stats --update > /dev/null
    

    Il programma gentoo-stats è un semplice script perl che può essere visto usando un semplice editor.



    Ultimo aggiorn.:
    06 Marzo 2003
    Daniel Robbins
    Supervisore

    Chris Houser
    Autore Originale

    Jerry Alexandratos
    Autore Originale

    Grant Goodyear
    Revisione

    John P. Davis
    Aggiornamento

    Pierre-Henri Jondot
    Aggiornamento

    Eric Stockbridge
    Aggiornamento

    Rajiv Manglani
    Aggiornamento

    Jungmin Seo
    Aggiornamento

    Stoyan Zhekov
    Aggiornamento

    Enrico Morelli
    Traduttore

    Team Italiano
    Traduttore

    Sommario: Queste instruzioni vi guideranno attraverso il processo di installazione di Gentoo Linux 1.4_rc3. L'installazione di Gentoo Linux supporta vari tipi di approcci a seconda di quanto volete che il vostro sistema sia costruito da zero.
    - 2002 Gentoo.it - Domande, commenti e/o correzioni? Email gentoo-dev@gentoo.it.